Leggere l'India

27 ottobre 2011

In arrivo il fiume dell'oppio

(con un breve riassunto delle puntate precedenti)

Per chi come me negli ultimi tre anni è rimasto in mezzo ai cavalloni del Nero Oceano, con il cuore in bilico fra la Ibis e una scialuppa di salvataggio fra le onde, è finalmente arrivato il secondo romanzo della trilogia di Amitav Ghosh. 

River of Smoke è uscito in inglese a giugno ed è ora in uscita anche da noi nella traduzione di Anna Nadotti e Norman Gobetti con il titolo Il fiume dell'oppio.

In particolare, Ghosh sarà personalmente in Italia a presentare il libro:

 
mercoledì 9 novembre 2011, ore 18:30


Casa delle Letterature
Piazza dell’Orologio 3 
Roma

Presenteranno il libro Irene Bignardi e Goffredo Fofi e sarà presente Amitav Ghosh 


  
E ora provo ad azzardare un breve ripasso della trama di Mare di papaveri, il primo romanzo della trilogia, per chi l'ha già letto e vuole rinfrescarsi la memoria (correggetemi se sbaglio qualcosa - sono passati tre anni!). 
ATTENZIONE: chi invece ancora non l'ha letto, non vada oltre e invece vada sul vecchio post su Mare di papaveri!
Allora.
I vari personaggi si ritrovano tutti nella stessa barca, il veliero Ibis che trasporta coolies dal golfo del Bengala verso le Mauritius, ma ognuno ci arriva con una storia diversa.
Deeti vieni data in sposa a un oppiomane, lungo le rive del Gange rigogliose di papaveri per l'oppio.
Il marito muore, lei porta via la figlia (avuta con l'inganno dal fratello del marito) dagli zii materni e proprio mentre è pronta a buttarsi sulla pira del marito per scappare alle future angherie, viene salvata dalle fiamme da Kalua, un carrettiere intoccabile, grosso e buono. Con lui scappa e si imbarca lungo il Gange come gimirtya, per poi arrivare sulla Ibis. Sulla Ibis stringe amicizia con una giovane donna, Munia, e scopre di essere incinta (di Kalua).
Zachary Reid è un giovane ambizioso e in gamba, figlio di una schiava americana, a cui viene dato il compito di secondo ufficiale della Ibis per il viaggio verso le Mauritius. Ha il supporto di Serang Ali, il capo dei lascari della Ibis, i marinai di tutte le razze possibili dell'Oceano Indiano.
Jodu è un barcaiolo di fiume di una umile famiglia musulmana che riesce imbarcasi sulla Ibis come marinaio. 
Paulette è una ragazza nata in India da genitori francesi. Rimasta orfana di madre alla nascita e allevata dalla madre di Jodu, che è per lui praticamente un fratello, alla morte del padre viene "adottata" da Mrs e Mr Burnham (l'armatore della Ibis, mercante di schiavi e di oppio, ricco e affamato di ulteriore ricchezza). 
Paulette e Zachary si incontrano a una cena in società e si piacciono. 
Paulette scappa dalle grinfie di Mr Burnham e da un matrimonio con un vecchio giudice, e camuffandosi riesce a salire a bordo della Ibis.
Neel è un raja languido e delicato che si indebita, cade in rovina e finisce in prigione, mentre Mr Burnham si impossessa con l'inganno delle sue proprietà terriere. Il suo compagno di cella e di prigionia è Ah Fatt, un oppiomane di Canton, che è anche la prima persona con cui ha un profondo rapporto umano. Entrambi vengono deportati ai lavori forzati e imbarcati sulla Ibis.
Sulla Ibis nel bel mezzo dell'Oceano succedono un po' di guai: Jodu e Munia vengono beccati ad amoreggiare, Deeti viene riconosciuta dallo zio del marito morto: per questo Kalua viene frustato e come se non bastasse si prende una condanna a morte per aver ucciso il suo fustigatore. 
Zachary viene a conoscenza dei rapporti di Serang Ali con i pirati dell'Oceano Indiano e il primo ufficiale, Mr Crowe, viene ammazzato. 
In cinque riescono scappare su una scialuppa: Serang Ali, Jodu, Neel, Ah Fatt e Kalua. 
Deeti, Paulette e Zachary li guardano dalla Ibis mentre si allontano fra le onde. 
E da qui il mare diventa fiume.

