Dalla Russia all'India
Ovvero dalla steppa alle piantagioni di tè La scorsa settimana sono andata a vedere Moni Ovadia al parco di Modena, dove ha portato il suo spettacolo La bella utopia , in cui parla della storia dell'Unione Sovietica. Non mi sto a dilungare su quanto, dopo parecchi anni che lo seguo, lui sia sempre così bravo e convincente. Quello che volevo dire qua è che lo spettacolo mi ha riportato alla memoria tutte le mie letture russe, tutte le notti bianche passate a leggere Dostoevskij , Pasternak, Solženicyn , Majakovskij , Bulgakov, Evtushenko, nelle strade immaginarie di San Pietroburgo, nella gelida steppa russa, negli ospedali sovietici, nei Gulag staliniani, sotto la neve fradicia di marzo. Ma cosa c'entra con l'India? In generale, niente. Però per me c'entra tantissimo, anche se in effetti ci rifletto solo ora. Prima di diventare una fanatica di libri indiani, ero una fanatica di libri russi, allo stesso modo. Chissà, se allora fossero esisti i blog avrei potuto aprirne ...