di Anita Desai Un altro romanzo di Anita Desai, scritto nel 1977, sconsigliato a chi già di suo è depresso o in balìa di istinti suicidi, e consigliato invece a chi ha voglia e coraggio di addentrarsi nelle solitudini di tre donne in una casa sulle pendici aride e polverose dell’Himalaya. Anita Desai descrive con minuziosa esattezza i rumori e i movimenti della natura che circonda la casa della protagonista, grande e vuota e quasi assediata dal mondo esterno: le galline che becchettano e inghiottono golosomante pezzetti di vermi, il vento fra i rami ondulati dei pini, il frinire delle cicale, i passi di una mantide religiosa su un'emerocallide in fiore. Quella descritta è una natura che partecipa nella sua disarmante nudità alla vita degli uomini, non con paesaggi consolatori in cui perdersi e sognare, ma con una presenza inquietante, ostile e metaforica, dalla luce del sole che, " non più lacca, diventa colla ", dal " ronzio delle mosche troppo pigre per vol...
Grazie per avermi citata e linkata. Icroci di Civiltà è ormai diventato un incontro fisso anche con gli scrittori indiani (in passato ha ospitato anche Salman Rushdie, Anita e Kiran Desai, Meena Alexander).
RispondiEliminaEh, peccato che gli scrittori indiani siano di giovedì!
RispondiEliminaMi piacerebbe tanto andarci, ma purtroppo non posso proprio arrivare fino a Venezia, peccato che Seth e Saraogi mi piacciono molto, mentre la Doshi non l'ho letta.
RispondiEliminaGià, dispiace anche a me non andare, ci racconteranno le nostre amiche venete!
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