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Visualizzazione dei post con l'etichetta Kerala

Squame

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di Clara Nubile La vita è ovunque, in India. Nelle baraccopoli, che fanno "ciao ciao" con la mano quando ci si passa accanto in treno. Nel monsone, che "ci spia dal balcone ". Nel cielo, che "si trucca con bacche e cardamomo ".  Tutto è vivo. Non si capisce se sia la natura a imitare l'uomo o viceversa, ma forse questa distinzione non ha senso: tutto è metamorfosi, ogni parola è una metafora. Le persone e le cose che popolano il mondo sono semplicemente una mimesi degli stessi identici sentimenti, precari e clandestini. E Bombay, di questa India, ne è l'anima: una città ammaliante e crudele. Una città di sigarette, corvi, cemento, mendicanti, clacson, fantasmi, dove ci si smarrisce in un tramonto color zucca e ci si ritrova in un urlo di maledizione. Una città che sa di nostalgia, anche quando ci sei dentro. Soprattutto quando ci sei dentro: la nostalgia del presente che sta in ogni istante diventando passato.  ...

India - Complice il silenzio

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di Luca Buonaguidi I miei taccuini indiani straripano di parole. Ogni volta che sono stata in India ho scritto diari, blog, appunti o altro ancora con una grande facilità. L'India, di suo sempre così prolissa, mi ha spinto a esserlo anche io, quasi a emularla. Immagini, suoni, rumori, persone, anime e animali. Parole, parole.   È invece esattamente l'opposto quello che succede nei versi indiani di Luca Buonaguidi raccolti nel libro India - Complice il silenzio.  Lì dentro c'è, appunto, silenzio. C'è solo l'essenziale. Sono versi limpidi, quasi eterni, nitidi e cristallini.  In questa raccolta Luca Buonaguidi racconta il suo viaggio che ha compiuto da solo e via terra nel 2013 attraverso Sri Lanka, India, Bhutan, Nepal, Tibet e Kashmir. Il suo diario di viaggio in versi è formato da 28 poesie, arricchite da alcune fotografie del viaggio, rigorosamente in bianco e nero, che descrivono la sua esperienza dell'India nella geografia del subcon...

Giorni indiani in Italia

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Le settimane sono passate veloci e io arrivo solo ora a raccontare i giorni passati con Rajeevan qui in Italia. Sono stati momenti importantissimi, che mi hanno dato la gioia di ospitare un amico, poeta, scrittore ed editore indiano a casa mia e di ricambiare almeno una volta tutta l'ospitalità infinita che ho ricevuto in India.  Insieme a lui c'era un medico congolese che faceva parte del suo stesso programma di studio qui in Italia: un'amicizia profonda fra India e Africa, nata sul lago di Como.  Ma la cosa più bella è stato vedere con i suoi occhi tutta la bellezza che c'è in Italia, di cui sono ben consapevole ma di cui a volte non so più riconoscere la meraviglia. Perdersi fra le calli veneziane, camminare lungo l'Arno, passeggiare in Piazza Maggiore tutta illuminata per il Natale.  Leggere nel suo, nel loro sguardo, l'esaltazione al sentir parlare di Brunelleschi, di Michelangelo, di Giotto, di Marco Polo, di tutta la storia e di tutta l'...

10 anni dopo

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Il tempo, i tempi. Ci sono cose che hanno tempi diversi dai nostri, da quelli che ci aspettiamo, da quelli che vorremmo, dal nostro "tutto e subito". I semi piantati crescono, a distanza di anni, o di decenni. Anche quando ormai ci abbiamo rinunciato e abbiamo stabilito che ormai "non è più tempo". Ma alla fine il tempo non lo decidiamo noi. Ho conosciuto Rajeevan 10 anni fa, a Calicut in Kerala, nel campus dell'università, a un pranzo in una capannetta di adivasi vicino a un fiume. Lui era il direttore di una piccola casa editrice, Yeti books, un poeta in lingua malayalam e in inglese.  Abbiamo parlato di letteratura, poesia, teatro, di India, di religione, di tante cose. Lui ha provato a venire in Italia una volta che era in Croazia, ma gli hanno rifiutato il visto. Ho fatto da garanzia per farlo venire qua, giurando per iscritto che se lui diventava un clandestino io andavo nei guai. Gli hanno respinto nuovamente il visto. Ho provato a...

