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Black ice (Kalo Barof)

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di Mahmudul Haque Parlare della Partizione senza parlarne Siamo subito trasportati dalle prime pagine, immediate, piacevoli e vivide, nel mondo dell'infanzia del protagonista. Un mondo dove il protagonista si succhia il pollice, si innamora di una ragazza che parla ai pesci e agli uccelli, non vuole andare a scuola, interagisce con i personaggi del vicinato: una vecchia a cui rubare la frutta, la madre credulona, gli amici dei genitori visti con la fantasia di un bambino. Ma presto capiamo che ora niente è più come prima.  Capiamo che è il nostro protagonista che sta scrivendo della sua infanzia, sollecitato da un amico, e che a ogni capitolo dedicato all'infanzia ne seguirà uno ambientato nel presente.  In questo intervallarsi di presente e passato, seguiamo così la storia di Abdul Khaleq, prima un bambino vivace e simpatico in un sobborgo di Calcutta, ora un insegnante in un college decadente in un villaggio di provincia del Bangladesh, un uomo poco espansi...

Per saperne un po' di più della letteratura del Bangladesh (seconda parte!)

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Eccomi qui a continuare il riassunto del talk di Mahmud Rahman sulla letteratura del Bangladesh. (La prima puntata è qui ). Era venuto il momento di parlare in particolare di tre scrittori, a loro modo rappresentativi, e quindi eccoli qua. ------------------------------------------------     Mahm udul Haque     Mahmud Rahman ha una vera e propria passione per Mahmudul Haque : inizialmente è stato affascinato da una sua intervista, poi dai suoi libri - divorati - e in fine anche dalla sua persona. Ha deciso così di tradurre un suo libro e di andarlo a conoscere. Il primo incontro, nella sua casa piena di mobili, è diventato una conversazione di cinque ore, solo la prima di molte altre. La biografia di Mahmudul Haque è quella di uno scrittore emerso nel periodo post-Partizione: tre anni dopo la Partizione , a 10 anni, si spostò con la famiglia dalla periferia di Calcutta a Dhaka. Da qui, una volta scappò da casa per tornare a Calcutta, delus...