Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta urdu

Poesie scelte

Immagine
di Kishwar Naheed Dopo quello di Moniza Alvi , ecco un altro bellissimo volumetto di poesie pubblicato dalla casa editrice Fuorilinea , che libro dopo libro stimo sempre di più (e di cui vi invito a sfogliare l'interessante catalogo, anche non indiano). Questa volta le poesie sono della poetessa Kirhwar Naheed , anche lei nata indiana (nel 1940) e diventata pakistana in seguito alla Partizione del 1947. Proprio come Manto , lo scrittore "nato indiano e morto pakistano" di cui ho tanto parlato in questo blog.  E come quelle di Manto, queste poesie sono scritte in lingua urdu, e in questo volumetto tradotte per la prima volta in italiano (da Cecilia Bisogni, che ha anche scritto l'interessante introduzione che inquadra la vita e le opere di Kirhwar Naheed).  Dopo aver assistito a soli sette anni agli orrori della Partizione, Kirhwar Naheed si trasferisce a Lahore nel 1949 insieme alla famiglia. Studia economia, ma sono i suoi interessi letterari a guidare le sue scelte ...

Mappe per amanti smarriti

Immagine
di Nadeem Aslam Comincia benissimo, questo  bel romanzo  di Nadeem Aslam, autore pakistano che vive in Inghilterra dall'età di 14 anni. Comincia con una dedica a  Faiz Ahmed Faiz , uno dei miei poeti preferiti al mondo, che dice: Per mio padre che fin dall'inizio, tanti anni fa, mi consigliò  di scrivere sempre d'amore  e per   Faiz Ahmed Faiz 1911-1984 e  Abdur Rahman Chughtai 1894-1975 due maestri che, ciascuno a modo suo, mi hanno insegnato  cos'altro sia degno d'amore (Abdur Rahman Chughtai è un artista pakistano i cui dipinti sono perfettamente in sintonia con lo stile di questo libro, sarebbe stato meraviglioso averne messo uno in copertina.) Si capisce poi, fin dalle prime pagine, che Nadeem Aslam ama la poesia e cura anche il più piccolo dettaglio. È uno scrittore che si prende tutto il tempo per descrivere lo sciogliersi dei fiocchi di neve durante la prima nevicata della stagione ("fiocchi d...

Storie d'amore indiane

Immagine
a cura di Sudhir Kakar L'incontro fra un uomo e una donna, un tempo marito e moglie e ora divorziati e risposati, nella sala d'attesa di una stazione ferroviaria.  La lotta, fisica e intellettuale, fra i 5000 anni di tradizione induista e gli assorbenti interni. Il tradimento di una giovane moglie che ha sposato il proprio marito solo perché non c'era altro di meglio da fare. La povertà di una giovane vedova che vive accanto a un crematorio con i suoi figli. Un marinaio che parte per mare solo quando la moglie rimane incinta, in modo che non lo tradisca.   Era da tanti anni che avevo questo libro in lista d'attesa e finalmente mi sono decisa.  Era rimasto un po' indietro perché, nonostante l'entusiasmo iniziale per il fatto che le storie fossero scritte in varie lingue indiane e non in inglese, la faccenda delle storie "d'amore" mi aveva un po' frenato. E anche il fatto che, come sapete, non sono una gran lettrice di rac...

Questa notte è un albero di dolore

Immagine
Dopo tanto che non scrivo, rifaccio capolino da questo blog.  Proprio mentre sognavo un viaggio in quelle terre, la tragedia di Peshawar mi ha riportato con grande tristezza a cercare qualche parola fra i poeti pakistani che tanto ho amato, a sfogliare le pagine di libri ingialliti, pieni di amore e dolore. Ho ritrovato questa poesia di Faiz Ahmad Faiz , poeta pakistano in lingua urdu, che posso solo trascrivere senza aggiungere altro. (La traduzione è di Alessandro Bausani) Incontro Questa notte è un albero di dolore un dolore grande, più di te, più di me, più grande, e nei suoi rami ci sono migliaia e migliaia di carovane di stelle, con le fiaccole in pugno, e attorno sperduti mille chiari di luna: nell'ombra tutta la luce loro hanno pianto.  Questa notte è un albero di dolore un dolore grande, più di me, più di te. Ma dall'albero di questa notte  son cadute, pallide foglie, questi pochi attimi, che  nelle tue trecce impigliati son fiori ...