Una luna nuova dal Kerala

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E' appena uscita in India una nuova traduzione in inglese di Indulekha , il primo e più importante romanzo in lingua malayalam, scritto da O. Chandu Menon nel 1889. Ecco qui un brevissimo riassunto, mentre per ogni ulteriore informazione sul romanzo rimando a questo mio post , riferito alla traduzione inglese di Anitha Devasia pubblicata dalla Oxford University Press. Indulekha è la storia di due giovani colti, intelligenti e di idee moderne che si vorrebbero sposare, anche se su di lei ha messo gli occhi un ricco bramino che la vuole per moglie tramite una particolare forma di contratto matrimoniale in uso all'epoca in Kerala.  Il libro, ispirato ai romanzi di costume inglesi, denuncia l'ipocrisia della società feudale e maschilista del tempo ed è il romanzo che rese il malayalam una lingua letteraria (per questo l'avevo impropriamente accostato ai Promessi sposi !). La nuova traduzione, di Premkumar, è in realtà "abridged": alcune parti sono state rid...

Khasakkinte Itihasam (The legends of Khasak)

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di O.V. Vijayan (1930-2005) Khasakkinte Itihasam è un capolavoro. Pubblicato dopo dodici anni di lavoro nel 1968 su un settimanale in lingua malayalam e nel 1969 in un libro vero e proprio, è una delle opere fondamentali della letteratura malayalam moderna. Originariamente scritto in malayalam, O.V. Vijayan stesso lo tradusse o, meglio, lo riscrisse e reinventò, in inglese solo nel 1994, con il titolo The Legends of Khasak . Khasak è il nome del paesino nel quale è ambientato il romanzo, che corrisponde al villaggio di Thasarak nell'interno del Kerala, dove realmente l’autore visse per un periodo.  A Khasak noi arriviamo insieme a Ravi, un ragazzo giovane e moderno mandato a insegnare nella prima vera scuola del villaggio. Non che a Khasak non ci fossero scuole del tutto, ma le uniche presenti erano la madrasa per i musulmani e la scuola dell'astrologo indù, tanto che una scuola pubblica sembra una rivoluzione volta sconvolgere la vita tradizionale del vill...

Password

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Contemporary Malayalam short stories a cura di Prem Kumar Continuo imperterrita con questa carrelata di autori malayalam vecchi e nuovi (poi prometto di smetterla). Questa volta siamo nel Kerala moderno, con autori per lo più giovani, fra cui molti esordienti : Password è un'antologia di racconti malayalam tradotti in inglese, curata (lo ammetto) da un mio caro amico. La casa editrice che l'ha pubblicata, Yeti Books, è una piccola casa editrice che pubblica autori indiani e internazionali che appartiene a un altro caro amico, Thacom Poyil Rajeevan . Ho quindi un evidente problema di conflitto di interessi, ma penso che se sia dichiarato non ci sia niente di male... E poi altrimenti mai e poi mai sarei venuta a contatto con questi autori e queste storie. I racconti sono brevi istantanee di un Kerala molto diverso da quello che ci è arrivato tramite altri autori (per esempio Arundhati Roy o Anita Nair), non magico, non favoloso, per nulla esotico. Questi giovani scritto...

Indulekha

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di O. Chandu Menon Due giovani sono innamorati, ma un nobile ricco e potente vuole lei in moglie, a tutti i costi. Ricorda qualcosa? No, non è I Promessi sposi , ma Indulekha . Il suo autore, O. Chandu Menon (1847-1899), lo scrisse nel 1889 e, anche se tecnicamente è il secondo romanzo in lingua malayalam, viene di fatto considerato il primo in ordine di importanza, quello che ha definito la narrativa malayalam moderna, che ha dato dignità letteraria alla lingua parlata nella vita di tutti i giorni, rompendo con la tradizione della lingua sanscritizzata fino ad allora usata in letteratura. Lei, Indulekha, è una giovane colta e determinata, un po' come il suo innamorato: intelligente, bello, istruito e di idee moderne. Il don Rodrigo in questione è un nambuthiri , un appartenente alla casta bramina, con tutti i privilegi possibili, letteralmente ricoperto d'oro, abituato a veder soddisfatto ogni suo desiderio. Il matrimonio che vorrebbe concludere con Indulekha è ...

Randamoozham (Second turn)

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di MT Vasudevan Nair Il Mahabharata secondo Bhima MT Vasudevan Nair è un altro degli scrittori in lingua malayalam (la lingua del Kerala) che ho letto in traduzione inglese. Più spesso chiamato semplicemente MT, scrittore, sceneggiatore e regista, è nato nel 1933 in un piccolo villaggio ed è uno degli autori contemporanei più amati in Kerala. Randamoozham (tradotto in inglese con Second turn ) è forse il suo capolavoro: l'autore reinventa la storia del Mahabharata, rivisitandola dal punto di vista di uno dei suo protagonisti, Bhima. Per far questo MT " legge fra le righe, espandendo i silenzi della narrazione ", trovando spazi e tempi per sentimenti nuovi fra la miriade di storie, digressioni e personaggi. Nel Mahabharata , il grande poema epico indiano, Bhima è il secondo dei Pandava, i cinque fratelli che combattono per il regno contro i cugini Kaurava nella grande lotta fra Bene e Male. Bhima è figlio del dio del vento e la sua caratteristica principale ...

