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Quel treno per il Pakistan

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di Khushwant Singh "L'estate del 1947 non fu come le altre estati indiane. Quell'anno persino il tempo, in India, sembrava diverso. Faceva più caldo del solito e tutto era più secco e polveroso. E l'estate durò più a lungo. Nessuno ricordava un epoca in cui i monsoni erano giunti con tanto ritardo. Per settimane, le rare nubi produssero solo ombre. Niente pioggia. La gente continuò a dire che Dio li stava punendo per i loro peccati." Anche il clima in quella folle estate impazzì, scrive Khushwant Singh nell'incipit di uno dei romanzi indiani da me più amati, di cui (non so neanche io perché) non ho ancora parlato in queste pagine. Nell'estate del 1947, anno della Partizione che fece di India e Pakistan due nazioni indipendenti e nemiche, oltre al tempo impazzì anche la Storia, segnando ferite profonde ed epocali, dividendo comunità, causando milioni di profughi, di morti e di massacri, scatenando migrazioni di massa di musulmani verso il Pakistan e ...

La compagnia delle donne

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di Khushwant Singh Ovvero sesso libero e solitudine esistenziale “Quando un uomo invecchia, i suoi instinti sessuali migrano dal corpo alla testa. Ciò che avrebbe voluto fare da giovane, ma che non ha fatto per mancanza di tensione nervosa, per mancanza di corresponsione o di occasioni, ora lo fa nella sua mente.” Non è un caso quindi che a 84 anni Khushwant Singh abbia scritto un romanzo il cui protagonista è un uomo alla continua ricerca di donne disponibili. Sulla quarta di copertina è riporata una affermazione di Panorama: “Khushwant Singh è un indiano del Punjab, ma sembra un Bukowsky giovane”. Per fortuna questo romanzo non ha molto a che vedere con Bukowsky, nome troppo spesso usato (e abusato) ogni qual volta si parli di sesso o violenza. È vero che questo romanzo descrive una lunga serie di rapporti sessuali, ma l’analogia finisce qua. Khushawant Singh è molto più cinico, crudele e allo stesso tempo molto più equilibrato e sottile di Bukowsky. Se devo essere sincera, i...