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Visualizzazione dei post con l'etichetta Pakistan

Il libro dell'acqua e di altri specchi

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di Nadeem Aslam  L'immagine più bella di questo raffinato romanzo è quella di un libro, tagliato e mutilato con minuziosa violenza da un agente dei servizi segreti, per intimidazione. Un libro che analizza " come nella storia del mondo eventi tra loro lontani si fossero influenzati a vicenda " e che racconta come " storie e tradizioni si erano sempre mescolate, e in Oriente e in Occidente non c'era mai stato niente di puro ". È un libro scritto dal suocero della protagonista e ritrovato come per magia durante il tragico evento da cui si sviluppano le vicende del romanzo.  Questo libro fa capolino di tanto in tanto nella storia: la protagonista ha deciso di ricucirne le pagine con un filo d'oro, un po' come nella pratica giapponese del Kintsugi, in cui i cocci di oggetti rotti vengono saldati con l'oro.  Anche quando la situazione precipita, i personaggi passano il loro tempo a cucire le pagine del libro, come se volessero ricucire le loro ferite...

Poesie scelte

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di Kishwar Naheed Dopo quello di Moniza Alvi , ecco un altro bellissimo volumetto di poesie pubblicato dalla casa editrice Fuorilinea , che libro dopo libro stimo sempre di più (e di cui vi invito a sfogliare l'interessante catalogo, anche non indiano). Questa volta le poesie sono della poetessa Kirhwar Naheed , anche lei nata indiana (nel 1940) e diventata pakistana in seguito alla Partizione del 1947. Proprio come Manto , lo scrittore "nato indiano e morto pakistano" di cui ho tanto parlato in questo blog.  E come quelle di Manto, queste poesie sono scritte in lingua urdu, e in questo volumetto tradotte per la prima volta in italiano (da Cecilia Bisogni, che ha anche scritto l'interessante introduzione che inquadra la vita e le opere di Kirhwar Naheed).  Dopo aver assistito a soli sette anni agli orrori della Partizione, Kirhwar Naheed si trasferisce a Lahore nel 1949 insieme alla famiglia. Studia economia, ma sono i suoi interessi letterari a guidare le sue scelte ...

Al tempo della Partizione

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di Moniza Alvi È un poema che si legge un romanzo, con una narrazione dal ritmo incalzante, che si divora tutto di un fiato, per poi tornare a rileggere per assaporare meglio le immagini e le piccole parole capaci di disegnare interi mondi.  Sono versi asciutti, veloci, minimali, che riescono con poco a descrivere molto, moltissimo, anche troppo. Che conquisteranno anche chi non è abituato a leggere poesia.  Moniza Alvi è una poetessa nata a Lahore nel 1954 da padre pakistano e madre inglese, e arrivata a pochi mesi in Inghilterra. Il suo  Al tempo della Partizione , pubblicato in Gran Bretagna in lingua inglese nel 2013, è una sorta di resa dei conti della sua vicenda familiare, che affonda le radici in uno dei momenti più assurdi della storia del subcontinente: quello della Partizione. Nel 1947 India e Pakistan diventano due nazioni indipendenti e i politici tracciano la linea del loro confine. La nonna di Moniza Alvi è musulmana e abita a Ludhiana, in India; è costrett...

Pakistan Graffiti

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di Shandana Minhas Il ritmo incalzante del traffico di Karachi, l'immediatezza dei graffiti e delle scritte dipinte sul retro dei risciò, il tono graffiante e metropolitano di una città che è "una puttana costruita da uomini e governata da uomini per soddisfare uomini". Tutto questo nel racconto in prima persona di una giovane donna in coma dopo un incidente automobilistico per le strade di Karachi, "con la sua miriade di fragranze, i vecchi armoniosi edifici e nuovi sfacciati caseggiati, i rari vialoni che elemosinano velocità, quella città che una volta appariva così bella e vibrante, così elettrizzante e piena di lusinghe, che sembrava diventata minacciosa e sordida". Della protagonista del libro che ci racconta la sua storia,  Ayesha Siddiqui,  impareremo a capire tutto, un po' alla volta.  Dal coma, senza alcun controllo sul corpo ma con la mente lucida, sarà lei a dirci tutto: ripercorreremo la sua vita e impareremo ad apprezzare la su...

