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Visualizzazione dei post con l'etichetta Vikram Chandra

Che cosa mi consigli?

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I dieci romanzi che consiglio a chi si vuole avvicinare all'India Negli ultimi giorni molti amici che non sono mai stati in India e non hanno mai letto libri indiani mi hanno chiesto un consiglio su quali romanzi leggere. Tutti hanno visitato il blog ma si sono giustamente un po' persi fra i 250 post qui presenti. Ecco quindi la mia personalissima lista di 10 consigli, diciamo per l'estate, ma vanno bene - anzi meglio - anche per l'inverno.  Ci sono alcuni dei miei romanzi preferiti, ma questa non è la lista dei miei romanzi preferiti. Per esempio mancano i racconti di Manto e Fiume di Fuoco , che ho amato tantissimo ma che non consiglierei a chi legge d'India per la prima volta. Così il romanzo di Ghosh che ho scelto per questi consigli non è quello che io ho più amato di tutti (che sarebbe Le linee d'ombra ). Ho cercato di metterne un po' per tutti i gusti per accontentare tutti... ma se 10 sono troppi, fermatevi pure ai primi 3. ...

L'India a Torino

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Come ormai tutti sapranno, quest’anno sarà l’India il paese ospite al Salone del Libro di Torino, che si terrà dal 13 al 17 maggio. La pagina del sito del Salone dice che l’idea è quella di “ privilegiare i narratori che sono rimasti in patria, a vivere e descrivere una realtà che con la sua debordante umanità resta un gigantesco serbatoio di storie capaci di coinvolgere il lettore. ” Per chi volesse iniziare a leggere qualche romanzo, comprare un libro da fare autografare o semplicemente iniziare a sognare un incontro, ecco qua gli scrittori che il Salone ci promette quest'anno. Anita Desai. Forse una delle mie scrittici preferite, già nota quando l’India non era ancora “di moda”. I suoi personaggi sono spesso degli esclusi che hanno fatto della solitudine la loro unica dimensione, impotenti di fronte alle situazioni in cui, loro malgrado, si sono ritrovati. La sua prosa, a tratti vera poesia, è impietosa e delicata, ricca di sfumature. Fra i miei titoli preferiti: Ch...

Corruzione, baraccopoli, telefonini

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Il secondo libro di Vikas Swarup, I sei sospetti ,  mi ha fatto pensare a certe situazioni ricorrenti che spesso vengono descritte dagli scrittori indiani che ambientano i loro libri nelle metropoli e che raccontano il ribollente mare di intrecci e di storie. Penso per esempio a Giochi sacri , La tigre bianca , Nessun Dio in vista , lo stesso Le dodici domande di Vikas Swarup e via dicendo. A scanso di equivoci, non voglio dire che questi siano situazioni di tutta la letteratura contemporanea indiana: ho solo notato alcune situazioni consuete fra i libri di successo in lingua inglese pubblicati all'estero e diventati successi internazionali. Sempre a scanso di equivoci, non voglio neanche dire che questi siano, o stiano diventando, nuovi stereotipi. Per ora mi sono solo divertita ad annotarli. Eccone alcuni, e invito ad aggiungerne altri. Le star del cinema (attrici o produttrici) ricevono migliaia di lettere al giorno da tutta l'India che chiedono di recitare...

Storie elettorali

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Ogni tanto un uomo si dichiara cittadino dell'India democratica e vuole esprimere il proprio voto. Era il caso del conducente di risciò. Si dichiarava libero dalle Tenebre: quel giorno aveva fatto la sua Benares. S'incammino verso la cabina elettorale nella scuola. - Si presume che io mi ribelli ai ricchi, no? - disse. - Non è quel che continuano a dirci? Quando ci arrivò, i sostenitori del Grande Socialista avevano già scritto su una lavagna i risultati dello scrutinio: 2341 voti, tutti per il Grande Socialista. Vijay, in piedi su una scala, stava inchiodando al muro uno striscione col simbolo del Grande Socialista (le mani che spezzano le catene). Lo slogan diceva: LAXMANGARH SI CONGRATULA CON IL GRANDE SOCIALISTA PER LA SUA VITTORIA ALL'UNANIMITÀ! Quando vide il conducente di risciò, Vijay lascio cadere cartello, chiodi e striscione. - Che ci fai qui? - Sono venuto a votare, - sbraitò lui. - Oggi non ci sono le elezioni? Non vidi cosa fecero a quell'uomo...

Nelle ossa

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In Giochi sacri di Vikram Chandra , Katekar è il poliziotto assistente di Sartaj, un personaggio onesto, semplice, fedele, coraggioso. Katekar, nonostante ami sua moglie Shalini, continua a tradirla andando con prostitute. Sa che non sta facendo una cosa giusta, sa che sbaglia, ma non riesce a farne a meno. "A pensarci adesso sembrava una pazzia febbrile, quelle visite al bar con le ballerine e i soldi spesi per le ragazze, per le camere luride, per i taxi a tarda notte. Eppure aveva continuato ad andare dalle altre donne, le randi. Non c'era motivo se non l'urgenza che provava davanti a quei ventri anonimi e sconosciuti che gli si offrivano sotto lenzuola di nylon a buon mercato. Era una pazzia comune, accettata dagli uomini di questo mondo. [...] Gli uomini, diceva talvolta Shalini, gli uomini sono pazzi. Lui aveva mantenuto il silenzio, ma avrebbe sempre voluto dirglielo, che la pazzia è nelle ossa degli uomini, non nel loro cuore, e neppure nella loro testa...