Non solo India: 12 consigli di letture iraniane

Immagine
Come forse vi sareti accorti, questo blog ha avuto una lunga pausa nei mesi iniziali di quest'anno, in cui in realtà ho letto più che altro in previsione del viaggio di aprile in Iran (posto meraviglioso). A grande richiesta (!), ecco quindi nella categoria "Non solo India", qualche consiglio di lettura iraniano, fatto dei 12 titoli che si sono aggiunti alla mia libreria. 1. Hafez, Canzoniere ( a cura di Stefano Pellò e Gianroberto Scarcia, Ariele, 2005) Su un blog indiano, non posso non iniziare dal grande poeta persiano del quattordicesimo secolo, considerato il poeta classico per eccellenza di ghazal (che trasmigreranno poi nella poesia urdu). Le sue poesie parlano di amore e vino e, se vi capiterà di andare in Iran, visitate la sua tomba a Shiraz: un bellissimo giardino, pieno di rose e musica, con famiglie iraniane che leggono le sue poesie sulla sua tomba, come i versi di un oracolo. In Iran la poesia è viva.   2.  Gialal ad-Din Rumi , Poesie misti...

India senza filtro

Immagine
Ricevo questo simpatico e interessante annuncio per la ricerca di traduttori dalle lingue indiane per un progetto di blog letterario di traduzioni.  Lo diffondo con piacere, sperando finalmente di poter leggere qualche libro in più senza il filtro dell'inglese. ---------------------------------------------------------------- INDIA SENZAFILTRO – call for collaborators! NON NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE INDIA SENZAFILTRO è un blog di letteratura indiana in traduzione italiana , che ospiterà la pubblicazione di un vasto repertorio di traduzioni dalle lingue moderne indiane: hindi, bengali, urdu, eccetera. INDIA SENZAFILTRO ha lo scopo di creare un archivio digitale di traduzioni (letterarie e non: shortstories e articoli di giornale, estratti di romanzi, travelogues , saggi e poesie, canzoni e pièce teatrali) che non passano per il ''filtro'' dell'inglese . INDIA SENZAFILTRO servirà da piattaforma di lancio per giovani traduttori e da databas...

Fiume di fuoco

Immagine
di Qurratulain Hyder Questo maestoso e grandissimo romanzo è, almeno a prima vista o prima approssimazione, un romanzo sulla Storia. La Storia che corre con il suo flusso incessante, inarrestabile, non lineare, fotografata in quattro episodi distinti e fra loro cronologicamente distanti. Quello che collega un momento storico all'altro sono i nomi dei personaggi, che ricorrono nei vari episodi, senza che siano in realtà reincarnazioni di vite successive, né che ricordino in alcun modo quello che è successo nei secoli antecendenti. Ovvero senza il senno del poi, di cui il lettore è l'unico depositario. Il primo dei quattro periodi è il quarto secolo avanti Cristo, in cui seguiamo un giovane "studente", un brahmachari errante nei boschi fra privazioni fisiche e meditazione, nel periodo in cui il buddhismo conquistava pacificamente adepti nelle foreste e fra le famiglie reali dell'India. Con un salto vertigionoso ci troviamo nel 1400 a seguire Kamal, un pers...

Il prezzo della libertà e altri racconti

Immagine
di Saadat Hasan Manto (1912-1955) "Anche i cani dovranno decidere se essere indiani o pakistani." Mentre ero occupata a cercare nuovi scrittori indiani all'ultimo grido, non mi ero accorta che era uscito, in italiano, un vero e proprio capolavoro che risale a circa 60 anni fa, ora pubblicato da Fuorilinea, una giovane casa editrice con il progetto di " scoprire scrittori e tematiche ingiustamente dimenticati o trascurati, ma che invece continuano ad avere un riscontro spesso incisivo nell’attualità". Il prezzo della libertà e altri racconti è una raccolta di 15 short stories di Saadat Hasan Manto , autore nato indiano (nell'India britannica) nel 1912 e morto pakistano (giovane e alcolizzato) nel 1955, cantore in lingua urdu delle storie tragiche e assurde di chi ha vissuto gli anni dell'indipendenza e della Partizione. Quella Partizione che nel 1947 ha diviso il subcontinente in due stati ...

Umrao Jan Ada

Immagine
di Mirza Mohammad Hadi Ruswa È evidente che non sono una grande esperta di ordini on-line. Solo dopo aver letto la traduzione inglese dall’urdu di David Matthews ordinata su amazon (un libro dall'inconfondibile odore di India), mi sono accorta che avrei, forse, potuto aggiudicarmi quella italiana, cioè questa: M. M. H. Ruswa, L a cortigiana Umrao Jan Ada (romanzo indiano) , traduzione dalla lingua urdu e cura di Daniela Bredi, L'Harmattan Italia, 2001 Ma la verità è che non ho saputo resistere al primo titolo apparso e l'ho subito ordinato. È stato principalmente il film di Muzaffar Ali con Rekha, del 1981, a spingermi a leggere questo romanzo, ma anche il fatto che, in quasi ogni dove, Umrao Jan Ada , scritto da Mirza Mohammad Hadi Ruswa (1857-1931) e pubblicato intorno al 1900, viene battezzato come "il primo vero romanzo urdu". Non potevo certo rischiare di perderlo. Amo i primi romanzi di una lingua, solidissimi e forse un po' ingenui, ai nost...

