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Visualizzazione dei post con l'etichetta Tarun J Tejpal

Il sospiro lieve dei sensi

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di Tarun J Tejpal Un romanzo davvero forte e inquietante. Nelle prime pagine il protagonista inizia a raccontare la sua storia a un registratore, ha poco tempo, perché fra poco arriveranno a ucciderlo. Capiamo che è fuggito da qualche posto e si è rifugiato a vivere insieme a una donna, in una vecchia casa in un villaggio indiano. Ci racconta in modo dettagliato tutta la sua vita, affinché nella "farmacia delle storie del mondo" qualcuno possa trarre giovamento dalla sua: è vissuto all'interno di una grande comunità (o setta, ma questa parola non viene mai usata) che segue i dettami di Aum (letto "ohm", la lettera primordiale dell'universo), un guru-profeta che durante la sua vita ha fondato un nuovo modello di vita in una valle dell'Himalaya, lontano da tutte meschinità del nostro mondo: il possesso, l'ego, l'invidia, l'individualismo, la disuguaglianza. La storia, al crescere del protagonista, che cresce non solo ana...

L'India a Torino: piccole osservazioni

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Potrei essere un po' polemica e dire che il Salone del libro è stata tutta una grande abbuffata commerciale, che lo spazio per l'India, Paese ospite, era veramente ristretto, che il rumore e la folla erano esagerati,  che molte cose avrebbero essere dovute approfondite di più, che i relatori avrebbero potuto leggere i libri di cui parlavano e così via. Però alla fine sono stati tre giorni molto piacevoli, ricchi di scambi accanto ai "miei" scrittori, che mi hanno lasciato tanti piacevoli ricordi. Ecco alcune osservazioni, opinabili, arbitrarie e del tutto condizionate dai soli incontri a cui sono riuscita a partecipare. Prima di tutto, sicuramente un grande interesse da parte del pubblico verso gli scrittori indiani. D'altra parte avevo fatto un giro in libreria la settimana prima del Salone: nuovi autori indiani erano spuntati come funghi e i titoli indiani fra gli scaffali erano decisamente aumentati (inflazionati?). In molti incontri del Salone,...

L'India a Torino: ecco chi c'è!

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Eccoci qua: mentre ero in viaggio in Siria, è uscito il programma del Salone del Libro di Torino (13-17 maggio) che quest'anno vede l'India come paese ospite. Qui ci sono tutti gli eventi dettagliati del programma "Paese ospite: l'India ". Purtroppo, rispetto agli scrittori annunciati in precedenza, non sarà presente Anita Desai, ma ci sarà invece la figlia Kiran.  Ora mi metto a riassumere quali saranno gli scrittori indiani presenti (so che sono loro i più attesi!), ma nel programma ci sono molte altre cose interessanti: la matematica indiana, le letterature in lingue indiane, musica e film, autori non indiani che hanno scritto di India... Sudhir Kakar. È uno psicanalista e scrittore. Ha pubblicato i romanzi L’ascesi del desiderio , storia di un giovane al cospetto dell'autore del Kamasutra,  Estasi , l'incontro di un santo con un ragazzo dai costumi occidentali, e Mira e il Mahatma, la storia della relazione fra Gandhi e una giovane i...

L'India a Torino

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Come ormai tutti sapranno, quest’anno sarà l’India il paese ospite al Salone del Libro di Torino, che si terrà dal 13 al 17 maggio. La pagina del sito del Salone dice che l’idea è quella di “ privilegiare i narratori che sono rimasti in patria, a vivere e descrivere una realtà che con la sua debordante umanità resta un gigantesco serbatoio di storie capaci di coinvolgere il lettore. ” Per chi volesse iniziare a leggere qualche romanzo, comprare un libro da fare autografare o semplicemente iniziare a sognare un incontro, ecco qua gli scrittori che il Salone ci promette quest'anno. Anita Desai. Forse una delle mie scrittici preferite, già nota quando l’India non era ancora “di moda”. I suoi personaggi sono spesso degli esclusi che hanno fatto della solitudine la loro unica dimensione, impotenti di fronte alle situazioni in cui, loro malgrado, si sono ritrovati. La sua prosa, a tratti vera poesia, è impietosa e delicata, ricca di sfumature. Fra i miei titoli preferiti: Ch...

La storia dei miei assassini

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di Tarun J Tejpal Ecco. Mi ero riproposta di disintossicarmi dopo l'overdose di romanzi che parlano dell'India corrotta e violenta, ma ci sono subito ricaduta. La storia dei miei assassini mi ha  incuriosito troppo per non leggerlo, forse anche per la storia personale dell'autore (e per il fatto che sarà al Salone del libro di Torino): Tarun J Tejpal è giornalista e direttore di Tehelka , il settimanale indiano famoso per le sue inchieste che hanno fatto tremare (e dimettere) potenti e ministri. Parlavamo qualche post fa delle situazioni ricorrenti (o stereotipi) di questo tipo di libri e devo dire che molte le ho ritrovate anche qui: poliziotti corrotti, traffico d'armi, bambini sfruttati, guru personali, pistole e armi che passano di mano in mano come se fossero caramelle. Ma nonostante tutto, alla fine anche questo è un buon libro che ha qualcosa da dire. Il protagonista, un giornalista investigativo di Delhi, apprende dalla televisione che, senza neanche ac...