di Tishani Doshi
Si sposano e scelgono di vivere a Madras, confortati da quella grande famiglia allargata che inizialmente aveva tanto contrastato la loro unione. In India nasceranno le loro figlie e sempre in India inizieranno anche le loro storie d'amore e di ricerca del piacere, più complicate e sofferte di quella del tutto idilliaca dei genitori.
Questo è il primo romanzo di Tishani Doshi, che è anche poetessa e ballerina (e anche un po' star letteraria nei vari festival).
La giovane autrice indugia un po' troppo in certi stereotipi (la nonna dolcissima e saggia, la figlia irruenta, la relazione coniugale dei genitori), ma è brava soprattutto a descrivere un mondo familiare infondendo poesia e sensualità, e a dare uno spessore non banale al piacere, anche e soprattutto quello fisico.
Una piacevole lettura, che scivola via in modo lieve ed elegante, senza lasciare sconvolgimenti nell'anima né riflessioni profonde, ma con una sensualità e una poesia molto coinvolgenti.
Più che l'urgenza del piacere (il titolo inglese è The pleasure seekers), è la sua ricerca costante, lungo tutta la vita, a essere la protagonista del libro.
La storia è quella, romanzata, dei genitori dell'autrice: lei gallese e lui indiano di Madras (ma di famiglia gujarati e jainista), che si incontrano a Londra e si innamorano.
La storia è quella, romanzata, dei genitori dell'autrice: lei gallese e lui indiano di Madras (ma di famiglia gujarati e jainista), che si incontrano a Londra e si innamorano.
Si sposano e scelgono di vivere a Madras, confortati da quella grande famiglia allargata che inizialmente aveva tanto contrastato la loro unione. In India nasceranno le loro figlie e sempre in India inizieranno anche le loro storie d'amore e di ricerca del piacere, più complicate e sofferte di quella del tutto idilliaca dei genitori.
Il tema della famiglia "mista" e "multiculturale", con tutte le sue ricchezze e le sue difficoltà, non è nuovo né portato avanti in modo particolarmente originale (devo dire che ho avuto un certo buon numero di déjà vu...), ma per una volta è l'occidentale che emigra, meno benestante della famiglia indiana, con tutti i suoi domestici e i lussi delle classi alte, così lontani dalle condizioni di vita del povero villaggio del Galles da dove proviene.
La saga familiare si dipana dalla fine degli anni Sessanta per arrivare fino al 2001: ogni tanto la storia si affaccia con curiose coincidenze (che rimangono tali) ma rimane sullo sfondo, mentre in primo piano sono i rapporti familiari fra genitori, nonne, cognate, figli, amanti e nipoti.
Questo è il primo romanzo di Tishani Doshi, che è anche poetessa e ballerina (e anche un po' star letteraria nei vari festival).
La giovane autrice indugia un po' troppo in certi stereotipi (la nonna dolcissima e saggia, la figlia irruenta, la relazione coniugale dei genitori), ma è brava soprattutto a descrivere un mondo familiare infondendo poesia e sensualità, e a dare uno spessore non banale al piacere, anche e soprattutto quello fisico.

