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Visualizzazione dei post da Novembre, 2015

Dove la mente non conosce paura

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Mi sono ripromessa qualche giorno fa di mettere assolutamente un po' di poesia in questo blog.  Non sono molto a mio agio a parlare di poesia, ma fa lo stesso, supererò il mio disagio, e d'ora in poi non perderò più nessuna occasione per parlare di poesia.  Ed è subito arrivata la buona occasione per cominciare, anche se il contesto non è dei migliori. 
La vicenda segue la protesta degli scrittori indiani di cui vi avevo parlato qualche settimana fa in questo post. In breve: gli scrittori indiani stanno protestando per il clima di violenza e intolleranza causato dal fondamentalismo hindu appoggiato dal governo. A loro si sono uniti artisti, intellettuali e attori.  
Pochi giorni fa anche Aamir Khan, grande star di Bollywood, in una intervista ha detto che lui (musulmano) e sua moglie (Kiran Rao, di famiglia hindu) si sentono sotto minaccia in India, e sua moglie è arrivata a chiedersi se non fosse il caso di lasciare il Paese.
Notare: non lui, ma sua moglie, in particolare pe…

Diluvio di fuoco

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di Amitav Ghosh
E finalmente siamo arrivati nel cuore della guerra dell’oppio.
Diluvio di fuoco è l'ultimo romanzo della trilogia di Ghosh, dopo Mare di papaveri e Il fiume dell'oppio
Ho letto alcuni commenti in rete che dicono che si potrebbe leggere senza aver letto gli altri due: no, assolutamente no, non fatelo.  L’unico che si potrebbe leggere come romanzo a se stante è il secondo, Il fiume dell’oppio, che è quasi una parentesi storica, ma non avrebbe comunque alcun senso.

Diluvio di fuoco riprende alcuni dei personaggi dei romanzi precedenti e ne aggiunge di nuovi. Seguiamo quattro storie parallele, che come già sappiamo tanto parallele alla fine non saranno. 
Due sono nostre vecchie conoscenze: Neel, il raja caduto in rovina, che dopo le sue disavventure approda alla sponda cinese e registra in un diario tutti i passi che porteranno alla guerra, e Zachary Reid, il commissario di bordo americano, di cui seguiremo prima i suoi incontri segreti con Mrs Burnham e poi il perco…

La protesta degli scrittori indiani

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Invece di parlare di un libro specifico, oggi vi racconto che cosa stanno combinando i nostri amati scrittori indiani in queste ultime settimane.
Il 6 ottobre ha iniziato Nayantara Sahgal, autrice del romanzo “Il giorno dell’ombra”, che parla delle difficoltà di una donna dell'élite indiana in un mondo in trasformazione e che le valse nel 1986 il Sahitya Akademi Award. Per prima ha restituito il premio della Sahitya Akademi, l’istituzione letteraria più prestigiosa in India che ogni anno assegna un premio a uno scrittore per ognuna delle lingue indiane previste dalla Costituzione. Il premio consiste in 100mila rupie e in una targa.
Più di 40 scrittori indiani hanno seguito il suo esempio e hanno restituito i loro premi per protestare contro la Sahitya Akademi, che riceve finanziamenti dal governo e che non ha condannato i recenti episodi di violenza che secondo gli scrittori minacciano la libertà di espressione in India.
Il 25 agosto 2015lo scrittore Malleshappa Madivalappa…

Joseph Anton

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di Salman Rushdie
Ho da poco finito di leggere l'ultimo romanzo di Rushdie (Due anni, otto mesi e 28 notti: poi vi dirò!) e mi sono accorta che non avevo mai scritto niente del suo precedente romanzo uscito nel 2012.  Provvedo subito! 
Sto parlando di Joseph Anton, un memoir più che un romanzo, in verità.  Salman Rushdie racconta i nove anni della sua vita sotto scorta a seguito dalla fawta dall'ayatollah Khomeini che l'accusava di blasfemia per la pubblicazione del romanzo I versi satanici e che invitava il mondo musulmano a uccidere lo scrittore e chiunque avesse collaborato al libro.

Rushdie decide di raccontare questa sua storia in terza persona. Avrei giurato che questa scelta non potesse funzionare, ma leggendo mi sono ricreduta subito (mai dubitare delle capacità stilistiche di Rushdie!): è perfetta per bilanciare la descrizione oggettiva e il coinvolgimento di una storia così privata. 
Il titolo è semplicemente lo pseudonimo che Rushdie ha dovuto usare per vivere …

La biblioteca dei mille libri

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di Irfan Master

Nel film Goodbye Lenin il figlio mentiva alla madre, costretta a letto dopo un infarto, per non farle scoprire che il muro di Berlino era caduto, insieme al socialismo, e che le due Germanie stavano per diventare un Paese solo.
Anche in questo libro c'è un figlio che mente al padre, a letto malato, per nascondergli la realtà storica, convinto che al padre ormai in fin di vita farebbe troppo male sapere la verità. 
Qui non sono due Paesi che si uniscono, ma due che si dividono: siamo ai tempi della Partizione e Bilal si trova a dover raccontare al padre che l'India resterà unita quando gli inglesi se ne andranno, che non si formeranno due Stati, che non ci sono rivalità e tensioni fra hindu, sikh e musulmani, ma sono tutti fraternamente partecipi del grande sogno di una terra nuova e libera, da costruire insieme. 
La realtà è ovviamente ben diversa: si avvertono le tensioni ovunque, al mercato, a scuola, in giro per il piccolo paese del Gujarat dove abita Bila…