Mappe per amanti smarriti

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di Nadeem Aslam Comincia benissimo, questo  bel romanzo  di Nadeem Aslam, autore pakistano che vive in Inghilterra dall'età di 14 anni. Comincia con una dedica a  Faiz Ahmed Faiz , uno dei miei poeti preferiti al mondo, che dice: Per mio padre che fin dall'inizio, tanti anni fa, mi consigliò  di scrivere sempre d'amore  e per   Faiz Ahmed Faiz 1911-1984 e  Abdur Rahman Chughtai 1894-1975 due maestri che, ciascuno a modo suo, mi hanno insegnato  cos'altro sia degno d'amore (Abdur Rahman Chughtai è un artista pakistano i cui dipinti sono perfettamente in sintonia con lo stile di questo libro, sarebbe stato meraviglioso averne messo uno in copertina.) Si capisce poi, fin dalle prime pagine, che Nadeem Aslam ama la poesia e cura anche il più piccolo dettaglio. È uno scrittore che si prende tutto il tempo per descrivere lo sciogliersi dei fiocchi di neve durante la prima nevicata della stagione ("fiocchi d...

Cinque consigli di romanzi pakistani

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Anche se il Pakistan non è ancora entrato fra le mete dei miei viaggi, ma solo fra le mie letture e un bel po' nella mia fantasia, mi sembra giusto dedicare anche a lui un post con i consigli di libri da leggere. Ecco quindi, a grande richiesta (!), i miei 5 consigli di romanzi pakistani da leggere (per l'India 10 e per il Pakistan solo 5? Sì, conosco meno autori e le traduzioni sono molte meno, purtroppo). 1 Altre stanze, altre meraviglie (Daniyal Mueenuddin) Di cosa parla È una raccolta di racconti, spesso di grande tenerezza e dal finale amaro, che ruotano intorno alla figura di K. K. Harouni, un latifondista del Punjab pakistano, e al suo mondo feudale sempre più minacciato dagli interessi dei nuovi industriali. Perché leggerlo Perché descrive il mondo rurale del Pakistan con una grande grazie nella scrittura: un mondo di proprietari terrieri, feudale, ingiusto e in decadenza, ma ancora fortemente determinato e potente. Consigliato a chi ama i ra...

La vergogna

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di Salman Rushdie La vergogna sta al Pakistan come I figli della mezzanotte sta all'India. Così come I figli della mezzanotte   raccontava dell'India che, ottenuta l'indipendenza dagli inglesi, in una sola notte diventa una nazione con tutti i suoi difetti e tentennamenti, allo stesso modo La vergogna lo fa con il Pakistan. Così come il Pakistan è meno popoloso dell'India, le pagine della Vergogna sono meno numerose, come se fosse un fratello minore, e l'intreccio è leggermente meno complesso, anche se lo stile pieno di digressioni, intrecci e personaggi è quello inconfondile di Rushdie. La vergogna è meno monumetale del suo fratello maggiore, come se i colori, le statue di mille divinità e i numerosi livelli di un tempio hindu si fossero trasformati nell'archittettura di una moschea pakistana, pur sempre ricca di intarsi, fronzoli e ricami. È un romanzo più cupo, più sarcastico, più politico, meno famoso e più folle.  L'avevo...

Questa notte è un albero di dolore

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Dopo tanto che non scrivo, rifaccio capolino da questo blog.  Proprio mentre sognavo un viaggio in quelle terre, la tragedia di Peshawar mi ha riportato con grande tristezza a cercare qualche parola fra i poeti pakistani che tanto ho amato, a sfogliare le pagine di libri ingialliti, pieni di amore e dolore. Ho ritrovato questa poesia di Faiz Ahmad Faiz , poeta pakistano in lingua urdu, che posso solo trascrivere senza aggiungere altro. (La traduzione è di Alessandro Bausani) Incontro Questa notte è un albero di dolore un dolore grande, più di te, più di me, più grande, e nei suoi rami ci sono migliaia e migliaia di carovane di stelle, con le fiaccole in pugno, e attorno sperduti mille chiari di luna: nell'ombra tutta la luce loro hanno pianto.  Questa notte è un albero di dolore un dolore grande, più di me, più di te. Ma dall'albero di questa notte  son cadute, pallide foglie, questi pochi attimi, che  nelle tue trecce impigliati son fiori ...

Come diventare ricchi sfondati nell'Asia emergente

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di Mohsin Hamid Amore o denaro? Che cosa conta di più nella vostra vita? E nell'Asia emergente? Leggere questo libro mi ha fatto venire in mente uno dei miei giorni passati ad Akanksha , un'associazione indiana che si occupa dell'istruzione dei bambini degli slum di Bombay e di Pune. La storia è raccontata in questo vecchissimo post , ma in pratica la domanda dell'insegnante alla classe era: conta di più l'amore o il denaro? Le risposte dei bambini che vivono negli slum di Bombay, nel cuore pulsante dell'Asia emergente, sono state chiarissime: il denaro. Senza quello non si va da nessuna parte. E così lo scrittore pakistano Mohsin Hamid, autore del Fondamentalista riluttante (a proposito: qualcuno ha visto il film tratto dal libro? io non ci sono ancora riuscita...), sulla scia di questa certezza, scrive un libro brillante e originale nello stile, con l'espediente di essere un libro di self-help, di autoaiuto, come quelli per smettere di fum...

