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Il basso ventre dell'Impero

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di Ambarish Satwik In meno di 200 pagine e con tredici brevi racconti, che vanno dal 1742 al 1948, Il basso ventre dell'Impero ripercorre a episodi la storia dell'impero britannico in India, rivisitata dal particolare punto di vista delle malattie delle "parti basse" (il titolo originale del libro è proprio Perineum , perineo, "la regione del corpo compresa fra gli organi genitali, maschili o femminili, e l'ano"). I protagonisti delle brevi storie hanno spesso qualche problema nel loro perineo: il re Giorgio V ha dolore a un testicolo, che forse è solo un fantasma della sua immaginazione, Madan Lal Dhingra, il giovane rivoluzionario indiano, spara a un inglese solo perché è esasperato dal dolore delle sue emorroidi, le piaghe allo scroto dell'architetto inglese Baker sono correlate ai suoi progetti architettonici a Nuova Delhi, anche Jinnah, il padre del Pakistan, non è risparmiato e viene ritratto, tisico e morente, nella sua ultima eiaculazione...

Le ceneri di Bombay

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di Cyrus Mistry Jingo, il giovane protagonista parsi del romanzo  Le ceneri di Bombay , è la classica persona che troverei insopportabile nella realtà: inconcludente, vulnerabile e indolente, innamorato dell'idea di scrivere un romanzo neanche mai iniziato, con la condivisibile convinzione che studiare o fare carriera non servono a realizzarsi, ma senza ogni minima alternativa. Ma l'incontro nelle pagine di Cyrus Mistry (il fratello dello scrittore Rohiton Mistry ) invece me l'ha fatto dolcemente amare, come fosse un fratello minore o un amico d'infanzia ritrovato dopo anni di silenzio. Jingo gira per la Bombay degli anni Novanta con i questionari delle ricerche di mercato che lo portano a intervistare la gente  su dentrifici e saponette: è questa l'unica occupazione che gli piace, l'unica che può dare un senso alle sue giornate dopo che ha lasciato l'università con l'idea di scrivere un romanzo che racconti il suo tempo e la sua città. I...

Intervista a Paritosh Uttam

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Breve riassunto delle puntate precedenti: Paritosh Uttam, che avevo conosciuto attraverso il suo interessantissimo blog sull'Indian Writing in English, ha appena pubblicato un romanzo per la collana Metro reads della Penguin Books India , dedicata a giovani lettori metropolitani (rimando al post sul suo libro , Dreams in Prussian Blu ). Oggi ci dedica molto gentilmente un'intervista. Io spero che il suo romanzo, oltre alle parole che corrono sul filo del web, possa anche arrivare fin qui anche in carne e ossa, o meglio, in carta e inchiostro.   Paritosh al parco che scrive   Ci puoi dire qualcosa su di te e di come sei arrivato a scrivere Dreams in Prussian Blu ? Ho 33 anni, sono sposato e abito a Pune, una città vicino a Mumbai. Lavoro come ingegnere informatico ma mi è sempre piaciuto leggere e scrivere.  Dreams in Prussian Blue è il mio primo romanzo a essere pubblicato, ma è il secondo che ho scritto: mentre cercavo di pubblicare il mio prim...

Dreams in Prussian Blue

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di Paritosh Uttam E’ un libro che, a detta dell’editore, si può leggere sulla metropolitana di Delhi mentre si va al lavoro. Io l’ho letto per metà su un aereo e per l’altra metà ben spaparanzata sul divano: ha funzionato lo stesso, anzi, penso che i cuscini del divano l’abbiano reso ancora più godibile. Dreams in Prussian Blue è il primo di romanzo di Paritosh Uttam, di cui si parlava qualche mese fa. Fa parte della nuova collana Metro reads della Penguin books India che si rivolge a un pubblico indiano giovanile e metropolitano, assetato di storie di coetanei in una società in cambiamento, ma che comunque ha convinto anche me che non sono né indiana né metropolitana, e tanto meno giovanile. La storia è quella di Naina, una studentessa di Mumbai che al primo anno di università decide di mollare studi e genitori per andare a vivere con Michael, uno studente fuori corso appassionato di pittura. Naturalmente una scelta del genere non è ben vista dalla famiglia e dalla società,...

L'India a Torino

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Come ormai tutti sapranno, quest’anno sarà l’India il paese ospite al Salone del Libro di Torino, che si terrà dal 13 al 17 maggio. La pagina del sito del Salone dice che l’idea è quella di “ privilegiare i narratori che sono rimasti in patria, a vivere e descrivere una realtà che con la sua debordante umanità resta un gigantesco serbatoio di storie capaci di coinvolgere il lettore. ” Per chi volesse iniziare a leggere qualche romanzo, comprare un libro da fare autografare o semplicemente iniziare a sognare un incontro, ecco qua gli scrittori che il Salone ci promette quest'anno. Anita Desai. Forse una delle mie scrittici preferite, già nota quando l’India non era ancora “di moda”. I suoi personaggi sono spesso degli esclusi che hanno fatto della solitudine la loro unica dimensione, impotenti di fronte alle situazioni in cui, loro malgrado, si sono ritrovati. La sua prosa, a tratti vera poesia, è impietosa e delicata, ricca di sfumature. Fra i miei titoli preferiti: Ch...

La storia dei miei assassini

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di Tarun J Tejpal Ecco. Mi ero riproposta di disintossicarmi dopo l'overdose di romanzi che parlano dell'India corrotta e violenta, ma ci sono subito ricaduta. La storia dei miei assassini mi ha  incuriosito troppo per non leggerlo, forse anche per la storia personale dell'autore (e per il fatto che sarà al Salone del libro di Torino): Tarun J Tejpal è giornalista e direttore di Tehelka , il settimanale indiano famoso per le sue inchieste che hanno fatto tremare (e dimettere) potenti e ministri. Parlavamo qualche post fa delle situazioni ricorrenti (o stereotipi) di questo tipo di libri e devo dire che molte le ho ritrovate anche qui: poliziotti corrotti, traffico d'armi, bambini sfruttati, guru personali, pistole e armi che passano di mano in mano come se fossero caramelle. Ma nonostante tutto, alla fine anche questo è un buon libro che ha qualcosa da dire. Il protagonista, un giornalista investigativo di Delhi, apprende dalla televisione che, senza neanche ac...

Ravan & Eddie

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di Kiran Nagarkar Ravan ed Eddie. Due bambini cresciuti a pochi passi l'uno dall'altro, nello stesso chawl , condominio popolare brulicante di persone nella Bombay degli anni Cinquanta, ma divisi fin dalla nascita. Divisi dalla linea che passa fra il quarto e il quinto piano, la linea che separa gli indù dai cattolici. Ma soprattutto divisi dall'incidente raccontato nel memorabile incipit del libro: Ravan, ancora neonato, diventa "l'assassino" del padre di Eddie proprio lo stesso giorno in cui Eddie nasce.  Più avanti, Ravan (induista) viene cacciato dalla Sabha , covo di estremisti indù, lo stesso giorno in cui Eddie (cattolico) vi entra, accolto a braccia aperte da Guruji e dalla promessa di una stilografica. Ravan inizia a prendere lezioni di tae kwon do , mentre Eddie legge le storie del Mahabarata di nascosto dalla madre, che quando lo scopre trascina l'idolatra in chiesa per farlo esorcizzare.  Il film preferito di Ravan è Dil Deke Dekho ,  que...