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I giardini di Ceylon

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di Shyam Selvadurai " Questo non è Orgoglio e pregiudizio, akka. Il tuo Dancy non arriverà a cavallo ". Così dice a un certo punto di questo romanzo una giovane ragazza alla sorella in età da marito.  E in effetti il suo Dancy non arriverà a cavallo, però per certi versi sembra proprio di essere in un romanzo di Jane Austen, per le descrizioni dei personaggi, stretti fra voglia di autonomia e convenzioni sociali, per l'abilità di delineare un'epoca, per la trama fatta di intrecci famigliari e ricerca di mariti, per i dialoghi che mandano avanti la storia.  Qui siamo però in Sri Lanka alla fine degli anni Venti, quando ancora l'isola si chiamava Ceylon e faceva parte dell'impero britannico. Il sapore del romanzo è molto coloniale, un po' retrò, con le descrizioni delle camicette da sari dell'epoca, dei mobili e delle tende, dell'archittettura delle case e dei quartieri di Colombo, girati in macchina o in risciò.  Il titolo...

Libri per l'estate

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Saluto tutti quelli che passano di qui perché sono in partenza per le vacanze. Porterò due libri con me: I giardini di Ceylon di Shyam Selvadurai (autore nato in Sri Lanka che ora vive in Canada) e River of Smoke di Amitav Ghosh (la seconda parte della trilogia iniziata con Mare di papaveri ), che proverò a leggere in inglese. Una buona estate a tutti!