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Questa notte è un albero di dolore

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Dopo tanto che non scrivo, rifaccio capolino da questo blog.  Proprio mentre sognavo un viaggio in quelle terre, la tragedia di Peshawar mi ha riportato con grande tristezza a cercare qualche parola fra i poeti pakistani che tanto ho amato, a sfogliare le pagine di libri ingialliti, pieni di amore e dolore. Ho ritrovato questa poesia di Faiz Ahmad Faiz , poeta pakistano in lingua urdu, che posso solo trascrivere senza aggiungere altro. (La traduzione è di Alessandro Bausani) Incontro Questa notte è un albero di dolore un dolore grande, più di te, più di me, più grande, e nei suoi rami ci sono migliaia e migliaia di carovane di stelle, con le fiaccole in pugno, e attorno sperduti mille chiari di luna: nell'ombra tutta la luce loro hanno pianto.  Questa notte è un albero di dolore un dolore grande, più di me, più di te. Ma dall'albero di questa notte  son cadute, pallide foglie, questi pochi attimi, che  nelle tue trecce impigliati son fiori ...

Una sera in prigione

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Non mi piace molto fare dei copia e incolla di poesie o testi e poi lasciarli da soli a vagare per il blog. Non che abbia niente in contrario a chi lo fa, è solo che non mi piace particolarmente farlo. Questa sera però non ho niente di meglio di una poesia da sbattere qui, che descrive perfettamente il mio stato d'animo, la mia condizione. "Sbattere" e "battere". Perché non è proprio un copia e incolla: l'ho battuta lettera per lettera sulla tastiera e così ogni parola è diventata più lunga, ogni lettera più gentile. E' del poeta urdu pakistano Faiz Ahmed Faiz . L'ha scritta nel 1953 mentre era in carcere. Io l'ho rubata da Le letterature del Pakistan di Alessandro Bausani (la traduzione dall'urdu è pure sua), da cui domani mi dovrò separare per riportarlo nella biblioteca in cui è solito abitare. Quindi è anche un po' un modo per dirgli addio. Ma soprattutto è un modo per ricordarmi che anche in prigione si vive e si sogna. ...