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Visualizzazione dei post con l'etichetta Vikram Seth

La protesta degli scrittori indiani

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Invece di parlare di un libro specifico, oggi vi racconto che cosa stanno combinando i nostri amati scrittori indiani in queste ultime settimane. Il 6 ottobre ha iniziato Nayantara Sahgal , autrice del romanzo “ Il giorno dell’ombra”, che parla delle difficoltà di una donna dell'élite indiana in un mondo in trasformazione e che le valse nel 1986 il Sahitya Akademi Award . Per prima ha restituito il premio della Sahitya Akademi, l’istituzione letteraria più prestigiosa in India che ogni anno assegna un premio a uno scrittore per ognuna delle lingue indiane previste dalla Costituzione. Il premio consiste in 100mila rupie e in una targa. Più di 40 scrittori indiani hanno seguito il suo esempio e hanno restituito i loro premi per protestare contro la Sahitya Akademi, che riceve finanziamenti dal governo e che non ha condannato i recenti episodi di violenza che secondo gli scrittori minacciano la libertà di espressione in India. Il 25 agosto 2015 lo scrittore Malles...

L'oppio di Ghosh, Shantaram 2, la ragazza giusta ma ritardataria

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Anticipazioni del 2015 (e 2016, forse) Ecco qualche aggiornamento su alcuni seguiti di libri che aspettiamo da qualche anno (senza polemica: che si prendano pure tutto il tempo che ci vuole, gli scrittori, purché sfornino dei bei libri!). In realtà l'unica certezza ce la dà Amitav Ghosh.  Flood of fire , il terzo volume della trilogia della Ibis dopo Mare di papaveri e Il fiume dell'oppio , è uscito in lingua inglese a fine maggio.  Dalle recensioni sulla stampa inglese sembra che il romanzo sia eccellente e che concluda magistramente la storia dei personaggi iniziata con Mare di papaveri su una barca in navigazione verso l'isola di Mauritius e continuata a Canton poco prima della Guerra dell'Oppio. In Flood of fire si riprende a navigare proprio nel bel mezzo della Guerra dell'Oppio, in un viaggio dall'India alla Cina.  Per chi ha letto gli altri due romanzi: partiranno dall'India anche il fratello di Deeti, la grande protag...

Che cosa mi consigli?

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I dieci romanzi che consiglio a chi si vuole avvicinare all'India Negli ultimi giorni molti amici che non sono mai stati in India e non hanno mai letto libri indiani mi hanno chiesto un consiglio su quali romanzi leggere. Tutti hanno visitato il blog ma si sono giustamente un po' persi fra i 250 post qui presenti. Ecco quindi la mia personalissima lista di 10 consigli, diciamo per l'estate, ma vanno bene - anzi meglio - anche per l'inverno.  Ci sono alcuni dei miei romanzi preferiti, ma questa non è la lista dei miei romanzi preferiti. Per esempio mancano i racconti di Manto e Fiume di Fuoco , che ho amato tantissimo ma che non consiglierei a chi legge d'India per la prima volta. Così il romanzo di Ghosh che ho scelto per questi consigli non è quello che io ho più amato di tutti (che sarebbe Le linee d'ombra ). Ho cercato di metterne un po' per tutti i gusti per accontentare tutti... ma se 10 sono troppi, fermatevi pure ai primi 3. ...

AIDS Sutra

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In questa antologia 16 autori indiani (o di origini indiane o affini) raccontano i molti volti della diffusione dell'Aids in India, che, inizialmente negata, sta ora espandendosi con preoccupante rapidità.  L'antologia è stata realizzata in collaborazione con Avahan , il progetto della Fondazione Bill & Melinda Gates (su cui ho sentito dire tutto e il contrario di tutto) che si occupa di prevenzione dell'Aids in India. Sono 16 saggi che ci portano a conoscere diverse comunità, la maggior parte "ad alto rischio", in diverse zone dell'India: da Bangalore a Calcutta, dall'Andhra Pradesh al Manipur. Kiran Desai ci porta nei villaggi di prostitute nell'Andhra Pradesh (uno degli stati a più alta diffusione dell'Aids), Salman Rushdie fra gli hijra (diciamo "transessuali" - semplificando molto) di Bombay, Sunil Gangopadhyay nei bordelli di Calcutta dove si rifugiava da giovane con gli amici per bere whisky di nascosto, William Dalrymple ...

Non solo Torino...

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...ma anche Venezia! Segnalo anche gli incontri con scrittori indiani a Venezia il giorno 20 maggio, nell'ambito del programma Incroci di civiltà (e ringrazio Stefania che me li ha segnalati). Saranno presenti Vikram Seth , l'autore del Ragazzo giusto , Alka Saraogi , scrittice che scrive in lingua hindi e autrice del bellissimo Bypass al cuore di Calcutta, e Tishani Doshi , autrice del romanzo Il piacere non può aspettare .