Vaikom Muhammad Basheer

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Vaikom Muhammad Basheer è arrivato nella mia vita in un triste giorno d'inverno in Germania, uno di quei giorni in cui ti chiedi "ma cosa ci faccio qui" e sogni di essere Altrove. E' arrivato a sorpresa nella cassetta della posta, in una busta marrone consunta, con il suo libro di racconti Poovan bananas and other stories che odorava di India, anche se io ancora quell'odore non lo conoscevo perché in India non c'era mai stata. Me l'aveva mandato Prem, un amico indiano appena conosciuto per email che mi voleva far conoscere il suo scrittore preferito. Non sapevo chi fosse, né sapevo che da lì a pochi mesi, sempre grazie a Prem, avrei conosciuto sua figlia e parlato di lui, dei suoi libri e della sua vita, sorseggiando chai in una libreria di Calicut, in Kerala. Però mi è subito entrato nel cuore, portandomi per primo sulla spiaggia di Calicut, negli anni Trenta, dove i giovani gandhiani si facevano picchiare ne...

Kamala Das

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È da un po’ che volevo tornare dove per me tutto iniziò, in Kerala, e scrivere di Kamala Das, poetessa e scrittice in inglese e in malayalam. Volevo tornare in quella calda mattina all’università di Calicut, passata a parlare per ore con Sreeta, una dottoranda immersa nei suoi studi sui poeti contemporanei del Kerala. Ricordo che Sreeta mi disse: se ti potessi fare un solo nome, fra tutti i miei poeti, senza dubbio sarebbe quello di Kamala Das. Mi è giunta solo ora la notizia che la poetessa indiana è morta domenica scorsa, il 31 maggio, a 75 anni, in un ospedale di Pune. Nata in Kerala nel 1934 da una famiglia indù, Kamala Das venne data in sposa a 16 anni a cugino più anziano di lei con cui si trasferì a Calcutta. Personalità controversa e rivoluzionaria, descrive nei suoi racconti e nelle sue poesie le emozioni intime e intense di una donna indiana in una società in cui è difficile poter parlare dei propri sentimenti. Nel 1999 si è convertita all’Islam, fra critiche e scalpor...

Mahasweta Devi

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Draupadi è ora in piedi davanti a lui. Nuda, le cosce e il pube chiazzati di sangue rappreso. I seni, due ferite aperte. Cosa sta succedendo? sta per sbraitare. Dritta davanti a lui, con le mani sui fianchi, ride e dice: -L'oggetto della tua caccia, Dopdi Mejhen. Sei stato tu a dirgli di stuprarmi, non vuoi vedere come stati bravi? Adivasi. Ho conosciuto per la prima volta questo mondo cinque anni fa, nel mio primo viaggio in Kerala. Dovevamo andare a trovare uno scrittore che viveva con gli adivas i nell'entroterra del Kerala, sperduto in mezzo alle piantagioni di tè, e che scriveva nella loro lingua. Siamo arrivati fino a un certo punto, ma non abbiamo potuto proseguire oltre perché il governo aveva bloccato l'ingresso agli stranieri nella zona per questioni di sicurezza. Pochi giorni prima erano successi dei fatti violenti , iniziati con una protesta degli adivasi e finiti nel sangue con l'intervento della polizia. E' da allora che ho iniziato ad interessarm...

Arundhati Roy

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Ovvero la mia prima volta in Kerala (poi ce se sono state tante altre...) “ Gli scrittori pensano di scegliere le loro storie dal mondo. Io mi sto convincendo che sia la vanità a farglielo credere. In realtà è esattamente il contrario. Sono le storie a scegliere gli scrittori. Sono le storie che si rivelano a noi. Ci affidano degli incarichi. Insistono per farsi narrare .” Così ho letto recentemente in un articolo di Arundhati Roy e penso che, almeno nel suo caso, sia proprio vero. Ormai sono in molti che invece conoscono la sua, di storia. Arundhati Roy pubblica libri tradotti in tutto il mondo, scrive su diversi giornali europei e americani, partecipa alla maggior parte dei festival letterari in giro per il mondo. Ma chi è veramente? La sua vita, dal nostro limitato e occidentale punto di vista, si può dividere in due: prima e dopo la vittoria del prestigioso premio letterario inglese Booker Prize nel 1997 grazie al romanzo Il Dio delle Piccole Cose , diventato un un caso lett...