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L'India a Torino

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Come ormai tutti sapranno, quest’anno sarà l’India il paese ospite al Salone del Libro di Torino, che si terrà dal 13 al 17 maggio. La pagina del sito del Salone dice che l’idea è quella di “ privilegiare i narratori che sono rimasti in patria, a vivere e descrivere una realtà che con la sua debordante umanità resta un gigantesco serbatoio di storie capaci di coinvolgere il lettore. ” Per chi volesse iniziare a leggere qualche romanzo, comprare un libro da fare autografare o semplicemente iniziare a sognare un incontro, ecco qua gli scrittori che il Salone ci promette quest'anno. Anita Desai. Forse una delle mie scrittici preferite, già nota quando l’India non era ancora “di moda”. I suoi personaggi sono spesso degli esclusi che hanno fatto della solitudine la loro unica dimensione, impotenti di fronte alle situazioni in cui, loro malgrado, si sono ritrovati. La sua prosa, a tratti vera poesia, è impietosa e delicata, ricca di sfumature. Fra i miei titoli preferiti: Ch...

Maximum city - Bombay la città degli eccessi

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di Suketu Mehta Ovvero: tutto su Bombay Strabiliare con i numeri è facile, quando si parla di India: con un miliardo e trecento milioni di abitanti e con le sue grandi contraddizioni, è facile fare il gioco dei primati mondiali. L'India è sede sia del maggior numero di ingegneri informatici del mondo, sia del maggior numero di persone che vive sotto la soglia di povertà (per esempio, alcuni "numeri che parlano" sono qui , nel blog di Fabio Lucheroni). Ed è giusto, giustissimo farlo, per dare una proporzione alle cose, per capire l'ordine di grandezza di cui stiamo parlando, e anche per farci capire quanto siano secondari e marginali, a livello mondiale, i nostri piccoli problemi quotidiani, le nostre questioni di vita o di morte. Questo gioco dei numeri funziona poi ancora meglio con Bombay, una delle città più popolose al mondo, in cui ogni giorno affluiscono migliaia di persone da tutta l'India, in cui, con i suoi quattordici milioni di abitanti (nel 2006, nel f...

Shanghai, Bombay, Mumbai... e altre storie

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Ovvero confuse nostalgie letterarie (e non...) In questi giorni penso intensamente a Bombay (o Mumbai, a seconda che si voglia usare il nome vecchio o il nome nuovo...). A una settimana dal ritorno del viaggio in Cina, i giorni a Shanghai mi ricordano dov'ero l'anno scorso (ovvero a Mumbai). Mi ero chiesta più volte, allora, come fosse Shanghai. Non certo perché pensavo che mai ci sarei andata, ma perché Shanghai è vista in India come il modello di città a cui Mumbai dovrebbe aspirare. Per chi crede nel forte sviluppo economico e nel futuro grandioso dell'India, Mumbai dovrebbe diventare la Shanghai dell'India entro il 2010. Shanghai, sfavillante, moderna, tutta grattacieli, senza le baraccopoli di Mumbai, senza la povertà assoluta sempre sotto il naso, sotto gli occhi. Shanghai e Mumbai: entrambi capitali commerciali e finanziarie dei due stati più popolosi del pianeta. Perché no? Shanghai dream , lo chiamano in India. (Se vi interessa come vivono gli in...