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Un padre obbediente

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di Akhil Sharma Ci sono scrittori che scrivono dell'India più magica e meravigliosa, altri che invece ne descrivono i lati più crudeli e disumani, altri ancora che intrecciano abilmente i due aspetti. Non ci sono dubbi a quale categoria appartenga Akhil Sharma (di cui ho apprezzato anche Vita in famiglia ) con il suo romanzo di esordio: nella sua India c'è solo violenza e crudeltà, senza un briciolo di speranza. Per capire i meccanismi di questa totale mancanza di umanità, in Un padre obbediente Akhil Sharma ci fa entrare nella testa di Karan, il protagonista, che racconta la sua storia in prima persona. Karan ci svela tutto, in entrambi i piani in cui la sua storia si svolge: quello familiare e quello pubblico. Sul piano familiare, Karan è un padre incestuoso che ha abusato di sua figlia Anita all'età di 12 anni. Ora si ritrova vedovo, con la figlia ormai diventata madre e rimasta anche lei vedova, tornata ad abitare da lui con la nipotina. Nonostant...

Vita in famiglia

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di Akhil Sharma Ha consegnato questo libro all'editore con nove anni di ritardo, come racconta nei ringraziamenti finali, in cui ringrazia l'editore per la pazienza. Ci ha messo dodici anni per scrivere "solo" 170 pagine. Per Akhil Sharma, non sono certo state la lunghezza o la complessità della trama gli ostacoli per terminare il suo secondo romanzo, Vita in famiglia , ma la necessità di trovare un perfetto equilibrio per raccontare questa storia familiare. Per dirla con un altro scrittore indiano, Rohinton Mistry, " la vita è un perfetto equilibrio fra speranza e disperazione" , anche nel suo romanzo Un perfetto equilibrio l'ago della bilancia sembrerebbe più spostato verso la disperazione. Akhil Sharma racconta  in questa intervista  che in questi dodici anni di tentativi non riusciva a descrivere questa disperazione in modo che potesse essere interessante per un lettore.  Alla fine però c'è riuscito, non solo a renderla intere...