Vikram contro Vikram

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Ovvero: il mio nome è Vikram Mi capita spesso, quando parlo di libri indiani ai miei amici, che mi confondano Vikram Chandra con Vikram Seth e viceversa (sì, proprio così: non che confondano , ma che mi confondano - quanto sono presuntuosa...). Per esempio, quando parlo (ultimamente spesso) di Vikram Chandra, mi dicono: "Ah, è quello che ha scritto Il ragazzo giusto !" NOOO!!! Il ragazzo giusto l'ha scritto Vikram Seth. Vikram Chandra ha scritto Giochi sacri . Soprattutto per il mio compagno, il quale (povero) sente in continuazione parlare di Vikram di qua e Vikram di là, magari in mezzo a Salman, Amitav & C, il tutto in mezzo a libri che girano nel disordine della casa, la confusione non deve essere poca. Mi diverto allora a fargli dei trabocchetti crudeli: " Due vite : chi l'ha scritto? Vikram..." "...Chandra!" NOOO!! Mai una volta che ci azzecchi. In comune, oltre al nome proprio, i due hanno il fatto di essere indiani di ori...

Giochi sacri

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di Vikram Chandra Altro non siamo che giocattoli degli dèi L'ho finito da poco e ancora non sono uscita dal vortice delle sue storie. Non mi è capitato con tanti libri. Di raccontare la storia che avevo letto durante il giorno quando arrivavo a casa alla sera e di conquistare così, giorno dopo giorno, pezzo di storia dopo pezzo di storia, l'attenzione e la fantasia del mio compagno. Tanto che alla sera non mi chiedeva più "Come è andata oggi?", ma "Cosa ha fatto Gaitonde?" Di rischiare di perdere la fermata del treno perché non riuscivo a chiuderlo (lo so, è pesante da portare in treno, però così il viaggio vola e si riempe di significato). E di sentirmi orfana una volta finito (...e ora cosa leggo?, mi sono detta). Strano, poi, perché uno alla fine dovrebbe essere soddisfatto di essere arrivato alla fine di mille e passa pagine. E invece... si sente triste. Proprio come alla fine di un viaggio in India. Già prima di iniziarlo, dal mio punto di...

Terra rossa e pioggia scrosciante

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di Vikram Chandra Ovvero le mille e una storia “ Racconterò una storia che crescerà come un loto rampicante, si avvolgerà su se stessa e si espanderà senza fine, finché ciascuno di voi entrerà a farne parte, gli dei verranno ad ascoltare, finché tutti noi paleremo in un'armoniosa confusione che contiene il passato, ogni attimo del presente e il futuro infinito.” Avete presente quei libri in cui le storie si intersecano una dentro l’altra, come scatole cinesi, in un vertiginoso magma narrativo, a volte in modo organico, a volte contro ogni coerenza cronologica e talvolta anche logica? Terra rossa e pioggia scrosciante è uno di quei libri. Un po’ come Le mille e una notte , un po’ come il Mahabharata e i poemi epici indiani. Nelle sue 700 pagine, sembra che l’attività principale dei personaggi sia quella di inziare a raccontare delle storie. Senza dubbio affascinanti, senza dubbio coinvolgenti, senza dubbio anche disorientanti. Non potrebbero essere altrimenti, visto che si...

Vikram Chandra

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O meglio, i miei incontri ravvicinati del terzo tipo con Vikram RE: from one of your readers... From: Vikram Chandra (vikram@vikramchandra.com) Sent: 16 August 2006 14:01:26 To: woshisilvia@hotmail.com Dear Silvia, Thank you for your email. [...] I've published two books before this August; the new book has just been released. Best, Vikram Non so se vi è mai capitato di voler scrivere a un autore dopo aver letto un suo libro. C’è sempre da chiedersi se risponderà o addirittura se leggerà mai le lettere o le email. Io ci ho provato, in una calda estate di due anni fa, con Vikram Chandra, confortata dal fatto che il suo indirizzo email compariva nella prima pagina del libro che avevo appena finito di leggere, Terra rossa e pioggia scrosciante , che mi aveva non poco affascinato. Mi ha risposto, in tempi rapidi, annunciandomi che aveva appena terminato il suo terzo libro, Giochi sacri . Poi, un anno dopo, a fine estate, l'ho visto a Mantova al Festival della Letteratura, d...

Il miracolo della letteratura indiana contemporanea

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Ovvero la mia personalissima visione della letteratura indiana contemporanea in lingua inglese Ormai dieci anni fa, nel maggio 1997, si incontrarono a Londra undici scrittori indiani provenienti da diverse parti del mondo: fra gli altri, erano presenti Arundhati Roy, Rohinton Mistry, Vikram Seth, Amitav Ghosh, Vikram Chandra. Su tutti, poi, troneggiava il rinomatissimo Salman Rushdie. L’incontro era organizzato dal New Yorker per celebrare, nel cinquantesimo anniversario dell’indipendenza dell’India, il miracolo della letteratura indiana contemporanea in lingua inglese. A dire la verità, molti di questi scrittori non abitavano ormai più da tempo in India ed erano presenti scrittori anche non di nazionalità indiana ma provenienti da altri paesi sub-continente (Sri Lanka e Pakistan). L’organizzatore dell’incontro non seppe dire perché aveva scelto proprio quegli undici, né che cosa accumunava i vari autori, trovando estremamente difficile definire temi comuni o similitudini. Ma era indub...