Una sera in prigione

Immagine
Non mi piace molto fare dei copia e incolla di poesie o testi e poi lasciarli da soli a vagare per il blog. Non che abbia niente in contrario a chi lo fa, è solo che non mi piace particolarmente farlo. Questa sera però non ho niente di meglio di una poesia da sbattere qui, che descrive perfettamente il mio stato d'animo, la mia condizione. "Sbattere" e "battere". Perché non è proprio un copia e incolla: l'ho battuta lettera per lettera sulla tastiera e così ogni parola è diventata più lunga, ogni lettera più gentile. E' del poeta urdu pakistano Faiz Ahmed Faiz . L'ha scritta nel 1953 mentre era in carcere. Io l'ho rubata da Le letterature del Pakistan di Alessandro Bausani (la traduzione dall'urdu è pure sua), da cui domani mi dovrò separare per riportarlo nella biblioteca in cui è solito abitare. Quindi è anche un po' un modo per dirgli addio. Ma soprattutto è un modo per ricordarmi che anche in prigione si vive e si sogna. ...

Prima visione di Ghalib

Immagine
Non ne ho più parlato, ma nel tempo libero che si fa sempre più sottile, io sono sempre lì, in preda al mio innamoramento urdu , che continua disordinato, instancabile e insonne (nonché assolutamente incompreso nel mondo reale). Nel mio dolce vagare, prendo tutto quello che viene, ascolto mp3, guardo video su youtube, prendo in prestito fragili libri da scaffali remoti della biblioteca, ordino libri e dvd, scarico canzoni. E poi due giorni fa, a mia insaputa, una meravigliosa sorpresa nella cassetta della posta: il doppio dvd con sottotitoli in inglese di una serie televisiva indiana sulla vita di Mirza Ghalib (1796-1869), il più grande poeta urdu. (La serie è del 1988, Gulzar è il regista e sceneggiatore, Ghalib è interpretato da Naseeruddin Shah, la musica è di Jagjit Singh.) Stasera ho visto il primo dei 19 episodi (niente paura, non li racconterò tutti uno per uno, anche se già non vedo l'ora del riassuntone finale alla conclusione della serie). Ma il primo lo devo raccont...

Crepuscolo a Delhi e la sua storia

Immagine
Provo ora a raccontare qualcosa della storia che sta dietro a Crepuscolo a Delhi di Ahmed Ali. La faccenda è complessa e attingo a piene mani (cioè scopiazzo come al solito) dall'introduzione dell'autore scritta nel 1993, più di 50 anni dopo la prima pubblicazione, e dalla postfazione di Vincenzo Mingiardi, autore della mirabile traduzione e curatore dell'edizione italiana. Intanto, due parole su Ahmed Ali. Nato nel 1910 a Delhi, fondò nel 1932 lo All India Progressive Writers's Movement insieme ad altri scrittori, fra cui Raja Rao e Mulk Raj Anand . Il movimento si proponeva di occuparsi delle questioni fondamentali (fame, povertà, arretratezza) per promuovere la trasformazione sociale di cui l'India aveva bisogno. Nel 1947, quando arrivò l'indipendenza e il subcontinente fu diviso in due, Ahmed Ali si trovava in Cina e gli fu negato il ritorno in patria, in quanto musulmano. Visse così da esule in Pakistan per il resto della sua vita. Nell'intr...

Innamoramento urdu

Immagine
Andrò ora a parlare (o straparlare) di qualcosa che non so. Potrei quindi dire delle stupidaggini. E' che mi sono innamorata. E quando ci si innamora, si dicono delle stupidaggini. Quando ci si innamora, poi, non si capisce niente. Si ascoltano le parole dell'amato che parla, si pende dalle sue labbra, senza capire niente di quello che dice: quello che conta è il suono della voce, il luccichio degli occhi, le vertigini alle tempie. Ma vengo subito al punto. L'urdu. La poesia urdu. Le ghazal in urdu, poesie d'amore malinconiche, struggenti e profondamente musicali. Tutto quello che sapevo dell'urdu finora lo sapevo (ma guarda un po') dai libri letti, ma solo di riflesso. Lingua nazionale del Pakistan e una delle lingue ufficiali dell'India, penso di averla incontrata per la prima volta nel Ragazzo giusto di Seth, dove Maan Kapoor, giovane follemente innamorato di una cantante musulmana decide, per conquistarla e stare con lei, di studiare l'urd...