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Visualizzazione dei post con l'etichetta Bombay-Mumbai

L'ombra della montagna

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di Gregory David Roberts Dopo il successo planetario di Shantaram , Gregory David Roberts ha impiegato 10 anni per scrivere il seguito. Più volte annunciato e poi rimandato, è finalmente arrivato in libreria alla fine del 2015, con il titolo L'ombra della montagna . Ora.  Sapete che io non sono una grandissima fan di Shantaram. Quindi forse non sono neanche la persona giusta per dire la mia su questo attesissimo seguito, ma non posso mica far finta di niente. E quindi ecco i miei due cents sull' Ombra della montagna . Di Shantaram avevo amato moltissimo la capacità di coinvolgerci e di portarci in luoghi dell'India e del mondo impensabili per noi comuni mortali: il carcere, lo slum, un bordello, la mafia, la guerra in Afghanistan. Avevo amato la personalità di Gregory Roberts, e quindi di riflesso anche quella del suo romanzo, il suo essere eccezionale e sempre sopra le righe, capace di tutto e di più: il nostro protagonista e narratore è quasi un su...

Le torri del silenzio

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di Cyrus Mistry Con Le torri del silenzio entriamo nella piccola comunità indiana dei parsi, la minoranza di fede zoroastriana arrivata dalla Persia nell'Ottavo secolo. Una società dalle regole rigide, che ha sempre cercato di non farsi contaminare dalla maggioranza indiana e preservare il più possibile le sue tradizioni. (Se vi interessa saperne di più sulla loro storia, potete leggere questo mio articolo su India In Out ) Il romanzo di Cyrus Mistry ci porta all'interno di quello che è forse l'aspetto più famoso della comunità parsi: i riti funerari. La tradizione parsi impone di dare in pasto agli avvoltoi i cadaveri dei defunti, e le torri del silenzio sono appunto i luoghi designati per questo rituale. Gran parte della narrazione si svolge a Bombay nell'India degli anni Quaranta, subito prima dell'Indipendenza, anche se c'è una parte in cui il narratore rievoca la sua infanzia e una in cui arriva ai giorni nostri, come una specie di epilogo. ...

Squame

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di Clara Nubile La vita è ovunque, in India. Nelle baraccopoli, che fanno "ciao ciao" con la mano quando ci si passa accanto in treno. Nel monsone, che "ci spia dal balcone ". Nel cielo, che "si trucca con bacche e cardamomo ".  Tutto è vivo. Non si capisce se sia la natura a imitare l'uomo o viceversa, ma forse questa distinzione non ha senso: tutto è metamorfosi, ogni parola è una metafora. Le persone e le cose che popolano il mondo sono semplicemente una mimesi degli stessi identici sentimenti, precari e clandestini. E Bombay, di questa India, ne è l'anima: una città ammaliante e crudele. Una città di sigarette, corvi, cemento, mendicanti, clacson, fantasmi, dove ci si smarrisce in un tramonto color zucca e ci si ritrova in un urlo di maledizione. Una città che sa di nostalgia, anche quando ci sei dentro. Soprattutto quando ci sei dentro: la nostalgia del presente che sta in ogni istante diventando passato.  ...

India - Complice il silenzio

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di Luca Buonaguidi I miei taccuini indiani straripano di parole. Ogni volta che sono stata in India ho scritto diari, blog, appunti o altro ancora con una grande facilità. L'India, di suo sempre così prolissa, mi ha spinto a esserlo anche io, quasi a emularla. Immagini, suoni, rumori, persone, anime e animali. Parole, parole.   È invece esattamente l'opposto quello che succede nei versi indiani di Luca Buonaguidi raccolti nel libro India - Complice il silenzio.  Lì dentro c'è, appunto, silenzio. C'è solo l'essenziale. Sono versi limpidi, quasi eterni, nitidi e cristallini.  In questa raccolta Luca Buonaguidi racconta il suo viaggio che ha compiuto da solo e via terra nel 2013 attraverso Sri Lanka, India, Bhutan, Nepal, Tibet e Kashmir. Il suo diario di viaggio in versi è formato da 28 poesie, arricchite da alcune fotografie del viaggio, rigorosamente in bianco e nero, che descrivono la sua esperienza dell'India nella geografia del subcon...

Diluvio di fuoco

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di Amitav Ghosh E finalmente siamo arrivati nel cuore della guerra dell’oppio. Diluvio di fuoco è l'ultimo romanzo della trilogia di Ghosh, dopo Mare di papaveri e Il fiume dell'oppio .  Ho letto alcuni commenti in rete che dicono che si potrebbe leggere senza aver letto gli altri due: no, assolutamente no, non fatelo.  L’unico che si potrebbe leggere come romanzo a se stante è il secondo, Il fiume dell’oppio , che è quasi una parentesi storica, ma non avrebbe comunque alcun senso. Diluvio di fuoco riprende alcuni dei personaggi dei romanzi precedenti e ne aggiunge di nuovi. Seguiamo quattro storie parallele, che come già sappiamo tanto parallele alla fine non saranno.  Due sono nostre vecchie conoscenze: Neel, il raja caduto in rovina, che dopo le sue disavventure approda alla sponda cinese e registra in un diario tutti i passi che porteranno alla guerra, e Zachary Reid, il commissario di bordo americano, di cui seguiremo prima i suoi incont...

