I giardini di Ceylon
di Shyam Selvadurai " Questo non è Orgoglio e pregiudizio, akka. Il tuo Dancy non arriverà a cavallo ". Così dice a un certo punto di questo romanzo una giovane ragazza alla sorella in età da marito. E in effetti il suo Dancy non arriverà a cavallo, però per certi versi sembra proprio di essere in un romanzo di Jane Austen, per le descrizioni dei personaggi, stretti fra voglia di autonomia e convenzioni sociali, per l'abilità di delineare un'epoca, per la trama fatta di intrecci famigliari e ricerca di mariti, per i dialoghi che mandano avanti la storia. Qui siamo però in Sri Lanka alla fine degli anni Venti, quando ancora l'isola si chiamava Ceylon e faceva parte dell'impero britannico. Il sapore del romanzo è molto coloniale, un po' retrò, con le descrizioni delle camicette da sari dell'epoca, dei mobili e delle tende, dell'archittettura delle case e dei quartieri di Colombo, girati in macchina o in risciò. Il titolo...