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Libri per l'estate

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Saluto tutti quelli che passano di qui perché sono in partenza per le vacanze. Porterò due libri con me: I giardini di Ceylon di Shyam Selvadurai (autore nato in Sri Lanka che ora vive in Canada) e River of Smoke di Amitav Ghosh (la seconda parte della trilogia iniziata con Mare di papaveri ), che proverò a leggere in inglese. Una buona estate a tutti!

Venerare la vita

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Ieri ho finito il romanzo di Nagarkar, Piccolo soldato di Dio , in cui il protagonista Zia arriva a fare le peggio cose in nome della sua fede in Allah prima e in Gesù poi.  Oggi un nuovo attentato a Bombay, la città che tanto amo, mi spezza il cuore e le gambe.  Riprendo in mano il libro, non so neanche io perché (forse per trovarci un senso - cosa dolorosa e pericolosa da fare con i libri), e mi assalgono le parole che il fratello del protagonista fa dire a Kabir , il santo-poeta su cui scrive il suo romanzo nel romanzo, che sono anche le parole con cui ci congediamo da Zia.  "Esiste un solo Dio e si chiama Vita. È la sola cosa degna di venerazione. Il resto è irrilevante."

Piccolo soldato di Dio

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di Kiran Nagarkar Non c'è dubbio: Kiran Nagarkar, l'autore di Ravan & Eddie , è un grande narratore dotato di genio e di ironia, anche se questo romanzo è allo stesso tempo troppo denso e troppo dispersivo per essere apprezzato fino in fondo. Piccolo soldato di Dio è la storia di Zia Khan, un personaggio eccezionale, nato a Bombay in una famiglia musulmana liberale e moderna - con l'unica eccezione della zia Zubeida, fanaticamente devota all'Islam. Fin da piccolo Zia sa di essere un prescelto da Dio e la strada che abbraccerà sarà sempre quella di una fede assoluta e intollerante, con inclinazione al supplizio e all'inseguimento cieco, senza se e senza ma, di quella che pensa essere la volontà di Dio. Impariamo a conoscerlo nella sua infanzia a Bombay, nella sua scuola esclusiva, per poi seguirlo a Cambridge (è un genio matematico con interesse verso l'economia) dove partecipa a tutti i convegni letterari con l'intento di uccidere Salman Rushdie,...

Kartografia

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di Kamila Shamsie Ma quanto affetto che scaturisce nell'animo leggendo questo libro ! Quanta simpatia, vicinanza, empatia si stabilisce con i personaggi, così vividi, così legati fra loro che uno finisce le frasi dell'altro, così che dopo un po' ci sembra che siano nostri amici, quelli di una vita, davanti a cui non ti vergogni di niente.  Ho comprato questo libro di Kamila Shamsie dopo aver letto Ombre bruciate , consigliata da Clara (grazie del suggerimento!): è vero, Kartografia (scritto nel 2002) non ha la maturità di Ombre bruciate , che spazia fra la bomba atomica e l'11 settembre passando per la Partizione e se la cava pure egregiamente, ma emana una freschezza e un'energia straripanti di vita, che fa perdonare le sbavature di certe pennellate troppo vigorose.  La vera protagonista del libro è la città di Karachi in Pakistan, inquinata, affollata, violenta ma affascinante e vitale, dove la narratrice Raheen, tredicenne, trascorre le sue giornate e cond...

Dolceamaro a Bombay

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di Namita Devidayal È uscita da poco la traduzione in italiano (di Gioia Guerzoni) di Aftertaste , con il titolo Dolceamaro a Bombay . È il secondo romanzo di Namita Devidayal, autrice dell'affascinante La stanza della musica .  Dolceamaro a Bombay è la storia più amara che dolce di una famiglia stretta accanto al capezzale della madre, del suo business di dolci e delle sue relazioni, tutte basate sui soldi. Non è bello come il suo primo libro, ma se volete potete leggere in questo post le mie impressioni che avevo postato qualche mese fa dopo averlo letto in inglese.

Straniero alla mia storia

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Viaggio di un figlio nelle terre dell'Islam di Aatish Taseer Ci sono due storie, che si intrecciano e che dipendono una dall'altra, in questo resoconto di un viaggio che dalla periferia di Leeds arriva a Lahore: quella personale della famiglia di Aatish Taseer e quella del viaggio che il giovane giornalista ventiseienne intraprende "attraverso le terre dell'Islam" per capire che cosa significhi essere musulmano. Le due storie sono legate in modo indissolubile: Aatish Taseer è figlio di una giornalista indiana e di un politico pakistano, che si sono separati quando lui aveva 18 mesi. Dal padre, che non ha visto per 20 anni, ha ereditato il fatto di essere musulmano (in quando figlio di un musulmano), pur crescendo in una Delhi pluralista e in una famiglia sikh e tollerante. E' una seccata lettera del padre (liberale e miscredente ma che difende a spada tratta il "mondo musulmano") in risposta a un suo articolo sul fondamentalismo in Inghilte...

Il rumore dell'acqua

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di Sanjay Bahadur Ho sempre associato la narrativa mineraria (se così si può dire!) all'Ottocento verista o naturalista: come non ricordare per esempio Rosso Malpelo o Germinal ? Invece questo romanzo , ambientato in una miniera di carbone indiana, è dei giorni nostri e parla, a modo suo, anche dell'India di oggi, pronta a sacrificare vite umane in nome dello sviluppo, intrisa di politica e burocrazia che si infiltra, come l'acqua, in ogni anfratto della vita umana.  L'autore, al suo primo romanzo, è stato un dirigente del Ministero del Carbone (già è significativo il fatto che esista in India un tale ministero ) e si capisce chiaramente che le sue conoscenze del mondo minerario sono approfondite e di prima mano. La storia è quella di un incidente che avviene in una miniera " all'ultima fase di sviluppo ", cioè una miniera di serie B, in cui si estrae " l'ultima libbra di carne della terra ", in cui vengono mandati i minatori più fast...