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Il giardino delle delizie terrene

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di Indrajit Hazra Intrigante questa doppia storia di due personaggi, un piromane insonne a Calcutta e uno scrittore in ostaggio a Praga, questo doppio mondo, questo doppio sogno. A Calcutta, Hirenmoy Bose dorme una notte ogni dieci, ha il brutto vizio di appiccare fuochi e dopo che la storia con la fidanzata è andata... in fumo (letteralmente) torna a vivere dai suoi amici del pensionato, dove tutti pendono dalle labbra di Ghanada e dalle sue storie incredibili di avventure improbabili. A Praga, il celebre scrittore indiano Manik Basu è in fuga dal suo editore: ha firmato un contratto per cinque libri in cinque anni, intascando un grosso anticipo, ma ancora non ne ha scritto neanche uno. E proprio a nella città di Kafka verrà sequestrato e imprigionato fino a che non avrà concluso il suo romanzo. Chi è più vero? Verso quale comune destino stanno correndo ignari i protagonisti di questo romanzo che a capitoli alterni descrive le storie di Hirenmoy e Manik? Sono due mondi separati...

Ombre bruciate

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di Kamila Shamsie Iniziamo respirando l'aria lieve di Nagasaki nel 1945, in ignara attesa della bomba atomica, per poi passare in una Delhi in attesa della Partizione, decandente ma ancora vitale e poetica, e arrivare a Karachi negli anni Ottanta della guerra fredda e dei profughi afgani. Per perderci infine nelle connessioni che uniscono e separano New York e l'Afganistan dopo l'11 settembre. E' un romanzo ambizioso e ben costruito, a tratti poetico, che ci porta in giro per i continenti e per mezzo secolo, seguendo la storia di interdipendenza e di amicizia fra due famiglie, una occidentale (inglese-tedesca-americana) e una orientale (giapponese-indiana-pakistana), tenute insieme da un memorabile personaggio, Hiroko. Hiroko è una giapponese che ha subìto la perdita del fidanzato nell'esplosione della bomba e che porta i segni di quel terribile evento sulla coscienza e sulla schiena, nella cicatrici a forma di gru che le sono rimaste addosso, segno del disegn...

La figlia segreta

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di Shilpi Somaya Gowda Non mi stupisce che questo romanzo d'esordio di una scrittice cadanese di origini indiane sia già un best-seller: mescola con abilità certi ingredienti in grado di attirare lettori (ma soprattutto lettrici) affamati di sentimenti e di tematiche “esotiche”. Eccone alcuni: l'infanticidio femminile in India, la vita occidentale sicura ma senz'anima di contro alle follie indiane, le contraddizioni dell'India, Bombay e i suoi slum (la slum-lit in stile Millionaire colpisce ancora e io giuro che sto iniziando a rimpiangere Shantaram ), la maternità negata e il senso materno ( mom-lit ?), le relazioni umane nella famiglia occidentale e in quella allargata indiana.  Il romanzo è strutturato in brevi capitoli che alternano la vita indiana di Kavita, madre naturale di una bambina data in adozione, con quella della famiglia adottiva californiana. Una tecnica che rende la lettura coinvolgente e rapida, e su cui non ho assolutamente niente da ridire – ...

L'ufficio postale (Dak Ghar)

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di Rabindranath Tagore " O della morte ": scrive il lettore misterioso che mi ha preceduto nella lettura di questo dramma teatrale, scritto da Tagore in bengali nel 1912. Ho trovato i suoi appunti, lievi e scritti a matita in una elegante grafia, su un libercolo usato del 1992 che avevo comprato per mille lire da una bancarella genovese prima ancora che sapessi che cosa fosse l'India (questo in effetti ancora lo ignoro). Il lettore in realtà ha scritto un nome e un cognome sulla prima pagina: Carlo Dapelo - googlando escono fuori un magistrato e un agente immobiliare, chissà - e ha segnato refusi, sottolineato parole e frasi, commentato (" molto bello! ", " metempsicosi? ", " la morte! "), annotato con citazioni di altri mondi (" la scienza del mondo è stoltezza, San Paolo "). Ho ripreso in mano questo libretto ispirata dalle notizie che mi arrivano da Calcutta sui 150 anni dalla nascita di Tagore, che gli amici beng...

Una luna nuova dal Kerala

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E' appena uscita in India una nuova traduzione in inglese di Indulekha , il primo e più importante romanzo in lingua malayalam, scritto da O. Chandu Menon nel 1889. Ecco qui un brevissimo riassunto, mentre per ogni ulteriore informazione sul romanzo rimando a questo mio post , riferito alla traduzione inglese di Anitha Devasia pubblicata dalla Oxford University Press. Indulekha è la storia di due giovani colti, intelligenti e di idee moderne che si vorrebbero sposare, anche se su di lei ha messo gli occhi un ricco bramino che la vuole per moglie tramite una particolare forma di contratto matrimoniale in uso all'epoca in Kerala.  Il libro, ispirato ai romanzi di costume inglesi, denuncia l'ipocrisia della società feudale e maschilista del tempo ed è il romanzo che rese il malayalam una lingua letteraria (per questo l'avevo impropriamente accostato ai Promessi sposi !). La nuova traduzione, di Premkumar, è in realtà "abridged": alcune parti sono state rid...

I fenicotteri di Bombay

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di Siddharth Dhanvant Shanghvi I fenicotteri di Bombay sono fenicotteri perduti che si sono ritrovati in una palude in mezzo a capannoni e relitti industriali, animali bellissimi e fragili che si sono accontantentati di un posto che non era il loro e che hanno solo la libertà, a volte, di alzarsi in volo.  Sono anche i protagonisti di questo romanzo , personaggi persi nelle loro vicende umane. Tutti geniali e malinconici. Il protagonista è un giovane fotografo che appena arrivato a Bombay dalla remota Shimla diventa immediatamente amico di una bellissima star di Bollywood e di un giovane pianista di successo, omosessuale, che ha deciso di abbandonare la sua carriera. Scusate la volgarità (e poi è una frase assolutamente in tono con il romanzo), ma appena l'ho raccontato al mio compagno, mi ha detto: "Sì, e poi magari gliela dà anche la prima che incontra per strada". Ecco, in effetti, sì, è proprio così. Si tratta di Rhea, un'artista della ceramica c...

Mai

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di Geetanjali Shree Non so se "vale". In genere sono gli scrittori a dedicare i loro libri a qualcuno, ma penso che anche i lettori abbiano il diritto di dedicare le loro letture a chi più loro aggrada. A me è venuto spontaneo dedicare il romanzo Mai , romanzo di Geetanjali Shree, scritto in hindi e  recentemente tradotto in inglese, a Kunjan, visto che fra l'altro l'ho letto mentre ero a casa sua. Kunjan è la cognata dell'amico che mi ha ospitato a Gandhinagar in Gujarat, nella sua casa a tre piani con tutta la sua grande famiglia. Kunjan è diventata subito una carissima amica, in grado di donare in ogni istante confidenze, abbracci, lacrime e parole sincere. Nel romanzo in questione, che ha avuto molto successo una volta tradotto in inglese,  l'autrice descrive in modo molto intenso la vita di una madre, "Mai", vista principalmente attraverso gli occhi della figlia. E' una madre che trae il significato della sua vita dal silenzio, dall...