Leggere l'India

25 febbraio 2010

Ravan & Eddie

di Kiran Nagarkar

Ravan ed Eddie. Due bambini cresciuti a pochi passi l'uno dall'altro, nello stesso chawl, condominio popolare brulicante di persone nella Bombay degli anni Cinquanta, ma divisi fin dalla nascita. Divisi dalla linea che passa fra il quarto e il quinto piano, la linea che separa gli indù dai cattolici.

Ma soprattutto divisi dall'incidente raccontato nel memorabile incipit del libro: Ravan, ancora neonato, diventa "l'assassino" del padre di Eddie proprio lo stesso giorno in cui Eddie nasce. 

Più avanti, Ravan (induista) viene cacciato dalla Sabha, covo di estremisti indù, lo stesso giorno in cui Eddie (cattolico) vi entra, accolto a braccia aperte da Guruji e dalla promessa di una stilografica.
Ravan inizia a prendere lezioni di tae kwon do, mentre Eddie legge le storie del Mahabarata di nascosto dalla madre, che quando lo scopre trascina l'idolatra in chiesa per farlo esorcizzare. 

Il film preferito di Ravan è Dil Deke Dekho,  quello di Eddie Rock around the clock. Entrambi vedranno i loro film preferiti decine di volte, ruberanno per pagarsi il biglietto, ma non si incontreranno neanche sulla strada del cinema.

E intorno alle loro vite parellele, che dall'infanzia arrivano fino alla giovinezza, conosciamo gli abitanti del chawl, che nel loro microcosmo sembrano rappresentare la vita, l'atmosfera e i problemi dell'intera città di Bombay. Prima di tutto le loro madri, presenze fondamentali delle loro vite parallele, visto che il padre di Eddie è morto e quello di Ravan è uno sfaccendato la cui unica attività è passare dal letto alla poltrona.

E poi i vicini, divisi dalle diverse tradizioni cattoliche o indù, dalle diverse abitudini per quanto riguarda l'uso dei bagni, gli indumenti, le festività e le lingue (i cattolici parlano inglese e konkani, visto che vengono dall'ancora portoghese Goa, gli indù il marathi), tanto che "si può dire a occhio se uno è cattolico o indù",  come se ce l'avessero scritto in fronte.


L'autore, Kiran Nagarkar, scrive sia in inglese sia in marathi. Curiosamente, iniziò Ravan & Eddie in marathi negli anni Settanta, e lo riprese solo nel 1991, per pubblicarlo poi in inglese.

Lo stile di Kiran Nagarkar è ciò che rende speciale Ravan & Eddie (il link, secondo consuetudine, è alla scheda del libro dell'editore che lo ha pubblicato, in questo caso Metropoli d'Asia, una nuova casa editrice con interessi asiatici: vi invito a sbirciare fra i titoli per trovare tanti altri interessanti romanzi indiani).

I toni del libro infatti sono quelli scanzonati, picareschi, divertenti, ironici di due ragazzini che odiano i compiti e che vogliono giocare con gli aquiloni. Con tutti i voli onirici, strampalati e iperbolici tipici della fantasia di due bambini che a poco a poco diventano grandi e che riescono a farci sorridere anche quando l'inquietudine e il dolore della vita si impossessano di questi due adorabili diavoletti.

13 febbraio 2010

Khasakkinte Itihasam (The legends of Khasak)

di O.V. Vijayan (1930-2005)

Khasakkinte Itihasam è un capolavoro.
Pubblicato dopo dodici anni di lavoro nel 1968 su un settimanale in lingua malayalam e nel 1969 in un libro vero e proprio, è una delle opere fondamentali della letteratura malayalam moderna.
Originariamente scritto in malayalam, O.V. Vijayan stesso lo tradusse o, meglio, lo riscrisse e reinventò, in inglese solo nel 1994, con il titolo The Legends of Khasak.

Khasak è il nome del paesino nel quale è ambientato il romanzo, che corrisponde al villaggio di Thasarak nell'interno del Kerala, dove realmente l’autore visse per un periodo. 

A Khasak noi arriviamo insieme a Ravi, un ragazzo giovane e moderno mandato a insegnare nella prima vera scuola del villaggio.
Non che a Khasak non ci fossero scuole del tutto, ma le uniche presenti erano la madrasa per i musulmani e la scuola dell'astrologo indù, tanto che una scuola pubblica sembra una rivoluzione volta sconvolgere la vita tradizionale del villaggio, da cui tutto il disprezzo e l'apprensione della comunità.

Ma invece poi capiamo che questo arretrato villaggio, sprofondato nella superstizione e nell'ignoranza, è ben più tollerante di quanto si potrebbe immaginare: musulmani, indù, laici e fautori della modernità possono tranquillamente convivere trovando ogni volta soluzioni molto poco intellettuali, ma sempre pratiche e concrete.

