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Lo scrivano di Bombay

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di Anjali Joseph Eccomi di ritorno dopo una bella pausa fatta di storie, viaggi e libri giapponesi. Tornando ai miei amati libri indiani, segnalo l'uscita della prossima settimana dello Scrivano di Bombay , traduzione italiana (chiedo scusa ma davvero non so di chi!) del romanzo di esordio di Anjali Joseph, Saraswati Park , di cui avevo parlato qualche tempo fa dopo averlo letto in inglese. Il titolo italiano si riferisce a Mohan, uno dei protagonisti, che lavora di fronte all'ufficio postale scrivendo lettere e moduli per chi non sa scrivere. Un mestiere d'altri tempi. Rimando al post su Saraswati Park per le mie impressioni di lettura, e consiglio di leggerlo soprattutto per la sua storia intima, soffusa ed elegante, per le descrizioni di una Bombay fatta di angoli e di luce, di case e di quartieri della piccola borghesia urbana, per i personaggi descritti nella loro quotidianetà, nei loro piccoli sogni e nelle loro grandi incertezze. 

Autobiografia di un indiano ignoto

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di R. Raj Rao Non è la prima volta che in un libro il protagonista vuole uccidere Salman Rushdie (d'altra parte sono in molti che lo vorrebbero uccidere).  In Piccolo soldato di Dio di Nagarkar era un aspirante terrorista islamico, nel primo racconto di questa raccolta di R. Raj Rao , con una simile dose di ironia, è un sosia di Rushdie che non ne può più di essere minacciato al posto suo. (A proposito di Dio, cioè di Salman Rushdie, come viene chiamato in questo racconto, butto lì qualche news dopo quelle di Jaipur: è in uscita un suo libro che racconta, appunto, della storia della sua condanna a morte, inoltre in autunno dovrebbe anche uscire il film tratto dai Figli della mezzanotte .) Ma questo è solo per dire che i riferimenti letterari indiani abbondano nelle pagine di questi 15 racconti, spesso sotto forma di critica della società letteraria. Racconti che scorrono ironici, beffardi, arguti e attenti a osservare i corpi delle folle indiane, i viaggi sui tren...

L'età di Shiva

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di Manil Suri Lo dico subito: avevo molto amato il precedente romanzo di Manil Suri, La morte di Vishnu , una storia tutta vissuta all'interno di un condominio di Bombay nell'arco di tempo di una sola giornata. Ho poi scoperto sul forum di Anobii Un filo d'India (dove si discute di libri indiani) che invece la maggior parte dei lettori lo aveva trovato troppo confuso e inconcludente. Comunque sia, le mie aspettative erano sufficientemente alte (ma mica stratosferiche) nei confronti del suo secondo romanzo, L'età di Shiva , che è anche la seconda parte di una trilogia (la terza parte deve ancora arrivare, ma i tre romanzi non sono il seguito l'uno dell'altro: sono legati dai titoli, uno per divinità). A ogni modo, devo dire che le mie aspettative sono rimaste un po' deluse. Nonostante questo, mi sono comunque letta le 500 pagine tutte d'un fiato, ho apprezzato la storia che parte dagli anni Cinquanta e prosegue per i decenni muovendosi ...

I miei luoghi

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A spasso con i banditi e altre storie vere di Annie Zaidi L'India oltre Delhi e Bombay I luoghi di Annie Zaidi sono i luoghi di un'India un po' insolita, di un'India meno conosciuta e meno urbana di quella di cui di solito leggiamo.  Il Punjab, il Madhya Pradesh delle popolazioni tribali, il Chambal dei banditi.  Ma il pregio di questo reportage è quello di essere un viaggio molto personale in questi luoghi, che unisce l'abilità di una giovane giornalista indiana a una forte partecipazione emotiva, senza mai nascondere (né ostentare) una certa fragilità. A differenza di altri reporter, che pure mi piacciono, qui mancano - finalmente - l'eroismo da una parte e la finta modestia dall'altra. "Una delle cose difficili di essere un giornalista è che devi indurire un po' il tuo cuore", scrive a un certo punto Annie Zaidi e questo reportage è anche una riflessione sul mestiere stesso di giornalista. È uno sguardo su certe ...

Un libro su Ghosh

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Amitav Ghosh di Alessandro Vescovi Questo libro è arrivato proprio al momento giusto: non appena finito di leggere Il fiume dell'oppio , proprio quando stavo cercando di fare il punto sui romanzi di Ghosh che ho letto in modo casuale e a distanza di anni uno dall'altro. Infatti è stato molto interessante leggere Amitav Ghosh di Alessandro Vescovi (che insegna letteratura inglese e dei paesi anglofoni all'università di Milano e che ho avuto il piacere di incontrare in alcune occasioni "indiane"). La lettura mi ha finalmente dato una visione d'insieme e un senso cronologico dell'opera di Amitav Ghosh, dal realismo magico degli esordi passando per una narrazione destrutturata per tornare poi a una scrittura più fluida e ottocentesca, fra India e New York, fra Egitto e Calcutta, con una narrativa che di volta in volta prende le forme della fantascienza, del diario di viaggio, dell'epopea storica. D'altra parte, il libro può anche esser...

Il fiume dell'oppio

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di Amitav Ghosh Avevo lasciato i miei amati personaggi nel bel mezzo dell'oceano in Mare di papaveri . Avevano persorso tante strade per ritrovarsi tutti nella stessa barca e in qualche modo presagivo che quell'oceano li avrebbe spinti nuovamente in universi divergenti, in un nuovo Big Bang di storie e di intrecci. Sapevo anche dalle varie recensioni che il secondo romanzo della trilogia dell'oppio non avrebbe seguito tutti i personaggi del Mare di papaveri ma avrebbe preso nuove strade. Sono stata molto felice di ritrovare Deeti (il mio personaggio preferito) nelle prime pagine, anche se ho subito capito che per il momento era parcheggiata a Mauritius e in questo frangente si sarebbero seguite altre storie. Complessivamente però mi è dispiaciuto non sapere, almeno per ora (chissà nel terzo romanzo...), come è andata a finire per tutti gli altri. Il Fiume dell'oppio infatti si potrebbe anche leggere senza aver letto la prima puntata della trilogia...

Trasgressione

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di Uzma Aslam Khan L'ho letto subito dopo aver finito Mehwish parla al sole : Trasgressione è il precedente di romanzo di Uzma Aslam Khan , pubblicato nel 2003. Anche in questo caso, ho pensato: che brave queste scrittrici pakistane, che riescono a parlare di argomenti importanti e ambiziosi senza mai cadere nel banale né nella pura e semplice denuncia. Che brave, al plurale, perché in qualche modo ho associato questi romanzi a quelli di Kamila Shamsie , in cui la geografia si combina alle storie dei personaggi, che in tutti i casi amiamo fin da subito, non appena incontrati. Soprattutto bei personaggi, quindi, da cui è facile farsi accompagnare nel mondo della società pakistana e delle vicende violente di cui è fatta la sua storia. E nel caso di Trasgressione il parallelo è ancora di più evidente: è ambientato nella stessa Karachi di Kartografia , una città violenta e assurda, eppure in qualche modo, almeno a leggerne, attraente e sanguigna. Siamo nei primi ...