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Autobiografia di un indiano ignoto

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di R. Raj Rao Non è la prima volta che in un libro il protagonista vuole uccidere Salman Rushdie (d'altra parte sono in molti che lo vorrebbero uccidere).  In Piccolo soldato di Dio di Nagarkar era un aspirante terrorista islamico, nel primo racconto di questa raccolta di R. Raj Rao , con una simile dose di ironia, è un sosia di Rushdie che non ne può più di essere minacciato al posto suo. (A proposito di Dio, cioè di Salman Rushdie, come viene chiamato in questo racconto, butto lì qualche news dopo quelle di Jaipur: è in uscita un suo libro che racconta, appunto, della storia della sua condanna a morte, inoltre in autunno dovrebbe anche uscire il film tratto dai Figli della mezzanotte .) Ma questo è solo per dire che i riferimenti letterari indiani abbondano nelle pagine di questi 15 racconti, spesso sotto forma di critica della società letteraria. Racconti che scorrono ironici, beffardi, arguti e attenti a osservare i corpi delle folle indiane, i viaggi sui tren...

Il mio ragazzo

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di R. Raj Rao Yudi, giornalista freelance quarantenne, rimorchia "il suo ragazzo" nei cessi pubblici della stazione di Churchgate a Bombay, mentre è alla ricerca di qualche bel maschio in grado di soddisfarre i suoi appettiti (omo)sessuali. Ma l'incontro si trasforma presto in una storia d'amore tra i due, anche se, più precisamente, è in realtà Yudi che del giovane conosciuto per caso si innamora perdutamente. Yudi è un intellettuale di casta bramina, che vive da single in un appartamento in periferia a Bombay, va a mostre e appuntamenti, scrive articoli e nella sua eterofobia (si può dire? sul dizionario non c'è) schifa del tutto le donne, mentre Milind, "il ragazzo", è un giovane intoccabile che lavora come facchino e vive in una squallida stanza con i genitori e  i numerosi fratelli. Le differenze di casta vengono annientate dalla loro omosessualità: in pratica essere gay equivale per entrambi a essere fuori casta. Al contrario la differe...