La ragazza giusta

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Ho letto solo in questi giorni l'annuncio che Vikram Seth sta scrivendo un sequel del suo celebre romanzo Il ragazzo giusto . Il sequel sarebbe ambientato nell'India di oggi e seguirebbe le vicende di Lata, la protagonista in età da marito del Ragazzo giusto , ormai diventata nonna, in cerca a sua volta della "ragazza giusta" per il nipote. Il tutto dovrebbe essere una scusa per addentrarsi nell'India contemporanea e forse anche in altre nazioni. Il titolo non potrà che essere La ragazza giusta e il sequel è annunciato per il 2013, vent'anni dopo Il ragazzo (come vola il tempo...), il che dovrebbe lasciare abbastanza tempo (ma non troppo per la verità, visto che le pagine sono 1600 e che appunto il tempo vola) per leggersi o rileggersi il bel romanzone di Seth. Sono sempre scettica sui seguiti di ogni tipo, che il più delle volte mi sembrano delle basse operazioni commerciali. Ma penso che Seth sia uno scrittore serio e quindi colgo l'occasione ...

Storie elettorali

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Ogni tanto un uomo si dichiara cittadino dell'India democratica e vuole esprimere il proprio voto. Era il caso del conducente di risciò. Si dichiarava libero dalle Tenebre: quel giorno aveva fatto la sua Benares. S'incammino verso la cabina elettorale nella scuola. - Si presume che io mi ribelli ai ricchi, no? - disse. - Non è quel che continuano a dirci? Quando ci arrivò, i sostenitori del Grande Socialista avevano già scritto su una lavagna i risultati dello scrutinio: 2341 voti, tutti per il Grande Socialista. Vijay, in piedi su una scala, stava inchiodando al muro uno striscione col simbolo del Grande Socialista (le mani che spezzano le catene). Lo slogan diceva: LAXMANGARH SI CONGRATULA CON IL GRANDE SOCIALISTA PER LA SUA VITTORIA ALL'UNANIMITÀ! Quando vide il conducente di risciò, Vijay lascio cadere cartello, chiodi e striscione. - Che ci fai qui? - Sono venuto a votare, - sbraitò lui. - Oggi non ci sono le elezioni? Non vidi cosa fecero a quell'uomo...

Vikram contro Vikram

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Ovvero: il mio nome è Vikram Mi capita spesso, quando parlo di libri indiani ai miei amici, che mi confondano Vikram Chandra con Vikram Seth e viceversa (sì, proprio così: non che confondano , ma che mi confondano - quanto sono presuntuosa...). Per esempio, quando parlo (ultimamente spesso) di Vikram Chandra, mi dicono: "Ah, è quello che ha scritto Il ragazzo giusto !" NOOO!!! Il ragazzo giusto l'ha scritto Vikram Seth. Vikram Chandra ha scritto Giochi sacri . Soprattutto per il mio compagno, il quale (povero) sente in continuazione parlare di Vikram di qua e Vikram di là, magari in mezzo a Salman, Amitav & C, il tutto in mezzo a libri che girano nel disordine della casa, la confusione non deve essere poca. Mi diverto allora a fargli dei trabocchetti crudeli: " Due vite : chi l'ha scritto? Vikram..." "...Chandra!" NOOO!! Mai una volta che ci azzecchi. In comune, oltre al nome proprio, i due hanno il fatto di essere indiani di ori...

Il ragazzo giusto

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di Vikram S eth Ovvero il matrimonio combinato e oltre, molto oltre " I libri sono per i lettori e non per chi scrive". Così dice Vikram Seth quando parla dei suoi libri. Un’affermazione che detta da un qualsiasi altro scrittore potrebbe sembrare banale oppure servile nei confronti dei propri lettori. Ma così non può essere per Vikram Seth, uno scrittore che ha il coraggio di scrivere prima un poema in stanze pushkiniane e poi un romanzo di 1600 pagine. Non c’è dubbio però che i suoi libri, nonostante le premesse, siano veramente per i lettori quando poi si inizia a leggerli. Sto parlando in particolare del Ragazzo giusto, forse il suo romanzo più famoso . Lo dico subito, chiaro e tondo. Sono 1600 pagine, scritte pure piccolo. Non è leggerissimo da far entrare in borsa e da leggere sul treno o sull’autobus. I personaggi sono numerosi e lo schemino con l’albero genealogico che compare nelle prime pagine ci vuole proprio, almeno all’inizio. Nonostante questo, o forse proprio...

Il miracolo della letteratura indiana contemporanea

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Ovvero la mia personalissima visione della letteratura indiana contemporanea in lingua inglese Ormai dieci anni fa, nel maggio 1997, si incontrarono a Londra undici scrittori indiani provenienti da diverse parti del mondo: fra gli altri, erano presenti Arundhati Roy, Rohinton Mistry, Vikram Seth, Amitav Ghosh, Vikram Chandra. Su tutti, poi, troneggiava il rinomatissimo Salman Rushdie. L’incontro era organizzato dal New Yorker per celebrare, nel cinquantesimo anniversario dell’indipendenza dell’India, il miracolo della letteratura indiana contemporanea in lingua inglese. A dire la verità, molti di questi scrittori non abitavano ormai più da tempo in India ed erano presenti scrittori anche non di nazionalità indiana ma provenienti da altri paesi sub-continente (Sri Lanka e Pakistan). L’organizzatore dell’incontro non seppe dire perché aveva scelto proprio quegli undici, né che cosa accumunava i vari autori, trovando estremamente difficile definire temi comuni o similitudini. Ma era indub...