17 ottobre 2011

Un incontro pieno di India e di amicizia

Grazie a tutte per l'incontro di sabato a Bologna!
E' stato davvero bello conoscersi di persona o rincontrarsi, per trovarsi a parlare davanti a un thali vegetariano delle nostre passioni fatte di viaggi, di libri, di sogni e di vita vissuta.

Grazie a Clara, Cristina, Elisa, Katia, Livia, Manuela, Sonia, Stefania
Le foto (bellissime!) sono qui, sul blog Italian masala di Elisa, nostra fotografa ufficiale.
Spero di incontrarvi presto nuovamente, la prossima volta però vi avviso già: ci vorrà un intero weekend!


07 ottobre 2011

Incontro indo-bolognese

Allora, miei cari appassionati di India e di libri, ci vediamo sabato 15 ottobre!
Appuntamento alle 12:50 all'edicola del binario 1 della stazione di Bologna, e pranzo al ristorante Taj Mahal in Via San Felice.

Per favore, date la conferma su questa pagina, scrivendo chi siete e in quanti siete, così posso prenotare il ristorante (e sappiamo chi dobbiamo aspettare in stazione!).
La prossima settimana non sarò molto collegata (fiera del libro di Francoforte, torno venerdì 14 a notte fonda), quindi rispondete non appena potete.

A presto, non vedo l'ora!

06 ottobre 2011

Saraswati park

di Anjali Joseph

A differenza di altri libri ambientati a Bombay che di questa città esaltano il caos metropolitano, la vita frenetica in una città sovraffollata e il mare ribollente del grande intreccio di storie e personaggi, quella di Anjali Joseph è una Bombay di quiete, dove i giorni scorrono con la lentezza della vita quotidiana e dove la gente normale fa cose normali.

E' una Bombay fatta di piccoli angoli, di raggi di luce alle diverse ore del giorno che il cielo riflette per illuminare vie, sobborghi e personaggi. 

E' una Bombay fatta di pioggia e di ombrelli, appartamenti e cucine, tazze di tè e lavori di casa, gechi negli armadi e fantasmi sui muri, bancarelle di libri usati e canti di uccelli, stazioni e treni che diventano piccoli spazi di riflessione dei personaggi sulla via di casa.

Una città che viene fuori in immagini lievi e accenni nitidi, e che se ne sta tranquilla sullo sfondo delle vicende di questo romanzo delicato e sottile. 

Saraswati Park è il romanzo di esordio di Anjali Joseph, una giovane scrittrice che ha cercato di rappresentare la "sua" Bombay, come dice in questo video (in realtà ha vissuto un po' in India e un po' in Inghilterra, e ora vive in Inghilterra). Ha vinto a settembre il Vodafone Crossword Book Award nella categoria narrativa in lingua inglese (ex aequo con Jimmy the terrorist di Omair Ahmad). Ancora non è stato tradotto in italiano.



Saraswati park non ha una trama vera e propria. 
Mohan e Lakshmi sono una coppia sui cinquant'anni che sta perdendo giorno dopo giorno la vitalità del matrimonio nella quotidianetà della vita pacata della piccola borghesia. 
Lui come lavoro scrive lettere (per chi non sa scrivere) di fronte all'ufficio postale e ama i libri usati; lei sta a casa, rendendosi conto che il rapporto più profondo che ha nella sua vita è, tristemente, quello con le camicie da lavare.

A casa loro, nel complesso residenziale suburbano e sonnolento che si chiama appunto Saraswati Park, arriva come ospite il nipote Ashish, un diciannovenne insicuro e annoiato che deve ripetere l'ultimo anno di college e che cercherà amore e comprensione nelle relazioni prima con un suo compagno e poi con l'insegnante un po' misterioso e affascinante che gli dà lezioni private.  

Queste vicende sono tracciate con un ritmo quieto e malinconico, con una prosa delicata e meticolosa, che con poche parole sa caratterizzare anche il più secondario dei personaggi, un domestico o un'insegnante del college. 

E la scrittura discreta e tranquilla descrive perfettamente la poesia che sta nei sogni modesti, nelle piccole tragedie quotidiane, nei desideri disperati e inespressi, nei silenzi dimessi che allontanano a poco a poco le persone, ma che allo stesso modo possono anche riavvicinarle.