L'ultima canzone

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di Siddharth Dhanvant Shanghvi "In questa vita, mia cara, non c'è pietà". Non abbiamo dubbi della spietatezza del destino fin dalle prime pagine del libro, quando una madre saluta sua figlia, destinata a un ottimo matrimonio, con queste parole. E ne saremo consapevoli per tutte le pagine dell' Ultima canzone , il romanzo d'esordio di Siddharth Dhanvant Shanghvi. È una storia esuberante, sensuale e dolorosa, di una famiglia nell'India degli anni Venti, scritta in modo particolare, con un linguaggio pieno di metafore, esuberante a sua volta, ridondante e affascinante come un lussureggiante giardino tropicale dopo le piogge monsoniche. (Ma io, che pure amo un stile barocco - tipo Rushdie - l'ho trovato un po' lezioso e talvolta eccessivo.) All'inizio la protagonista è la bella Anuradha, che lascia la sua famiglia di Udaipur per sposare Vadhmaan, un giovane medico di Bombay. Tutto sembra funzionare alla grande: un matrimon...

Belle per sempre

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di Katherine Boo Questo libro mi è arrivato direttamente dall'India, consigliatissimo da amici indiani. C'era un minimo dubbio da parte mia però: un'americana che descrive la vita degli slum di Bombay. Certo, l'argomento degli slum a me interessa tantissimo, ma... E invece no, è proprio un bel libro, scritto da un'autrice premio Pulitzer, che va dritto al cuore dei problemi degli slum, senza giudizi, senza interpretazioni, senza mai parlare di se stessa. Solo nella postfazione (che si potrebbe leggere meglio come introduzione), Katerine Boo racconta che cosa è stata la sua esperienza di vivere in uno slum per quattro anni, dal 2007 al 2011, e cosa vuol dire nascere in uno slum, con queste parole: "Da una distanza di sicurezza è facile scordare il fatto che in questi slum, nei bassifondi governati dalla corruzione dove persone sfinite si contendono il poco che c'è in uno spazio risicato, è dolorosamente difficile essere buoni.  ...

La morte di Mister Love

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di Indra Sinha Un capitolo della Città color zafferano , di cui parlavo nell'ultimo post, è dedicato al caso Nanavati , che fece molto scalpore in India alla fine degli anni Cinquanta e che finì con l'assoluzione di Kawas Manekshaw Nanavati, incriminato dell'omicidio dell'amante della moglie.  Nella Città color zafferano non si parla tanto del caso in sé, ma più che altro di come la città di Bombay ha reagito e di come la stampa lo ha trattato, visto che è stato un caso che ha sconvolto e appassionato l'intera nazione. E' così che mi è ritornato alla mente La morte di Mister Love , il primo romanzo di Indra Sinha, autore che ho tanto amato per Animal al punto che il povero Mr Love è finito un po' in secondo piano e non ha mai avuto un suo post. Rimedio, anche perché quando l'ho letto (ormai molti anni fa), l'ho letteralmente divorato in una domenica di sole (in una domenica di pioggia sono capaci tutti...) ed è giusto rendergli giust...

La città color zafferano

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Bombay fra metropoli e mito di Gyan Prakash Sono ormai rimasta indietro con il blog da mesi: chiedo umilmente perdono a tutti i lettori (se ancora ce ne sono!). Cercherò di smaltire un po' di libri che aspettano un post da mesi, forse da anni. Cominciamo con quello che, poverino, ho lasciato più indietro, giusto per ritornare subito in uno dei luoghi del cuore: Bombay.  La città color zafferano è una biografia di Bombay, scritta non da un suo cittadino ma da chi l'ha vissuta come città del mito e del sogno, come città dell'oro. Gyan Prakash, oggi professore di storia a Princeton, racconta la storia di una metropoli con le radici nel colonialismo, nella modernità e nel capitalismo, che vive di cinema e letteratura, ma sempre con una doppia visione: quella cosmopolita dell'élite alla moda, che si esprime con architetture moderne e urbanistica all'avanguardia, e quella invece dei diseredati, dei poveri e dei lavoratori, che sono poi quelli che mante...

