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The trial of the Mahatma

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di Matampu Kunjukuttan Ovvero l'esperimento venuto male Dicevamo degli esperimenti di Gandhi. Ma anche sua moglie e i suoi figli sono stati oggetti dei suoi esperimenti? E' stato giusto proibire al figlio gli studi in Inghilterra in nome della causa indiana, negandogli proprio ciò che il padre invece aveva avuto? E poi com'è che Gandhi, per diventare il Padre della patria, il padre di milioni di indiani, ha dovuto ripudiare proprio suo figlio? E' con questi interrogativi che The trail of the Mahatma , scritto in lingua malayalam e tradotto in inglese da Yeti Books, una piccola casa editrice indipendente del Kerala, affronta uno degli aspetti più problematici della vita di Gandhi, il rapporto conflittuale con il figlio maggiore Harilal . Su di lui, fra l'altro, è uscito un film proprio quando ero in India, Gandhi, mio padre (ma che per una serie di motivi non ho poi mai visto). Matampu Kunjukuttan, scrittore keralese che scrive solo in malayalam, fa raccontar...

The Story of my Experiments with Truth

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di Mohandas K. Ga ndhi La mia autobiografia preferita Proprio ieri ho risposto a un commento su Shantaram dicendo che non mi piacciono le autobiografie. Bene, mi contraddico subito. Dopo aver rivisto alcune scene del film su Gandhi, ho ripreso fra le mani la sua autobiografia, letta un bel po' di anni fa, e ho riassaporato il gusto delle sue parole. Il titolo italiano è " La mia vita per la libertà ", ma Gandhi aveva invece scritto una cosa profondamente diversa: " La storia dei miei esperimenti con la Verità ". Tutto un'altra cosa, considerando che per Gandhi la Verità era Dio. Gandhi la scrisse in gujarati, la sua lingua madre, negli anni Venti del Novecento, raccontando della sua infanzia, dei suoi studi in Inghilterra, della sua attività in Sud Africa e poi in India. Più che il racconto della sua attività politica e delle sue battaglie civili, quello che mi aveva impressionato erano proprio i suoi esperimenti con la Verità. In ques...

Gandhi, il film

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Ovvero come tirarsi su di morale Venerdì sera sono arrivata a casa dal lavoro che ero un po' depressa. Ognuno ha i suoi metodi per sconfiggere la depressione di queste nostre vite insapori che paiono sfuggirci di mano, di questi anni insoddisfatti che viviamo senza motivazione o senza motivo. Per esempio certe mie amiche vanno a fare shopping. Dicono che sputtanarsi dei soldi in vestiti sia un efficace rimedio contro l'insondabile tristezza cosmica. Io che piuttosto di fare shopping preferirei ricevere delle martellate in testa (e che sono anche un po' tirchia viste le origini genovesi), ho elaborato un altro metodo: guardare Gandhi (il film ). Allora, appena arrivata a casa, ho messo nel lettore dvd il disco dorato e mi sono rivista le mie scene preferite. " Per questa causa io sono disposto a morire, però... non c'è nessuna causa per la quale io sia disposto a uccidere ", dice Ben Kingsley nei panni del giovane Gandhi in Sud Africa. " ...