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Il piacere non può aspettare

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di Tishani Doshi Una piacevole lettura , che scivola via in modo lieve ed elegante, senza lasciare sconvolgimenti nell'anima né riflessioni profonde, ma con una sensualità e una poesia molto coinvolgenti.   Più che l'urgenza del piacere (il titolo inglese è The pleasure seekers ), è la sua ricerca costante, lungo tutta la vita, a essere la protagonista del libro. La storia è quella, romanzata, dei genitori dell'autrice: lei gallese e lui indiano di Madras (ma di famiglia gujarati e jainista), che si incontrano a Londra e si innamorano.  Si sposano e scelgono di vivere a Madras, confortati da quella grande famiglia allargata che inizialmente aveva tanto contrastato la loro unione. In India nasceranno le loro figlie e sempre in India inizieranno anche le loro storie d'amore e di ricerca del piacere, più complicate e sofferte di quella del tutto idilliaca dei genitori. Il tema della famiglia "mista" e "multiculturale", con tutte le sue ricchezze...

L'India a Torino: piccole osservazioni

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Potrei essere un po' polemica e dire che il Salone del libro è stata tutta una grande abbuffata commerciale, che lo spazio per l'India, Paese ospite, era veramente ristretto, che il rumore e la folla erano esagerati,  che molte cose avrebbero essere dovute approfondite di più, che i relatori avrebbero potuto leggere i libri di cui parlavano e così via. Però alla fine sono stati tre giorni molto piacevoli, ricchi di scambi accanto ai "miei" scrittori, che mi hanno lasciato tanti piacevoli ricordi. Ecco alcune osservazioni, opinabili, arbitrarie e del tutto condizionate dai soli incontri a cui sono riuscita a partecipare. Prima di tutto, sicuramente un grande interesse da parte del pubblico verso gli scrittori indiani. D'altra parte avevo fatto un giro in libreria la settimana prima del Salone: nuovi autori indiani erano spuntati come funghi e i titoli indiani fra gli scaffali erano decisamente aumentati (inflazionati?). In molti incontri del Salone,...

Non solo Torino...

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...ma anche Venezia! Segnalo anche gli incontri con scrittori indiani a Venezia il giorno 20 maggio, nell'ambito del programma Incroci di civiltà (e ringrazio Stefania che me li ha segnalati). Saranno presenti Vikram Seth , l'autore del Ragazzo giusto , Alka Saraogi , scrittice che scrive in lingua hindi e autrice del bellissimo Bypass al cuore di Calcutta, e Tishani Doshi , autrice del romanzo Il piacere non può aspettare .

L'India a Torino: ecco chi c'è!

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Eccoci qua: mentre ero in viaggio in Siria, è uscito il programma del Salone del Libro di Torino (13-17 maggio) che quest'anno vede l'India come paese ospite. Qui ci sono tutti gli eventi dettagliati del programma "Paese ospite: l'India ". Purtroppo, rispetto agli scrittori annunciati in precedenza, non sarà presente Anita Desai, ma ci sarà invece la figlia Kiran.  Ora mi metto a riassumere quali saranno gli scrittori indiani presenti (so che sono loro i più attesi!), ma nel programma ci sono molte altre cose interessanti: la matematica indiana, le letterature in lingue indiane, musica e film, autori non indiani che hanno scritto di India... Sudhir Kakar. È uno psicanalista e scrittore. Ha pubblicato i romanzi L’ascesi del desiderio , storia di un giovane al cospetto dell'autore del Kamasutra,  Estasi , l'incontro di un santo con un ragazzo dai costumi occidentali, e Mira e il Mahatma, la storia della relazione fra Gandhi e una giovane i...

L'India a Torino

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Come ormai tutti sapranno, quest’anno sarà l’India il paese ospite al Salone del Libro di Torino, che si terrà dal 13 al 17 maggio. La pagina del sito del Salone dice che l’idea è quella di “ privilegiare i narratori che sono rimasti in patria, a vivere e descrivere una realtà che con la sua debordante umanità resta un gigantesco serbatoio di storie capaci di coinvolgere il lettore. ” Per chi volesse iniziare a leggere qualche romanzo, comprare un libro da fare autografare o semplicemente iniziare a sognare un incontro, ecco qua gli scrittori che il Salone ci promette quest'anno. Anita Desai. Forse una delle mie scrittici preferite, già nota quando l’India non era ancora “di moda”. I suoi personaggi sono spesso degli esclusi che hanno fatto della solitudine la loro unica dimensione, impotenti di fronte alle situazioni in cui, loro malgrado, si sono ritrovati. La sua prosa, a tratti vera poesia, è impietosa e delicata, ricca di sfumature. Fra i miei titoli preferiti: Ch...