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La figlia segreta

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di Shilpi Somaya Gowda Non mi stupisce che questo romanzo d'esordio di una scrittice cadanese di origini indiane sia già un best-seller: mescola con abilità certi ingredienti in grado di attirare lettori (ma soprattutto lettrici) affamati di sentimenti e di tematiche “esotiche”. Eccone alcuni: l'infanticidio femminile in India, la vita occidentale sicura ma senz'anima di contro alle follie indiane, le contraddizioni dell'India, Bombay e i suoi slum (la slum-lit in stile Millionaire colpisce ancora e io giuro che sto iniziando a rimpiangere Shantaram ), la maternità negata e il senso materno ( mom-lit ?), le relazioni umane nella famiglia occidentale e in quella allargata indiana.  Il romanzo è strutturato in brevi capitoli che alternano la vita indiana di Kavita, madre naturale di una bambina data in adozione, con quella della famiglia adottiva californiana. Una tecnica che rende la lettura coinvolgente e rapida, e su cui non ho assolutamente niente da ridire – ...