I miei luoghi

A spasso con i banditi e altre storie vere
di Annie Zaidi

L'India oltre Delhi e Bombay

I luoghi di Annie Zaidi sono i luoghi di un'India un po' insolita, di un'India meno conosciuta e meno urbana di quella di cui di solito leggiamo. 
Il Punjab, il Madhya Pradesh delle popolazioni tribali, il Chambal dei banditi. 

Ma il pregio di questo reportage è quello di essere un viaggio molto personale in questi luoghi, che unisce l'abilità di una giovane giornalista indiana a una forte partecipazione emotiva, senza mai nascondere (né ostentare) una certa fragilità.
A differenza di altri reporter, che pure mi piacciono, qui mancano - finalmente - l'eroismo da una parte e la finta modestia dall'altra.

"Una delle cose difficili di essere un giornalista è che devi indurire un po' il tuo cuore", scrive a un certo punto Annie Zaidi e questo reportage è anche una riflessione sul mestiere stesso di giornalista.


È uno sguardo su certe situazioni di dolore, di povertà o di ingiustizia o semplicemente di vita quotidiana, di una giovane istruita della middle class, che non nasconde quella ingenuità nel sorprendersi delle ombre terribili della propria nazione che molti giovani indiani hanno (ma che non è assente neanche da noi, quando ci stupiamo di situazioni tragiche vissute in silenzio proprio accanto a noi).

È uno sguardo che cerca in tutti i modi di stringere un rapporto diretto con le persone, di stabilire con loro sempre una certa empatia, che siano vittime innocenti o assassini. E che d'altro canto non esita mai a fornire con grande precisione percentuali e cifre (necessari, magari non sufficienti ma sempre necessari, per capire qualsiasi fenomeno).

Vista la quantità di argomenti diversi (che provendono dalle sue inchieste giornalistiche e anche dal suo blog), non c'è da aspettarsi su ognuno di essi un approfondimento estremo, come invece pensavo io alle prime pagine: arrivata alla fine della parte sui banditi, mi ero detta "ecco, è finita la parte introduttiva, ora inizierà a descrivere le cose banditesche in dettaglio". Invece no, si passa a un altro argomento.

Ecco allora che dopo la visita ai dacoit (i banditi, appunto) della zona del Chambal, fra leggende di Bollywood e la realtà sociale della zona di cui armi e banditi fanno integralmente parte, ci avviciniamo, fra cifre impressionanti di mortalità infantile, ai bambini denutriti delle popolazioni tribali a cui è stata tolta la terra, per proseguire la via della fame e ritrovarci fra le lacrime dei tessitori impoveriti di Benares. 

E poi, in Punjab, teatro di scontri di potere fra sette religiose, a conoscere vittime di stupri, soprusi di casta, tribunali corrotti o padroni che riducono in schiavitù i propri dipendenti, nel bel mezzo della tradizione spirituale del sufismo, fatta di accoglienza e amore universale. 
Per poi riflettere sulle identità religiose o sulla violenza sulle donne (dal feticidio femminile ai palpeggiamenti sui mezzi pubblici). 

In giro per squallidi alberghi di provincia, su treni sovraffollati, a bere centinaia di tazze di chai
E in questo senso, I miei luoghi è soprattutto il diario di una giornalista a spasso per l'India.

Commenti

  1. L'ho visto il libro ma non l'ho ancora comprato. Il tuo post mi fa venire voglia di leggerlo. Anche se ho una serie di pile di libri accanto al letto che devo difendere in tutti i modi da Tatiana, che proprio non lo sopporta tutto quel disordine di libri che le impedisce di pulire con la sua ossessività ucraina, e appena abbasso la guardia me li infila a casaccio nelle librerie e rischio di ritrovarli dopo anni... (A volte mi arrabbio ma per lo più le sono grata che grazie a lei riesco a non soffocare per la polvere). Insomma devo rimpicciolire le pile prima di aggiungerne altri di libri, ma magari me lo compro e me lo leggo a pezzetti tra un autobus e un altro.
    Intanto grazie cara Silvia per il tuo post, e scusa lo sfogo ma a volte mi chiedo se non dovrei smettere di comprarli i libri e limitarmi a prenderli in biblioteca, ma non so proprio darmi una risposta.
    Un caro abbraccio e buona Pasqua,
    cris

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    1. Ciao Cristina,
      ti capisco perfettamente, anche io ho pile che non so più dove mettere e troppi libri in lista d'attesa!
      In realtà uso molto anche la biblioteca, anche perché negli ultimi anni ho cambiato casa e città per 10 volte e ogni volta è stato una sofferenza fare scatoloni che poi non ci stavano nella casa successiva... Alla fine ho dovuto portare un mucchio di libri da mia madre perché non sapevo più dove metterli!
      Mi chiedo se la soluzione siano gli ebook... sicuramente per i problemi di spazio, ma le pile di chi, come, noi, compra più libri di quanto ne sia umanamente possibile leggere continueranno anche in modo virtuale!
      Ciao e un abbraccio!

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  2. Ciao Silvia, sono ripassata dopo molto tempo, ed è sempre un piacere leggere il tuo blog!noi abbiamo 2 ebook 2, è stato mio marito ad insistere (lui è quello tecnologico ;D) e devo dirti che, dopo mie iniziali resistenze,riconosco che i vantaggi sono molti,dallo spazio (impagabile per grandi lettori),al fatto che puoi portarti in viaggio o al parco un migliaio di libri circa,al vedere un libro online, comprarlo con un click e riceverlo subito a casa...ci metterei anche l'aspetto ecologico (carta in meno)!ci sono pure svantaggi,anche affettivi se vogliamo,ma penso sia da provare...io non saprei davvero più dove mettere altri libri (e quelli che adopero per il lavoro sono ancora tutti cartacei, sigh!)

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    1. Ciao Anto, è sempre un piacere averti qui!
      Sì, i vantaggi sono innegabili. Prima o poi lo comprerò anche io. Un'altra cosa che mi interessa è poter cercare per parola chiave in tutto il libro (sono una di quelle che si sveglia con una citazione in mente e poi sfoglia per tre ore tutto un libro finché non la trova)!
      A presto!

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  3. Ha, ha anche a me succede, in effetti è un altro dei vantaggi dell'ebook! L'unico svantaggio grande (parlo per il mio personale modo di leggere, ma credo che chi legge molto possa capirmi!), è che io leggo andando avanti e indietro, ossia mi piace ritornare su alcune parti già lette, sia perchè ciò che leggo avanti mi chiarisce retrospettivamente alcuni punti, sia per fare raffronti riguardo atmosfere, o evoluzioni di personaggi. Fare questo con un ebook è piuttosto ostico, per non dire impossibile, e un po' mi manca...
    Ciò detto, concordo con la tua rece dei Miei luoghi, che ho trovato comunque uno spaccato interessante di una certa India, specie non avendola mai visitata. Ciao, e buon proseguimento in Yamato, se sei sempre lì!

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    1. Sono appena tornata!
      Sì, I miei luoghi è decisamente molto interessante, soprattutto perché parla di cose meno note, ed è anche bello (e originale) come ne parla.

      Anche io leggo avanti e indietro (ma a pezzi grandi, perché non mi piace interrompere troppo)... be', a questo punto non mi resta che provare!

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