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L'Isola dei fucili

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di Amitav Ghosh L'ultimo libro di Amitav Ghosh, L'Isola dei fucili , è la continuazione reale e ideale del romanzo Il paese delle maree del 2004. Reale, in quanto i personaggi sono proprio gli stessi, fotografati anni dopo la vicenda descritta nel Paese delle maree . I deale perché è la storia parte dai cambiamenti avvenuti nelle  Sundarban, l'enorme ecosistema alla foce del Gange che si sviluppa  in un labirinto di corsi d'acqua, isole, canali e foreste di mangrovie. (Non preoccupatevi però: anche se non avete letto il Paese delle maree , potete tranquillamente leggere L'Isola dei fucili senza che vi manchino dei pezzi.) Ma il nuovo romanzo è soprattutto il seguito ideale della Grande cecità , il saggio del 2016 in cui Ghosh rimprovera alla cultura di non saper parlare dei cambiamenti climatici e di non essere stata capace di costruire un immaginario forte su questo tema (anche se, a distanza di tre anni, l'immaginario è già molto cambiato). N...

Intervista a Dhananjay

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Ancora storie bengalesi Tanto per restare in tema e continuare con altre storie bengalesi dopo avervi già abbondantemente annoiato con gli ultimi post su Tagore , qualche tempo fa avevo chiesto al mio amico Dhananjay di essere intervistato all'interno di un articoletto sulle letterature dell'India. L'articolo poi non è uscito del tutto, e allora ecco qui questa piccola intervista.  Dhananjay Ghosal è stata la mia guida "turistica" a Calcutta e nel Bengala, ma soprattutto è stato (ed è sempre di più) la mia guida spirituale in quello splendido e sconfinato territorio che è la letteratura bengalese.  Dhananjay ha scritto varie raccolte di poesie e romanzi in bengalese (ed è stato scelto come uno dei rappresentati della letteratura bengalese l'anno scorso al Salone del libro di Torino, dove ci siamo conosciuti). Se avete altre domande non esitate a chiedere! Parlaci di te: che cosa hai scritto e quali sono i tuoi temi preferiti? Scrivo poesie...

Il paese delle maree

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di Amitav Ghosh Ha il ritmo dolce e altalenante delle maree, questo romanzo di Ghosh, diviso fra presente e passato, fra alta e bassa marea, fra ricerca scientifica ed emozioni primordiali, fra mare e fiume, fra le storie dei due protagonisti, Piya e Kanai, che si alternano pagina dopo pagina. Fino a quando l'alta e la bassa marea non si confondono, fino quando anche queste due storie si incontrano, si fondono insieme come fa l'acqua dolce con quella salata, quella che viene dal Gange con quella del golfo del Bengala, proprio là dove il fiume sacro incontra il Brahmaputra prima di sfociare in mare e si trasforma in un labirinto di corsi d'acqua, isole e canali, in mezzo alle foreste di mangrovie, dove le tigri attaccano gli uomini, dove gli uomini pescano granchi e dove anche il passato doloroso e il fluire della storia danno un senso al presente. E' in questo luogo particolare, i Sundarbans, che Piya, una cetologa americana di origini indiane, è venuta ...