L'età di Shiva

di Manil Suri

Lo dico subito: avevo molto amato il precedente romanzo di Manil Suri, La morte di Vishnu, una storia tutta vissuta all'interno di un condominio di Bombay nell'arco di tempo di una sola giornata.
Ho poi scoperto sul forum di Anobii Un filo d'India (dove si discute di libri indiani) che invece la maggior parte dei lettori lo aveva trovato troppo confuso e inconcludente.

Comunque sia, le mie aspettative erano sufficientemente alte (ma mica stratosferiche) nei confronti del suo secondo romanzo, L'età di Shiva, che è anche la seconda parte di una trilogia (la terza parte deve ancora arrivare, ma i tre romanzi non sono il seguito l'uno dell'altro: sono legati dai titoli, uno per divinità).

A ogni modo, devo dire che le mie aspettative sono rimaste un po' deluse.
Nonostante questo, mi sono comunque letta le 500 pagine tutte d'un fiato, ho apprezzato la storia che parte dagli anni Cinquanta e prosegue per i decenni muovendosi fra Delhi e Bombay, e la visione al femminile della vicenda.

La protagonista Mira, di famiglia benestante, descrive in prima persona la sua storia, che inizia a Delhi con un matrimonio, non combinato e neanche d'amore, diciamo un matrimonio fatto quasi per sbaglio. Mira ci racconta della vita nella casa dei suoceri, di estrazione ben inferiore e lontanissimi dal laicismo del padre, per poi continuare a Bombay con nascita del figlio a cui dedicherà tutte le sue energie e i suoi pensieri, in un rapporto al limite del morboso. 

Sullo sfondo c'è un grande affresco della storia dell'India dall'indipendenza in poi, dei suoi tentennamenti, dei suoi riti millerari, delle sue violenze, che è ciò che rende il libro interessante. 
Fra i motivi della mia delusione rispetto al libro precedente, ci sono invece i toni del romanzo, che spesso tendono al melodrammatico, la storia un po' troppo morbosa per i miei gusti (per esempio, in queste pagine con cui si apre il libro si descrive l'allattamento del figlio), ma soprattutto la mancanza di empatia con i personaggi.

Mira, descritta nei minimi dettagli, nei suoi continui errori e ripensamenti con cui riesce sempre a rovinarsi la vita da sola, non è riuscita a suscitare la mia simpatia, e gli altri personaggi sono uno più antipatico dell'altro: il padre è autoritario, il marito un poco di buono, il cognato un indù integralista e anche un molestatore, la sorella una grandissima stronza.
(Per carità, ci sono altri tipi di libri che ho amato proprio perché ne ho odiato i personaggi, ma questo romanzo non è di quel tipo.)

C'è da dire che comunque la storia è avvincente, che è scritto molto bene, e che forse può dare una seconda chance a Manil Suri per chi invece ha trovato La morte di Vishnu poco convincente.

Commenti

  1. Mi hai incuriosita. Sopratutto per questo matrimonio non combinato e non d'amore. alla varietà non c'è mai limite
    Il Giappone?
    baci

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  2. Ci si sposa anche per errore, a volte (e questo comportamento è tipico della protagonista)!
    Il Giappone è ormai vicinissimo, dopodomani si vola!
    un carissimo abbraccio

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  3. Allora forse è un amore frainteso :) ancora più curiosa!
    Buon Giappone

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  4. Ciao Silvia, che bello che voli verso il Giappone, attenderemo tuoi post al rientro. Io sono una di quelle che ha amato moltissimo The Death of Vishnu, ero andata a una presentazione di Manil Suri a Bombay, ho la copia autografata :-) e quando l'ho letto, vivevo a Bombay: l'ho sentito molto vero, vivo, vibrante. Poi, di ritorno da un viaggio indiano, Ric mi ha portato The Age of Shiva che ho letto in Irlanda (buffo come l'India ci accompagni ovunque) e concordo con te: ero traboccante di aspettative, e sono rimasta un pochino delusa. Anche io ho trovato disturbante quel rapporto morboso fra madre e figlio... comunque la prima parte del libro è ben scritta (la parte ambientata a Delhi), e anche il resto, ma non ha la grazia di Vishnu. Forse perchè di Vishnu mi ero innamorata (non come di Gaitonde, eh!) ma era così familiare, quando tornavo a casa a Kalina, mi aspettavo di trovarlo sulle scale... Ti abbraccio e buon Giappone

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  5. Sonia: be', se la curiosità ti spinge a leggerlo poi dicci che cosa ne pensi... in effetti la protagonista è abbastanza avvezza ai fraintendimenti!

    Clara: sì, anche secondo me manca proprio la grazia che aveva il nostro Vishnu. Che poi, letto a Bombay deve essere tutta un'altra cosa. E com'è Manil Suri di persona?
    Un mega-abbraccio!

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  6. ecco, l'ho cominciato proprio stamattina.
    per ora non mi dispiace, sembra portare i tratti ben distinguibili del classico romanzo indiano.
    invece il primo romanzo dell'autore, la morte di Vishnu, l'avevo addirittura abbandonato tanto lo trovai illeggibile.
    ma questa è un'altra storia.
    buongiappone!

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  7. Ciao Sylver! Come va?
    Come procede con la lettura?
    Ecco, se hai trovato illegibile La morte di Vishnu forse invece ti piacerà molto L'età di Shiva... fammi sapere!
    Comunque sì: storia personale di una protagonista, con contorno di vita di famiglia e di storia indiana!

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