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Visualizzazione dei post da 2014

Questa notte è un albero di dolore

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Dopo tanto che non scrivo, rifaccio capolino da questo blog. 
Proprio mentre sognavo un viaggio in quelle terre, la tragedia di Peshawar mi ha riportato con grande tristezza a cercare qualche parola fra i poeti pakistani che tanto ho amato, a sfogliare le pagine di libri ingialliti, pieni di amore e dolore. Ho ritrovato questa poesia di Faiz Ahmad Faiz, poeta pakistano in lingua urdu, che posso solo trascrivere senza aggiungere altro. (La traduzione è di Alessandro Bausani)
Incontro

Questa notte è un albero di dolore
un dolore grande, più di te, più di me,
più grande, e nei suoi rami
ci sono migliaia e migliaia di carovane
di stelle, con le fiaccole in pugno,
e attorno sperduti mille
chiari di luna: nell'ombra
tutta la luce loro hanno pianto. 
Questa notte è un albero di dolore
un dolore grande, più di me, più di te.
Ma dall'albero di questa notte 
son cadute, pallide foglie,
questi pochi attimi, che 
nelle tue trecce impigliati son fiori di melograno;
e, della sua rugiada, queste p…

Non solo India: 12 consigli di letture iraniane

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Come forse vi sareti accorti, questo blog ha avuto una lunga pausa nei mesi iniziali di quest'anno, in cui in realtà ho letto più che altro in previsione del viaggio di aprile in Iran (posto meraviglioso). A grande richiesta (!), ecco quindi nella categoria "Non solo India", qualche consiglio di lettura iraniano, fatto dei 12 titoli che si sono aggiunti alla mia libreria.
1. Hafez, Canzoniere
(a cura di Stefano Pellò e Gianroberto Scarcia, Ariele, 2005) Su un blog indiano, non posso non iniziare dal grande poeta persiano del quattordicesimo secolo, considerato il poeta classico per eccellenza di ghazal (che trasmigreranno poi nella poesia urdu). Le sue poesie parlano di amore e vino e, se vi capiterà di andare in Iran, visitate la sua tomba a Shiraz: un bellissimo giardino, pieno di rose e musica, con famiglie iraniane che leggono le sue poesie sulla sua tomba, come i versi di un oracolo. In Iran la poesia è viva.

2. 
Gialal ad-Din Rumi, Poesie mistiche
(introduzione, traduz…

La morte di Mister Love

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di Indra Sinha

Un capitolo della Città color zafferano, di cui parlavo nell'ultimo post, è dedicato al caso Nanavati, che fece molto scalpore in India alla fine degli anni Cinquanta e che finì con l'assoluzione di Kawas Manekshaw Nanavati, incriminato dell'omicidio dell'amante della moglie. 
Nella Città color zafferano non si parla tanto del caso in sé, ma più che altro di come la città di Bombay ha reagito e di come la stampa lo ha trattato, visto che è stato un caso che ha sconvolto e appassionato l'intera nazione.
E' così che mi è ritornato alla mente La morte di Mister Love, il primo romanzo di Indra Sinha, autore che ho tanto amato per Animal al punto che il povero Mr Love è finito un po' in secondo piano e non ha mai avuto un suo post.
Rimedio, anche perché quando l'ho letto (ormai molti anni fa), l'ho letteralmente divorato in una domenica di sole (in una domenica di pioggia sono capaci tutti...) ed è giusto rendergli giustizia, sperando di …

La città color zafferano

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Bombay fra metropoli e mito

di Gyan Prakash

Sono ormai rimasta indietro con il blog da mesi: chiedo umilmente perdono a tutti i lettori (se ancora ce ne sono!).
Cercherò di smaltire un po' di libri che aspettano un post da mesi, forse da anni. Cominciamo con quello che, poverino, ho lasciato più indietro, giusto per ritornare subito in uno dei luoghi del cuore: Bombay. 
La città color zafferano è una biografia di Bombay, scritta non da un suo cittadino ma da chi l'ha vissuta come città del mito e del sogno, come città dell'oro.

Gyan Prakash, oggi professore di storia a Princeton, racconta la storia di una metropoli con le radici nel colonialismo, nella modernità e nel capitalismo, che vive di cinema e letteratura, ma sempre con una doppia visione: quella cosmopolita dell'élite alla moda, che si esprime con architetture moderne e urbanistica all'avanguardia, e quella invece dei diseredati, dei poveri e dei lavoratori, che sono poi quelli che mantengono il capitalism…

Giorni indiani in Italia

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Le settimane sono passate veloci e io arrivo solo ora a raccontare i giorni passati con Rajeevan qui in Italia.
Sono stati momenti importantissimi, che mi hanno dato la gioia di ospitare un amico, poeta, scrittore ed editore indiano a casa mia e di ricambiare almeno una volta tutta l'ospitalità infinita che ho ricevuto in India.  Insieme a lui c'era un medico congolese che faceva parte del suo stesso programma di studio qui in Italia: un'amicizia profonda fra India e Africa, nata sul lago di Como. 
Ma la cosa più bella è stato vedere con i suoi occhi tutta la bellezza che c'è in Italia, di cui sono ben consapevole ma di cui a volte non so più riconoscere la meraviglia. Perdersi fra le calli veneziane, camminare lungo l'Arno, passeggiare in Piazza Maggiore tutta illuminata per il Natale.  Leggere nel suo, nel loro sguardo, l'esaltazione al sentir parlare di Brunelleschi, di Michelangelo, di Giotto, di Marco Polo, di tutta la storia e di tutta l'arte che ave…