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Visualizzazione dei post con l'etichetta hindi

Storie d'amore indiane

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a cura di Sudhir Kakar L'incontro fra un uomo e una donna, un tempo marito e moglie e ora divorziati e risposati, nella sala d'attesa di una stazione ferroviaria.  La lotta, fisica e intellettuale, fra i 5000 anni di tradizione induista e gli assorbenti interni. Il tradimento di una giovane moglie che ha sposato il proprio marito solo perché non c'era altro di meglio da fare. La povertà di una giovane vedova che vive accanto a un crematorio con i suoi figli. Un marinaio che parte per mare solo quando la moglie rimane incinta, in modo che non lo tradisca.   Era da tanti anni che avevo questo libro in lista d'attesa e finalmente mi sono decisa.  Era rimasto un po' indietro perché, nonostante l'entusiasmo iniziale per il fatto che le storie fossero scritte in varie lingue indiane e non in inglese, la faccenda delle storie "d'amore" mi aveva un po' frenato. E anche il fatto che, come sapete, non sono una gran lettrice di rac...

India senza filtro

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Ricevo questo simpatico e interessante annuncio per la ricerca di traduttori dalle lingue indiane per un progetto di blog letterario di traduzioni.  Lo diffondo con piacere, sperando finalmente di poter leggere qualche libro in più senza il filtro dell'inglese. ---------------------------------------------------------------- INDIA SENZAFILTRO – call for collaborators! NON NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE INDIA SENZAFILTRO è un blog di letteratura indiana in traduzione italiana , che ospiterà la pubblicazione di un vasto repertorio di traduzioni dalle lingue moderne indiane: hindi, bengali, urdu, eccetera. INDIA SENZAFILTRO ha lo scopo di creare un archivio digitale di traduzioni (letterarie e non: shortstories e articoli di giornale, estratti di romanzi, travelogues , saggi e poesie, canzoni e pièce teatrali) che non passano per il ''filtro'' dell'inglese . INDIA SENZAFILTRO servirà da piattaforma di lancio per giovani traduttori e da databas...

Mai

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di Geetanjali Shree Non so se "vale". In genere sono gli scrittori a dedicare i loro libri a qualcuno, ma penso che anche i lettori abbiano il diritto di dedicare le loro letture a chi più loro aggrada. A me è venuto spontaneo dedicare il romanzo Mai , romanzo di Geetanjali Shree, scritto in hindi e  recentemente tradotto in inglese, a Kunjan, visto che fra l'altro l'ho letto mentre ero a casa sua. Kunjan è la cognata dell'amico che mi ha ospitato a Gandhinagar in Gujarat, nella sua casa a tre piani con tutta la sua grande famiglia. Kunjan è diventata subito una carissima amica, in grado di donare in ogni istante confidenze, abbracci, lacrime e parole sincere. Nel romanzo in questione, che ha avuto molto successo una volta tradotto in inglese,  l'autrice descrive in modo molto intenso la vita di una madre, "Mai", vista principalmente attraverso gli occhi della figlia. E' una madre che trae il significato della sua vita dal silenzio, dall...

Manine hindi

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Sono presa da un lavoretto notturno (non pensate male) che mi tiene lontana dal blog. Però va bene così, anche perché tutto spinge nella stessa direzione. Tanto che mi è nuovamente saltata in testa l'idea folle e utopistica di studiare l'hindi nel restante tempo libero ormai tendente a zero. Ho capito che con il CD-rom di hindi piratato comprato in Cina non riuscirò mai a stare sveglia per più di cinque minuti (eppure c'è qualcuno che crede nell'apprendimento multimediale...). Ci vorrebbe un maestro. O per lo meno un libro. E così domenica scorsa vado in biblioteca alla ricerca, per lo meno, del libro. (Vorrei far notare che andare in biblioteca di domenica pomeriggio è un'esperienza mistica). Scaffale lingue straniere non europee, cioè lingue assurde, cioè poco o niente. Occhi fissi sulle coste dei libri. Ogni volta che adocchio qualcosa di vagamente pertinente al mio scopo, c'è una manina più veloce della mia che mi soffia l'oggetto ...

Nessun dio in vista... che parli hindi

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Ovvero non scrivo quello che penso Visto che ho appena finito di parlare di Nessun dio in vista , ripesco questo articolo sui nuovi scrittori indiani, pubblicato sulla Repubblica delle Donne in aprile, che parla anche di Altaf Tyrewala. In breve, descrive i nuovi scrittori indiani in lingua inglese, i nipoti della mezzanotte , trentenni globalizzati con curriculum internazionale, che hanno vissuto a New York, che bloggano 24 ore su 24, ascoltano rock underground e fanno zapping sulla tv satellitare. Il tutto mi sembra un po' esagerato. O quantomeno generalizzante. Però mi sono sembrati interessanti alcuni passaggi a proposito dello scrivere in inglese invece che nelle lingue regionali. In uno di questi si accenna a quello di cui parlavo qualche post fa : l'ambiguità di far parlare i personaggi di un romanzo in una lingua che non parlerebbero mai (cioè in inglese), proprio quando la loro lingua "naturale" sarebbe la lingua madre dell'autore. Altaf Tyrewala dice: ...

Bypass al cuore di Calcutta

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di Alka Saraogi Ecco allora, come promesso, che inizio un po' a parlare di qualche libro scritto non in inglese. La finisco definitivamente con Vikram Chandra e con quelli scrittori che indiani sono ma che alla fine scrivono in inglese. Con l' Indian Writing in English . La finisco definitivamente, ovvero per questo post... Allora iniziamo con l'hindi e con Alka Saraogi, scrittice indiana che preferisce scrivere nella sua lingua madre piuttosto che in inglese "per non vedere l'India con la lingua e quindi con gli occhi dell'Occidente". Non che l'inglese non lo sappia, infatti si è poi autotradotta alcuni dei suoi libri in inglese. Un conto però è tradurre un romanzo, un altro pensarlo in una certa lingua. E parliamo allora del suo romanzo Bypass al cuore di Calcutta . Se non ci fossero altri motivi per leggerlo, infatti, sarebbe sufficiente il fatto che la traduttrice Mariola Offredi ci ha regalato una bella traduzione in italiano di...