Narcopolis

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di Jeet Thayil "Bombay, la città che ha cancellato la sua storia cambiando nome e alterando chirurgicamente il proprio volto, è l’eroe o l’eroina di questo racconto, e siccome sono io a narrarlo e voi non sapete chi sono, diciamo che arriveremo al dunque, ma non subito, perché adesso possiamo prendercela comoda, c’è abbastanza tempo, possiamo accendere la lampada e aprire la finestra alla luna e sognare per un momento una città grande e distrutta, perché sul fare del giorno dovrò smettere, questi sono racconti notturni che svaniscono alla luce del sole come polvere di vampiro – aspetta, accendi come si deve, sì, tienimi ferma sulla lampada, con calma, innanzitutto un bel tiro, spingi il fumo in fondo ai polmoni, bene così, santo cielo, e un altro tiro per le narici, e qualcosa di dolce per la bocca, e adesso possiamo cominciare dall’inizio, la prima volta da Rashid, quando i ricami di fumo azzurro della pipa sono passati dal sangue agli occhi, dentro di me poi fu...

L'ultimo uomo nella torre

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di Aravind Adiga Siamo in quella Bombay o Mumbai che corre sempre più veloce per costruire il nuovo senza lasciare spazio al vecchio. In quella Mumbai dove il terreno vale oro, dove con i soldi si può comprare tutto e dove la speculazione edilizia è un'arma a doppio taglio che crea e distrugge. Siamo a Vakola (per chi conosce Bombay, nella zona di Santacruz), nella torre A della Vishram Society, un condominio "assolutamente, impeccabilmente pucca ", abitato da gente della classe media; e qui davvero si può dire "media" nel senso che sta proprio a metà, fra gli slum che si pedono a vista d'occhio e il lusso sfrenato e scintillante dei nuovi ricchi.   Gli abitanti del condominio sono insegnanti, agenti immobiliari, assistenti sociali. Condividono il rumore dell'aeroporto, la mancanza di acqua corrente in molte ore del giorno, i muri scrostati che si gonfiano di umidità. Sono di religioni diverse, in un condominio degli anni Cinquanta che riflet...

Lo scrivano di Bombay

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di Anjali Joseph Eccomi di ritorno dopo una bella pausa fatta di storie, viaggi e libri giapponesi. Tornando ai miei amati libri indiani, segnalo l'uscita della prossima settimana dello Scrivano di Bombay , traduzione italiana (chiedo scusa ma davvero non so di chi!) del romanzo di esordio di Anjali Joseph, Saraswati Park , di cui avevo parlato qualche tempo fa dopo averlo letto in inglese. Il titolo italiano si riferisce a Mohan, uno dei protagonisti, che lavora di fronte all'ufficio postale scrivendo lettere e moduli per chi non sa scrivere. Un mestiere d'altri tempi. Rimando al post su Saraswati Park per le mie impressioni di lettura, e consiglio di leggerlo soprattutto per la sua storia intima, soffusa ed elegante, per le descrizioni di una Bombay fatta di angoli e di luce, di case e di quartieri della piccola borghesia urbana, per i personaggi descritti nella loro quotidianetà, nei loro piccoli sogni e nelle loro grandi incertezze. 

Autobiografia di un indiano ignoto

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di R. Raj Rao Non è la prima volta che in un libro il protagonista vuole uccidere Salman Rushdie (d'altra parte sono in molti che lo vorrebbero uccidere).  In Piccolo soldato di Dio di Nagarkar era un aspirante terrorista islamico, nel primo racconto di questa raccolta di R. Raj Rao , con una simile dose di ironia, è un sosia di Rushdie che non ne può più di essere minacciato al posto suo. (A proposito di Dio, cioè di Salman Rushdie, come viene chiamato in questo racconto, butto lì qualche news dopo quelle di Jaipur: è in uscita un suo libro che racconta, appunto, della storia della sua condanna a morte, inoltre in autunno dovrebbe anche uscire il film tratto dai Figli della mezzanotte .) Ma questo è solo per dire che i riferimenti letterari indiani abbondano nelle pagine di questi 15 racconti, spesso sotto forma di critica della società letteraria. Racconti che scorrono ironici, beffardi, arguti e attenti a osservare i corpi delle folle indiane, i viaggi sui tren...

L'età di Shiva

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di Manil Suri Lo dico subito: avevo molto amato il precedente romanzo di Manil Suri, La morte di Vishnu , una storia tutta vissuta all'interno di un condominio di Bombay nell'arco di tempo di una sola giornata. Ho poi scoperto sul forum di Anobii Un filo d'India (dove si discute di libri indiani) che invece la maggior parte dei lettori lo aveva trovato troppo confuso e inconcludente. Comunque sia, le mie aspettative erano sufficientemente alte (ma mica stratosferiche) nei confronti del suo secondo romanzo, L'età di Shiva , che è anche la seconda parte di una trilogia (la terza parte deve ancora arrivare, ma i tre romanzi non sono il seguito l'uno dell'altro: sono legati dai titoli, uno per divinità). A ogni modo, devo dire che le mie aspettative sono rimaste un po' deluse. Nonostante questo, mi sono comunque letta le 500 pagine tutte d'un fiato, ho apprezzato la storia che parte dagli anni Cinquanta e prosegue per i decenni muovendosi ...