di Gregory Roberts Ovvero la Bombay di un australiano molto particolare Sempre restando a Bombay, non posso non parlare di Shantaram . Non tanto perché lo ritengo un libro indispensabile, ma perché ne parlano tutti i forum di libri e di India, in cui non mancano le recensioni entusiaste e le urla al capolavoro. Ma soprattutto perché proprio negli ultimi giorni ho ricevuto alcune email di simpatici lettori di questo blog che mi consigliavano di leggerlo (a proposito, grazie a tutti, a tutti quelli che leggono, a tutti quelli che scrivono...). Shantaram l'ho letto qualche mese fa, su insistenza di Aayush , un amico indiano di Calcutta, che mi ha scritto di averlo trovato illuminante e che mi ha consigliato caldamente di leggerlo prima che ne uscisse il film . Non è un romanzo indiano, l'autore è uno scrittore australiano alquanto particolare che descrive in prima persona una parte della sua vita trascorsa a Bombay. In quasi 1200 pagine, Gregory Roberts, ex-eroinomane...
Grazie per avermi citata e linkata. Icroci di Civiltà è ormai diventato un incontro fisso anche con gli scrittori indiani (in passato ha ospitato anche Salman Rushdie, Anita e Kiran Desai, Meena Alexander).
RispondiEliminaEh, peccato che gli scrittori indiani siano di giovedì!
RispondiEliminaMi piacerebbe tanto andarci, ma purtroppo non posso proprio arrivare fino a Venezia, peccato che Seth e Saraogi mi piacciono molto, mentre la Doshi non l'ho letta.
RispondiEliminaGià, dispiace anche a me non andare, ci racconteranno le nostre amiche venete!
RispondiElimina