Post

Un padre obbediente

Immagine
di Akhil Sharma Ci sono scrittori che scrivono dell'India più magica e meravigliosa, altri che invece ne descrivono i lati più crudeli e disumani, altri ancora che intrecciano abilmente i due aspetti. Non ci sono dubbi a quale categoria appartenga Akhil Sharma (di cui ho apprezzato anche Vita in famiglia ) con il suo romanzo di esordio: nella sua India c'è solo violenza e crudeltà, senza un briciolo di speranza. Per capire i meccanismi di questa totale mancanza di umanità, in Un padre obbediente Akhil Sharma ci fa entrare nella testa di Karan, il protagonista, che racconta la sua storia in prima persona. Karan ci svela tutto, in entrambi i piani in cui la sua storia si svolge: quello familiare e quello pubblico. Sul piano familiare, Karan è un padre incestuoso che ha abusato di sua figlia Anita all'età di 12 anni. Ora si ritrova vedovo, con la figlia ormai diventata madre e rimasta anche lei vedova, tornata ad abitare da lui con la nipotina. Nonostant...

Hotel Everest

Immagine
di Allan Sealy Si potrebbe dire che fra i protagonisti di questo romanzo originale e ingiustamente poco noto ci sono le stagioni. Sono le stagioni a suddividere i capitoli del libro (estate, le piogge, autunno, il gelo), nella loro danza che accompagna le vicende misteriose dei personaggi, come se ci fosse sempre una presenza esterna pronta a cambiare le carte in tavola. Le stagioni portano piogge, caldo, umidità o gelo all'Hotel Everest, un vecchio albergo ai piedi dell'Himalaya che ora è diventato un ricovero gestito da alcune suore. E accanto all'hotel c'è anche un vecchio cimitero, l' Ever-rest , che sarà spesso al centro delle vicende del romanzo, e che si popolerà con nuovi inquilini.  Arriviamo anche noi all'hotel con Ritu, una giovane suora chiamata a prendesi cura di Jed, il proprietario dell'albergo ormai novantenne, che alterna momenti di lucidità con momenti di follia. Un uomo irriverente e scontroso ma a suo modo affascin...

Shantaram 2 e l'oppio di Ghosh: ci siamo

Immagine
Era tutto vero.  Come anticipato a inizio estate , quest'autunno potremo leggere due dei seguiti più attesi negli ultimi anni. Oggi è uscito il seguito di Shantaram in lingua inglese: dopo 12 anni, il nostro amico Greg alla fine ha mantenuto la promessa, bisognava solo dargli fiducia.  Ora speriamo che non deluda le (altissime) aspettative dei suoi fan di tutto il mondo! Il romanzo si intitola The mountain shadow , in italiano L'ombra della montagna . Per la traduzione italiana, di Vincenzo Mingiardi, dovremo aspettare ancora un poco. Le descrizioni che si trovano sui siti di librerie online dicono così: "Bombay è al centro di una sanguinaria guerra tra le nuove generazioni di mafiosi che si contendono il controllo dei traffici illegali della metropoli. Lin non ha più accanto a sé Kaderbhai, il boss che lo aveva preso sotto la sua ala come un figlio. Si accompagna con la giovane americana Lisa, ma Karla, andata in sposa a un magnate dei medi...

L'ultima canzone

Immagine
di Siddharth Dhanvant Shanghvi "In questa vita, mia cara, non c'è pietà". Non abbiamo dubbi della spietatezza del destino fin dalle prime pagine del libro, quando una madre saluta sua figlia, destinata a un ottimo matrimonio, con queste parole. E ne saremo consapevoli per tutte le pagine dell' Ultima canzone , il romanzo d'esordio di Siddharth Dhanvant Shanghvi. È una storia esuberante, sensuale e dolorosa, di una famiglia nell'India degli anni Venti, scritta in modo particolare, con un linguaggio pieno di metafore, esuberante a sua volta, ridondante e affascinante come un lussureggiante giardino tropicale dopo le piogge monsoniche. (Ma io, che pure amo un stile barocco - tipo Rushdie - l'ho trovato un po' lezioso e talvolta eccessivo.) All'inizio la protagonista è la bella Anuradha, che lascia la sua famiglia di Udaipur per sposare Vadhmaan, un giovane medico di Bombay. Tutto sembra funzionare alla grande: un matrimon...

Cinque consigli di romanzi pakistani

Immagine
Anche se il Pakistan non è ancora entrato fra le mete dei miei viaggi, ma solo fra le mie letture e un bel po' nella mia fantasia, mi sembra giusto dedicare anche a lui un post con i consigli di libri da leggere. Ecco quindi, a grande richiesta (!), i miei 5 consigli di romanzi pakistani da leggere (per l'India 10 e per il Pakistan solo 5? Sì, conosco meno autori e le traduzioni sono molte meno, purtroppo). 1 Altre stanze, altre meraviglie (Daniyal Mueenuddin) Di cosa parla È una raccolta di racconti, spesso di grande tenerezza e dal finale amaro, che ruotano intorno alla figura di K. K. Harouni, un latifondista del Punjab pakistano, e al suo mondo feudale sempre più minacciato dagli interessi dei nuovi industriali. Perché leggerlo Perché descrive il mondo rurale del Pakistan con una grande grazie nella scrittura: un mondo di proprietari terrieri, feudale, ingiusto e in decadenza, ma ancora fortemente determinato e potente. Consigliato a chi ama i ra...

India In Out

Immagine
E d'ora in poi i miei consigli di lettura saranno anche pubblicati regolarmente sul sito di India In Out , un bel progetto che ha lo scopo di far conoscere a tutti l'India e i suoi mille volti.  Troverete i miei post un sabato sì e uno no, in un formato un po' diverso, più adatto al grande pubblico, rispetto a quello del blog, che invece, diciamolo, è abbastanza casuale e dettato dall'umore del momento, e che nel corso degli anni si è sempre più rivolto ai pochi fedeli appassionati che trovano qui (spero!) un nido fatto di sogni indiani e di passioni comuni.  Si inizia, ovviamente, con I figli della mezzanotte e si prosegue, ovviamente, in ordine sparso.

La vergogna

Immagine
di Salman Rushdie La vergogna sta al Pakistan come I figli della mezzanotte sta all'India. Così come I figli della mezzanotte   raccontava dell'India che, ottenuta l'indipendenza dagli inglesi, in una sola notte diventa una nazione con tutti i suoi difetti e tentennamenti, allo stesso modo La vergogna lo fa con il Pakistan. Così come il Pakistan è meno popoloso dell'India, le pagine della Vergogna sono meno numerose, come se fosse un fratello minore, e l'intreccio è leggermente meno complesso, anche se lo stile pieno di digressioni, intrecci e personaggi è quello inconfondile di Rushdie. La vergogna è meno monumetale del suo fratello maggiore, come se i colori, le statue di mille divinità e i numerosi livelli di un tempio hindu si fossero trasformati nell'archittettura di una moschea pakistana, pur sempre ricca di intarsi, fronzoli e ricami. È un romanzo più cupo, più sarcastico, più politico, meno famoso e più folle.  L'avevo...