Imperi dell'Indo

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La storia di un fiume di Alice Albinia È un viaggio che ho sognato anche io, un giorno sulle sponde dell'Indo ad Alchi, in Ladakh, quello di poter percorrere il fiume fino alla foce nel Mare Arabico, lasciandosi portar via dalla sua corrente impetuosa che dona angoli verdi di vegetazione in un deserto d'alta montagna. Alice Albinia , giovane giornalista inglese, ha fatto invece questo viaggio a ritroso, controcorrente, dalla foce fino alle sorgenti dell'Indo.   L'Indo è il fiume che ha dato il nome all'India e all'induismo, ma che oggi per la maggior parte scorre in Pakistan, un fiume che ha visto le prime città del mondo, che ha attratto conquistatori assetati e lungo cui sono passate le principali religioni e civiltà del subcontinente, un "fiume selvaggio e magnifico, moderno, storico e preistorico", anche se oggi viene continuamente messo in pericolo dall'incuria dell'uomo e dalle dighe. Leggere Imperi dell'Indo , pubblica...

Thinner than skin

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di Uzma Aslam Khan Eccomi, rieccomi! Riprendo il blog dopo questa lunghissima pausa, sperando che qualcuno passi ancora di qua, per tornare questa volta non in India ma in Pakistan e parlare di un gran bel libro, Thinner than skin di Uzma Aslam Khan . Non è ancora stato tradotto in italiano, ma spero proprio che lo sarà presto.  Thinner than skin è una bella storia ambientata nella Kaghan Valley, regione pakistana di una bellezza rara e incontaminata, fra ghiacciai, popolazioni nomadi, laghi freddi e profondi. Della vicenda abbiamo tre punti di vista: quello di Nadir, un fotografo pakistano che vive negli Stati Uniti e che insieme alla sua compagna Farhana intraprende un viaggio fra i ghiacciai del Pakistan. Nadir andrà per fotografare qualcosa che soddisfi il gusto americano, che vuole bazar e mendicanti come immagine stereotipata del Pakistan, mentre Farhana studierà i ghiacciai nel nord del Pakistan ma soprattutto andrà alla ricerca del paese in cui è nato s...

Trasgressione

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di Uzma Aslam Khan L'ho letto subito dopo aver finito Mehwish parla al sole : Trasgressione è il precedente di romanzo di Uzma Aslam Khan , pubblicato nel 2003. Anche in questo caso, ho pensato: che brave queste scrittrici pakistane, che riescono a parlare di argomenti importanti e ambiziosi senza mai cadere nel banale né nella pura e semplice denuncia. Che brave, al plurale, perché in qualche modo ho associato questi romanzi a quelli di Kamila Shamsie , in cui la geografia si combina alle storie dei personaggi, che in tutti i casi amiamo fin da subito, non appena incontrati. Soprattutto bei personaggi, quindi, da cui è facile farsi accompagnare nel mondo della società pakistana e delle vicende violente di cui è fatta la sua storia. E nel caso di Trasgressione il parallelo è ancora di più evidente: è ambientato nella stessa Karachi di Kartografia , una città violenta e assurda, eppure in qualche modo, almeno a leggerne, attraente e sanguigna. Siamo nei primi ...

Mehwish parla al sole

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di Uzma Aslam Khan La geometria di Dio Ambientato fra Islamadab e Lahore, questo romanzo racconta la storia di due sorelle, a partire dalla fine degli anni Settanta per arrivare fino agli anni Novanta, sullo sfondo di un Pakistan difficile e insicuro che vuole imporre alla società un'idea distorta di religione. Detto così può sembrare davvero banale, la solita storia delle donne e l'islam. Invece no, è un romanzo molto intelligente, profondo, originale, ben scritto, e del tutto lontano da stereotipi e luoghi comuni.  E' nelle prime pagine del romanzo che la piccola Amal partecipa agli scavi nel Salt Range pakistano insieme al nonno Zahoor, paleontologo, scienziato e libero pensatore, e a soli otto anni scopre un fossile, un osso a forma di S . E' un indizio della struttura del cane-balena che il nonno sta cercando: un mammifero di transizione tra la moderna balena e un antenato simile a un lupo, che un tempo nuotava nell'Oceano Tetide . Ed è ...