Non solo India: a zonzo con 6 libri in Armenia, Georgia e Azerbaigian

Questa estate ho fatto un viaggio nelle tre ex-repubbliche sovietiche del Caucaso: Armenia, Georgia e Azerbaigian.
Posti strani, periferie del mondo ricchissime di storia e cultura, terre dove tutti si sono incontrati e soprattutto scontrati: turchi, russi, persiani. 

Qui, nella categoria "Non solo India", vi parlo dei libri che ho letto per documentarmi, prima e dopo il viaggio: sono saggi e romanzi che consiglierei a tutti, indipendentemente dall'interesse di un viaggio nel Caucaso.


1. 
Varujan Vosganian, Il libro dei sussurri
 (traduzione di Anita Natascia Bernacchia, Keller 2011)
Anche se dell'Armenia non ve ne può fregar di meno, dovete leggere assolutamente questo libro.
L'autore è un armeno di Romania e nel Libro dei sussurri racconta la storia del popolo armeno attraverso racconti d'infanzia, aneddotti, personaggi, storie familiari e spunti geografici.
Una storia che deve essere sussurrata, non può essere né urlata né raccontata con un tono di voce normale. Una memoria incompleta, da ricostruire, di un popolo esule e silenzioso. 
Ci si sente spesso persi, in questo libro, perché l'ordine della narrazione non è cronologico, e perché è il lettore che deve, proprio come l'autore, ricostruire la memoria di un popolo e saper cogliere le storie sussurrate.
Se non si fosse capito, è esattamente il libro che piace a me, quindi chi condivide i miei gusti letterari si faccia sotto: è un capolavoro.


2.
Wojciech Górecki, La terra del vello d'oro
(Introduzione di Paolo Rumiz, traduzione dal polacco di Vera Verdiani, Bollati e Boringhieri 2009)
Un interessantissimo reportage sulla Georgia, la terra del vello d'oro conosciuta fin dall'antichità come la destinazione del viaggio degli Argonauti e che ha vissuto nei secoli tutto quello che era possibile vivere: la Storia non si è certo risparmiata, nel bene e nel male, in questo angolo di mondo, dagli antichi greci fino alla recente e drammatica guerra con la Russia nel 2008.
Wojciech Górecki, giornalista polacco, riesce a cogliere lo spirito georgiano, ospitale e sincero, e la grande diversità culturale in un territorio così piccolo, dai popoli della costa del Mar Nero a quelli delle regioni vinicole, passando per i valichi di montagna, la grandiosa capitale Tbilisi e la piccola città di provincia di Gori, che ha dato i natali a Stalin.


3.
Tiziano Terzani, Buona notte, signor Lenin
(Longanesi 1992)
Mancavano pochi giorni alla mia partenza e sapevo che non ce l'avrei fatta a finire le 400 pagine di questo libro, in cui Terzani racconta il suo viaggio attraverso le ex-repubbliche sovietiche dell'Asia Centrale e del Caucaso proprio in quei giorni del 1991 in cui il comunismo sovietico è finito.
In un primo momento ho avuto l'insana idea di iniziare leggere solo i capitoli su Armenia, Georgia e Azerbaigian (fra l'altro, gli ultimi del libro, visto che Terzani è partito dall'estremo Oriente sovietico per poi arrivare a Mosca). 
Ma dopo poche righe, mi sono ravveduta: questo libro è bellissimo, va letto tutto, dall'inizio alla fine!
E poi, anche la parte delle repubbliche dell'Asia Centrale è di grande interesse. 
Nel suo viaggio del 1991 Terzani coglie molti aspetti che sono veri ancora oggi: l'eredità sovietica, lo spirito nazionalista, il ritorno religioso, la profonda ricchezza culturale dei popoli dell'ex-URSS.
Il tutto illuminato dalle sue considerazioni su cosa sia stato il comunismo, soprattutto nelle regioni più remote dell'impero sovietico.


4.
Kurban Said, Alì e Nina
(traduzione di Lidia Perria, Il saggiatore 2000)
Siamo a Baku (oggi capitale dell'Azerbaigian) agli inizi del Novecento.
Alì è musulmano, ama i deserti, i cavalli, il codice dell'onore e del sangue. Nina è georgiana e cristiana, ama i boschi, la cultura europea e vuole essere una donna indipendente. 
Nonostante tutte le diversità, Alì e Nina si amano. La solita storia dei due innamorati di nazionalità e religioni diverse? Magari ostacolati dalla società e dalle famiglie? No. 
Abituata ai miei libri indiani dove i matrimoni interreligiosi o intercastali sono ostacolati, a volte anche con la violenza, mi sono sorpresa della permissività di questo ambiente, anche se i due innamorati dovranno comunque vincere molte difficoltà nel bel mezzo di un contesto storico non certo pacifico, con la prima guerra mondiale di mezzo. 
Ma l'aspetto più importante sarà la tolleranza reciproca fra i due innamorati, provenienti da due culture diverse che devono imparare a rispettarsi.
Un romanzo che è una testimonianza dell'incontro fra Oriente e Occidente in una parte del mondo che da tempo si chiede a quale sponda appartenga, se “all’Europa progredita o all’Asia arretrata”, come dice l'insegnante di Alì nelle prime righe del libro.

5.
Akram Aylisli, Sogni di pietra
(Prefazione di Gian Antonio Stella, traduzione di Bianca Maria Balestra, Guerini e Associati 2015)
Sempre a Baku, ma qui siamo nel 1990 e al centro del romanzo ci sono le tensioni fra armeni e azeri.
Quando è uscito, nel 2013, questo romanzo ha urtato la sensibilità del governo azero e il suo autore si è visto accusare di tradimento, minacciare di morte, oltre a subire pesanti restrizioni personali.
In Sogni di pietra, si racconta infatti la storia di un attore azero che difende un vicino di casa armeno durante i pogrom del 1990 contro la popolazione armena e per questo motivo rimane a sua volta vittima di un gruppo di fanatici nazionalisti azeri.
Il romanzo racconta una storia che è un tentativo di pace nella difficile relazione fra armeni e azeri, di cui Akram Aylisli riconosce torti e ragioni da entrambe le parti, a partire dai massacri del 1919 fino all'attuale disputa sul Nagorno Karabakh, la regione contesa fra Armenia e Azerbaigian.


6.
Antonia Arslan, La masseria delle Allodole 
(Rizzoli 2004)
Il genocidio armeno del 1915 a opera dei turchi è al centro anche del Libro dei sussurri, ma in questo romanzo è proprio il protagonista principale.  
Antonia Arslan, nata in Italia da una famiglia armena, racconta la storia della sua famiglia, massacrata proprio in quella masseria che stava costruendo in Armenia, diventata teatro dell'uccisione di tutti i membri maschili della famiglia e della deportazione delle donne e dei bambini nei deserti siriani.
Un romanzo doloroso e drammatico che racconta la crudeltà umana e il triste destino di un popolo colto e sognatore.



Commenti

  1. Che bello questo post, Silvia, e che bello viaggiare con i (tuoi) libri. Finalmente sei tornata qui!

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    1. Eccomi tornata!
      Grazie Clara, viaggiando (anche) con i libri si può viaggiare sempre.

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  2. Questo post piace tanto anche a me, tornerò sicuramente a ficcanasare per prendere appunto di qualche titolo :-)

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    1. Grazie! Torna pure quando vuoi a ficcanasare da queste parti... sei sempre benvenuta!

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