Post

La trilogia dell'oppio: caro Amitav...

Immagine
Caro Amitav, sei un mare in tempesta, un fiume un piena, un diluvio universale.  La tua trilogia dell'oppio è un mare di parole, un fiume di storie, un diluvio di immaginazione. Con il tuo mare di parole , mi hai conquistata con la storia di Deeti e Kalua intrecciata a quella della coltivazione dell'oppio.  Alla fine sono rimasta lì, in mezzo all'Oceano, con un piede sulla Ibis e uno su una scialuppa di salvataggio, nel bel mezzo di una tempesta. Per tre anni.  Nel tuo fiume di storie , pensavo di rincontrare anche la storia di Deeti, ma presto ho capito che la storia era più grande, più lunga e più complessa, e alla trama bisognava intrecciare nuovi fili, nuove storie, perché l'oppio è più grande di tutto, porta fino in Cina. E infine, mi hai scaraventato addosso il tuo diluvio di immaginazione, portandomi nel cuore della guerra dell'oppio, nel mondo militare dei sepoy, proprio al centro delle battaglie navali. E alla fine di tutto qu...

The storyteller's tale

Immagine
di Omair Ahmad Siamo a Delhi nel diciottesimo secolo, quando la città viene invasa e devastata dagli eserciti afghani di Ahmad Shah Abdali. Ma mentre la guerra imperversa con distruzione e morte, c'è un duello più sottile, una battaglia più raffinata che viene condotta con armi più affilate. È la battaglia del raccontare storie. In questa piacevole novella di Omair Ahmad, infatti, saper raccontare una storia significa avere un'occasione di riscatto.  La cornice narrativa è quella di un Narratore, di un Cantastorie (lo Storyteller del titolo), che non ha altro nome se non quello dato dal suo particolare mestiere: il cantastorie, appunto.  Un mestiere che gli permette di sbarcare il lunario a Delhi, di certo senza arricchirsi: tutto quello che possiede sono "le sue storie, la sua libertà e, di fronte, una strada da percorrere". E anche una piccola casa, che però viene distrutta dalla furia del saccheggio degli invasori, così che non gli ri...

Delhi

Immagine
di Rana Dasgupta "La nostra città è fatta di aggressività, rabbia, disuguaglianza, corruzione ed egoismo. Di consumismo e di centri commerciali." Così viene descritta Delhi da una delle persone intervistate in questo libro .  Ammetto che Delhi non mi ha mai affascinato. Mi sono innamorata di altre città indiane, ma di Delhi non c'è stato verso. Mi sono sempre chiesta che cosa avesse fatto di male la capitale indiana per lasciar indifferente me, che pure adoro le metropoli asiatiche.  Questo libro mi ha aiutato a capirlo, anche se non mi ha convinto del tutto. Rana Dasgupta nel suo reportage su Delhi si prefigge l'obiettivo di raccontare il cambiamento della capitale dopo le liberalizzazioni del 1991 promosse dall'allora Ministro delle Finanze Manmohan Singh (in seguito primo ministro), che hanno fatto passare la città, e tutta l'India, da un'economia chiusa di ispirazione socialista a una neoliberista aperta agli investimenti strani...

Squame

Immagine
di Clara Nubile La vita è ovunque, in India. Nelle baraccopoli, che fanno "ciao ciao" con la mano quando ci si passa accanto in treno. Nel monsone, che "ci spia dal balcone ". Nel cielo, che "si trucca con bacche e cardamomo ".  Tutto è vivo. Non si capisce se sia la natura a imitare l'uomo o viceversa, ma forse questa distinzione non ha senso: tutto è metamorfosi, ogni parola è una metafora. Le persone e le cose che popolano il mondo sono semplicemente una mimesi degli stessi identici sentimenti, precari e clandestini. E Bombay, di questa India, ne è l'anima: una città ammaliante e crudele. Una città di sigarette, corvi, cemento, mendicanti, clacson, fantasmi, dove ci si smarrisce in un tramonto color zucca e ci si ritrova in un urlo di maledizione. Una città che sa di nostalgia, anche quando ci sei dentro. Soprattutto quando ci sei dentro: la nostalgia del presente che sta in ogni istante diventando passato.  ...

Storie d'amore indiane

Immagine
a cura di Sudhir Kakar L'incontro fra un uomo e una donna, un tempo marito e moglie e ora divorziati e risposati, nella sala d'attesa di una stazione ferroviaria.  La lotta, fisica e intellettuale, fra i 5000 anni di tradizione induista e gli assorbenti interni. Il tradimento di una giovane moglie che ha sposato il proprio marito solo perché non c'era altro di meglio da fare. La povertà di una giovane vedova che vive accanto a un crematorio con i suoi figli. Un marinaio che parte per mare solo quando la moglie rimane incinta, in modo che non lo tradisca.   Era da tanti anni che avevo questo libro in lista d'attesa e finalmente mi sono decisa.  Era rimasto un po' indietro perché, nonostante l'entusiasmo iniziale per il fatto che le storie fossero scritte in varie lingue indiane e non in inglese, la faccenda delle storie "d'amore" mi aveva un po' frenato. E anche il fatto che, come sapete, non sono una gran lettrice di rac...

Due anni, otto mesi e ventotto notti

Immagine
di Salman Rushdie Già dall'inizio si riconosce lontano un miglio che è un romanzo di Rushdie : la storia che si mescola con la magia, con tante belle digressioni e con una fantasia degna di un cantastorie. Facendo il conto, 2 anni, 8 mesi e 28 notti sono esattamente 1001 notti.  Le mille e una notte: questo romanzo parla delle 1001 notti che cambiarono il mondo e lo fa con il tono delle novelle raccontate da Sharazad ogni notte al suo sovrano. E chi ha letto il capolavoro di Rushdie , ricorderà anche che 1001 è un numero caro a Rushdie: sono mille e uno anche tutti i figli della mezzanotte Nelle prime pagine incontriamo Averroè, il filosofo arabo del XII secolo conosciuto come Ibn Rushd al di fuori dell'Occidente, alle prese con un contenzioso con il rivale Al-Gazhali , che gli costò l'esilio a Cordova. La forza della ragione come strumento per conoscere il mondo in cui confidava Averroè si scontra con il totalitarismo della fede, di cui è fautore Al-G...

India - Complice il silenzio

Immagine
di Luca Buonaguidi I miei taccuini indiani straripano di parole. Ogni volta che sono stata in India ho scritto diari, blog, appunti o altro ancora con una grande facilità. L'India, di suo sempre così prolissa, mi ha spinto a esserlo anche io, quasi a emularla. Immagini, suoni, rumori, persone, anime e animali. Parole, parole.   È invece esattamente l'opposto quello che succede nei versi indiani di Luca Buonaguidi raccolti nel libro India - Complice il silenzio.  Lì dentro c'è, appunto, silenzio. C'è solo l'essenziale. Sono versi limpidi, quasi eterni, nitidi e cristallini.  In questa raccolta Luca Buonaguidi racconta il suo viaggio che ha compiuto da solo e via terra nel 2013 attraverso Sri Lanka, India, Bhutan, Nepal, Tibet e Kashmir. Il suo diario di viaggio in versi è formato da 28 poesie, arricchite da alcune fotografie del viaggio, rigorosamente in bianco e nero, che descrivono la sua esperienza dell'India nella geografia del subcon...