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Intervista a Dhananjay

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Ancora storie bengalesi Tanto per restare in tema e continuare con altre storie bengalesi dopo avervi già abbondantemente annoiato con gli ultimi post su Tagore , qualche tempo fa avevo chiesto al mio amico Dhananjay di essere intervistato all'interno di un articoletto sulle letterature dell'India. L'articolo poi non è uscito del tutto, e allora ecco qui questa piccola intervista.  Dhananjay Ghosal è stata la mia guida "turistica" a Calcutta e nel Bengala, ma soprattutto è stato (ed è sempre di più) la mia guida spirituale in quello splendido e sconfinato territorio che è la letteratura bengalese.  Dhananjay ha scritto varie raccolte di poesie e romanzi in bengalese (ed è stato scelto come uno dei rappresentati della letteratura bengalese l'anno scorso al Salone del libro di Torino, dove ci siamo conosciuti). Se avete altre domande non esitate a chiedere! Parlaci di te: che cosa hai scritto e quali sono i tuoi temi preferiti? Scrivo poesie...

Tagore e i Baul

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"Mi accadde un giorno di ascoltare il canto di un mendicante appartenente alla setta bengalese dei Baul. Ciò che mi colpì nel semplice canto di quel mendicante fu la religiosità che esprimeva, né grossolanamente concreta per l'eccesso di crudi dettagli realistici, né resa metafisica da una troppo rarefatta trascendenza.  Inoltre quel canto era vivo di una amicizia sincera. Esso parla dell'intenso desiderio del cuore per quanto di divino risiede nell'Uomo e non nel tempio, in scritture, immagini e simboli. Il credente rivolge il suo canto all'Uomo ideale dicendo: Templi e moschee ti sbarrano il cammino, ed io non posso udire il tuo richiamo, e non mi posso muovere, quando maestri e preti stanno rabbiosi tutti intorno a me. Egli non segue alcuna tradizione cerimoniale, piuttosto crede semplicemente all'amore. Secondo lui L'amore è pietra magica, che muta col suo tocco la brama in sacrificio. E prosegue: A causa dell'amore vuol far...

Baulsphere

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di Mimlu Sen Parigi, 1982. Mimlu Sen, l'autrice di questo libro, assiste al concerto di un gruppo di Baul, i menestrelli bengalesi approdati per quell'occasione fino alla capitale francese. La loro musica è per lei quasi magnetica: quelle canzoni la riportano immediatamente alle sue origini indiane, alla casa natale di Shillong quando sua madre le cantava le stesse melodie, a tutto il mondo bengalese che si è lasciata alle spalle per vivere una vita diversa e anticonformista a Parigi. E' da qual momento che inizia il suo viaggio nel mondo di questi menestrelli vagabondi e liberi come il vento, a fianco di Paban, uno dei musicisti conosciuti a Parigi. Un viaggio che durerà per il resto della sua vita e la porterà in giro per il Bengala rurale, seguendo festival religiosi, fiere agricole e visite agli ashram, sulle orme erranti della musica dei Baul. La narrazione che esplora il mondo dei Baul attraverso le esperienze personali ricorda alla lontana La stanza della mus...

Una sera nel mondo dei Baul

Come il suono del violino. Lirico e struggente, malinconico, mistico, classico e notturno. Ma che quando vuole diventa folk, gitano, scanzonato e un po’ pazzerello. Musicalmente non ha niente a che fare con il violino, che è solamente una metafora, ma la musica che ho sentito cantare da un Baul (menestrello bengalese) mi ha ricordato, nell’anima, quella di un violino. Folle e lirico, popolare e mistico. E’ notte fonda quando arriviamo con Dhananjay Ghoshal a Shantiniketan, il villaggio dove Rabindranath Tagore fondò un campus scolastico e universitario, ancora oggi molto attivo. Dhananjay, poeta e scrittore bengalese, è la mia guida letteraria e spirituale per il Bengala Occidentale: è lui che mi traduce dal bengali, è lui che mi introduce nel mondo dei Baul, che mi presenta ad altri amici scrittori, poeti e cantori di questo mondo bengalese in cui tutti sono poeti, in cui non esiste parlare per più di due minuti senza aver citato "Radindranath": il premio Nobel indiano,...

Tagore a Shantiniketan

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Primo post di questo blog scritto dalla terra indiana (anche se dopo un bel po' di tempo dal mio arrivo in India). Immediatamente arrivati a Calcutta e conosciuta la sua famiglia, Dhananjay Ghosal, il poeta che ci ospita nella città della gioia, ha affittato per noi una macchina e ci ha portato a Shantiniketan, villaggio universitario fondato da Tagore. Inizia qui il mio viaggio nella letteratura bengalese. Tagore è immenso, ma è solo la punta di un iceberg di un mondo che risuona di poesia e musica.  Di questo mondo incontriamo un amico di Dhananjay, un Baul, un "menestrello" (menestrello! che parola antica e sognante) che ci canta "canzoni folk bengalesi", appassionato e preciso. Assaporo l'intensità della musica, non capisco le parole e le scambio mentalmente con una delle mie poesie preferite di Tagore. La meraviglia che risveglia la vita. Credevo che il mio viaggio fosse giunto alla fine mancandomi oramai le forze. Credevo che l...