L'emarginazione non esiste a Khasak, così come non esistono confini netti fra le diverse religioni, che si contaminano e si influenzano fra oracoli, templi, altari e moschee.

E' dunque Ravi, in cerca di espiazione per le colpe del suo passato, a portarci nel villaggio, ma solo per metterci davanti a tante storie e tanti personaggi diversi. Il giovane insegnante infatti smette quasi subito di essere il personaggio centrale per lasciar posto alle storie degli abitanti di Khasak: i bambini della scuola, lo "scemo del villaggio" che a giorni alterni è musulmano o indù, i comunisti che vorrebbero un mondo nuovo, il maulvi che ostacola la scuola di Ravi, il toddy tapper (ovvero colui che si arrampica sulle palme a raccogliere il latte di cocco per ricavarne il toddy, la bevanda alcolica) e i suoi problemi con le leggi proibizioniste.

Attraverso questi personaggi scopriamo che la vita rurale non ha proprio niente di idilliaco, costellata com'è di disgrazie, morti e malattie.
Ed è proprio di fronte alle malattie che abbiamo l'idea di come tutto possa coesistere: chi si affida a formule magiche, chi agli antibiotici, chi si è vaccinato contro il vaiolo e chi invece no (Ravi, il simbolo della modernità e del cosmopolitismo, paradossalmente no) e quindi si ammala. 

Nel descrivere la vita di Khasak, l'autore riesce ad annullare il confine fra superstizione, credenze religiose, leggende e realtà con un frequente ricorso al realismo magico, a verità multiple, al dubbio, al surreale e al mito che sono indistinguibili dalla realtà.

Riesce a intrecciare spirituale e carnale,  esistenziale e grottesco, passato e presente, sublime e terreno con una narrazione lirica che spesso intreccia lo spazio e il tempo, che procede (anche) per metafore e simboli.

In molti hanno sottolineato come il suo realismo magico, rimasto poco conosciuto al resto del mondo, sia in realtà contemporaneo a quello di Garcia Marquez e anticipi di parecchi anni quello di Rushdie.  L'influenza di questo romanzo sulla letteratura malayalam è stata fortissima, tanto che spesso si divide la narrativa malayalam in pre-khasak e post-khasak.

A questo proposito e su Vijayan si può leggere questo interessante articolo su Frontline, scritto poco dopo la sua morte, nel 2005.
Fatto sta che questa rimane un'opera amatissima in Kerala, un bestseller letto con passione ancora oggi.

Io l'ho letto nella sua riscrittura in lingua inglese e l'ho trovato profondamente toccante, illuminante. Spero sempre che un giorno sia tradotto anche nella nostra lingua. 

10 febbraio 2010

Agenzia matrimoniale per ricchi


Scrivo senza ironia o polemica.

Consiglio sinceramente questo libro a chi vuole avvicinarsi all'India con cautela e senza sforzarsi troppo.

A chi è interessato ai riti matrimoniali e pre-matrimoniali indiani e, dopo Monsoon wedding, si vuole beccare ben due matrimoni in un colpo solo (uno indù e uno musulmano).

A chi fa piacere trovare la precisazione che Ganesh è la divinità con la testa di elefante e, nel caso comunque gli sia sfuggito qualcosa, ha a disposizione una serie di appunti finali in cui si spiega dov'è la città in cui è ambientato il romanzo, che lingua si parla e che cosa si mangia.

A chi ha voglia di una lettura distensiva, leggera e gradevole, in cui compaiono gli aspetti più particolari (ai nostri occhi) dell'India visti attraverso gli annunci di una agenzia matrimoniale - per ricchi, in modo che i drammi o le sventure siano presenti ma lasciati sullo sfondo o facilmente risolti.

A chi troverà interessante capire la logica e la cultura del matrimonio combinato e conoscere tutte le  richieste per trovare un "buon partito" a figli, nipoti, fratelli o sorelle: casta e sottocasta, dote, situazione e patrimonio familiare, carnagione, altezza, titolo di studio e posizione lavorativa (meglio se ingegnere per gli uomini e casalinga per le donne).

Faharad Zama, l'autore, è un indiano residente da tempo a Londra, originario di Vizag, nell'Andhra Pradesh, la città descritta nel romanzo, e felicemente sposato attraverso un matrimonio combinato (che sarà contro la nostra mentalità ma avrà anche notevoli vantaggi).

E' riuscito a scrivere una storia leggera e carina, piena di personaggi simpatici, che sarebbe perfetta per la sceneggiatura cinematografica di una commedia familiare, e che probabilmente piacerà a molti per la sua gradevolezza. Anzi, sicuramente è già piaciuta, visto che ha scritto anche un secondo libro, sequel del primo, e ne sta scrivendo un terzo, sempre di argomento matrimoniale.

Ma anche se la storia continua, io questa volta penso di fermarmi qui.