Leggere l'India

26 agosto 2010

Grazie

Ormai che anche questa avventura è giunta al termine, un enorme grazie a tutti gli indiani che hanno reso il mio viaggio assolutamente fantastico, che mi hanno aperto le loro case, le loro cucine, i loro armadi e i loro cuori, che mi hanno scarrozzato in giro, che hanno cucinato i loro piatti migliori, che hanno condiviso con me i loro sari, i loro gioielli e le loro bindi adesive, che mi hanno accompagnato a visitare le loro città, i loro templi, i villaggi dove sono nati, i luoghi in cui sognano e scrivono, che mi hanno fatto scoprire posti che sulle guide neanche esistono, che mi hanno fatto partecipare alle loro serate poetiche e letterarie e che, come se non bastasse, mi hanno riempito di regali e trattata come un pascià.

Questa volta non ho fatto tour turistici, non ho praticamente mai dormito in albergo se non a Bombay dove i bambini di Akanksha non potevano certo ospitarmi, ho esplorato più le case che i monumenti e sono diventata familiare con gli oggetti della vita quotidiana.

Vivere nelle famiglie indiane è stata un'esperienza profonda, perché ora mi sento parte di quelle famiglie, e sempre di più di quella grande famiglia a cui tutti apparteniamo. 

Grazie, e alla prossima.

22 agosto 2010

Al Vodafone Crossword Book Award

Grazie a Arunava Sinha, traduttore dal bengali all'inglese che ha tradotto, fra gli altri, La ragazza del mio cuore, venerdì sera mi sono intrufolata alla premiazione del Vodafone Crossword Book Award, uno dei piu' importanti premi letterari indiani.
La cerimonia si è tenuta nel teatro del National Centre for Perfoming Arts al Nariman Point, un estremo sul mare della grande Mumbai, in una serata calda e piovosa.

Il premio è stato istituito nel 1998, sponsorizzato da Vodafone e da Crossword Bookstores, la più grande catena di librerie indiana. L'intento è quello di dare alla produzione lettararia indiana, che vince premi all'estero, un premio indiano che possa competere con altri premi internazionali come il Booker o il Pulizer Prize.
Per esempio, alcuni vincitori (noti anche in Italia) degli anni scorsi sono stati: Giochi sacri, Mare di papaveri, Maximum city, La stanza della musica, Hotel Calcutta, Eredi nella sconfitta.

Il premio si divide in quattro categorie: fiction, non-fiction, traduzioni in inglese da lingue indiane, libri per bambini.

Ospite d'onore della serata era lo scrittore Ruskin Bond, decisamente un gran simpaticone e una vera e propria celebrità (in italiano, per esempio, è stato tradotto il suo Il treno di notte); nel suo discorso si è concentrato soprattutto sui libri per bambini, visto che ne ha scritti molti lui stesso e che questo è il primo anno in cui viene istituita questa categoria del premio.

Mi interessava molto la categoria delle traduzioni da lingue indiane e tenevo spudoratamente per My kind of girl (cioè proprio La ragazza del mio cuore) di Buddhadeva Bose che era fra i quattro della shortlist
Invece ha vinto Othappu di Sarah Joseph, tradotto dal malayalam da Valson Thampu, che racconta la storia di una suora e delle sue difficoltà, e quindi sono rimasta lo stesso soddisfatta vista la mia simpatia per la letteratura del Kerala.
Secondo Arunava però il libro migliore della categoria era The hour past midnight di  Salma, tradotto dal tamil, e quindi mi toccherà leggere anche quello.

Per la non-fiction hanno vinto a pari merito Looking East To Look West di Sunanda Datta-Ray e Bazaars, Conversations & Freedom di Rajni Bakshi. 
Quest'ultimo, che parla di possibili alternative al libero mercato, ha vinto anche il premio del pubblico (che ha votato tramite sms).
Nella shortlist c'era un libro per me molto interessante, Baulsphere di Mimlu Sen, che parla dell'arte dei menestrelli bengalesi: l'ho immediatamente comprato, vista la mia recente ed entusiasta amicizia con un Baul a Shantiniketan.

Il premio per la fiction è andato a Venus Crossing, una raccolta di 12 storie "di transito", scritto dall'incredula e umile Kalpana Swaminathan. In realtà sembrano interessanti tutti i libri della shortlist, in particolare If it is sweat di Mridula Koshy e The immortals di Amit Chaudhuri, altra stella letteraria della serata.

Per i libri per bambini, ha vinto The grasshopper's run di Siddharth Sarma, che a quanto pare deve essere davvero molto bello: è la storia dell'amicizia di due ragazzi del nordest indiano sullo sfondo dell'invasione giapponese degli anni 40.


In generale, tendo a non dare troppa importanza ai premi letterari, ma devo ammettere che per me è  stata una serata davvero interessante, non solo per il premio in sé e per la lunghissima lista di libri da leggere che ne è uscita fuori (verylonglist!), ma soprattutto per gli incontri dietro le quinte e alla cena, per tutte le idee scambiate sul meraviglioso e infinito mondo letterario indiano.

21 agosto 2010

Ritorno a Bombay

Bombay, di nuovo.
Eccomi qui dopo 3 anni, in questa assurda citta'. Dopo aver camminato nei suoi vicoli in molti libri, sono tornata a camminarci con le mie gambe.
Niente e tutto e' cambiato.

Sento oggi sulla pelle umida di monsone perche' i libri che sono ambientati qui hanno quel fascino particolare: ogni storia e' possibile, ogni storia si intreccia con tutte le altre.
Ogni storia, anche la mia.

07 agosto 2010

Tagore a Shantiniketan

Primo post di questo blog scritto dalla terra indiana (anche se dopo un bel po' di tempo dal mio arrivo in India).

Immediatamente arrivati a Calcutta e conosciuta la sua famiglia, Dhananjay Ghosal, il poeta che ci ospita nella città della gioia, ha affittato per noi una macchina e ci ha portato a Shantiniketan, villaggio universitario fondato da Tagore.
Inizia qui il mio viaggio nella letteratura bengalese. Tagore è immenso, ma è solo la punta di un iceberg di un mondo che risuona di poesia e musica. 

Di questo mondo incontriamo un amico di Dhananjay, un Baul, un "menestrello" (menestrello! che parola antica e sognante) che ci canta "canzoni folk bengalesi", appassionato e preciso.
Assaporo l'intensità della musica, non capisco le parole e le scambio mentalmente con una delle mie poesie preferite di Tagore.
La meraviglia che risveglia la vita.


Credevo che il mio viaggio
fosse giunto alla fine
mancandomi oramai le forze.

Credevo che la strada
davanti a me
fosse chiusa
e le provviste esaurite.

Credevo che fosse giunto
il tempo
di trovare riposo
in una oscurità pregna
di silenzio.

Scopro invece che i tuoi
progetti
per me non sono finiti
e quando le parole ormai
vecchie
muoiono sulle mie labbra
nuove melodie nascono dal
cuore;
e dove ho perduto le tracce
dei vecchi sentieri
un nuovo paese mi si apre
con tutte le sue meraviglie.